giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

A CHI RESTA IN MANO
IL CERINO?
Pubblicato il 27-01-2014


RENZI-Berlusconi

Sembra un fiume in piena, ma a guardar bene potrebbe infrangersi contro una diga molto solida. Del resto è tipico dei fenomeni che nascono sui media piuttosto che sul territorio. La legge elettorale procede spedita verso l’approvazione, si dice. Ma ci dovrà pur essere una ragione se il giovane Renzi continua a minacciare elezioni anticipate nel caso in cui qualcuno “senza neanche metterci la faccia”, dovesse fare il franco tiratore.

Una posizione non proprio di forza visto che, in quel caso, il neoeletto segretario dovrebbe andare al voto con il proporzionale e con le preferenze, ma, soprattutto, dovrebbe andarci da segretario di un partito che ha fatto arenare tutto. Combattere contro se stessi è sempre una battaglia persa, non valgono furbizie.

Anche perché, proclami a parte, i punti di frizione non mancano. «Credo che la legge elettorale debba passare e passerà» ha dichiarato all’Avanti! Benedetto Della Vedova, senatore ed esponente di Scelta Civica, secondo il quale «è nell’interesse di tutte le forze politiche che si faccia la legge e si faccia bene».

È sul concetto di “bene” che c’è da riflettere visto che lo stesso Della Vedova aggiunge che Scelta Civica «ha proposto, rispetto allo schema, alcuni emendamenti su cui lavorare per trovare un accordo innanzitutto sulla soglia di accesso al premio, anche per non incorrere in dubbi di costituzionalità». E i “va bene, però” non finiscono qui: «Dovrebbero essere introdotte certamente non le preferenze, ma i collegi uninominali. Un accordo passa dai collegi uninominali cosa tutt’altro che impossibile». Un punto sul quale il Cavaliere ha già dato il suo diktat: “non si discute”.

Tanti “sì, ma”, insomma, troppi forse.

Solo il tempo farà un po’ di chiarezza. Per il momento Forza Italia mette il veto sull’accordo targato Berlusconi – Renzi e ribadisce la linea di fermezza sulle preferenze e sulla soglia di sbarramento del 5% per i partiti all’interno della coalizione. E sono tutti da interpretare i segnali che  arrivano da piazza San Lorenzo in Lucina: Berlusconi, da un lato, si intesta le riforme a Brunetta, dall’altro, promette elezioni anticipate in caso di accordo.

Proprio su quest’ultimo punto sono dovuti intervenire i più antieuropei di tutti, i penta-stellati, a ricordare  le raccomandazioni che vengono da Bruxelles e che invitano a non cambiare le regole elettorali subito prima del voto. Anche Della Vedova è d’accordo su questo punto: «la legge elettorale è solo il primo vagone del treno delle riforme. Lo scenario elettorale evocato da Brunetta in caso di accordo non ha senso perché dopo la legge elettorale si deve passare alle riforme costituzionali».

Intanto, fioccano gli emendamenti rispetto ai quali il giovane Matteo fa buon viso a cattivo gioco.

In casa socialista, la deputata Pia Locatelli si scaglia contro la finta parità di genere sancita dal “Renzellum” e che ha provocato le rivolta delle parlamentari: la stessa Locatelli ha affermato che «la nuova legge elettorale deve prevedere, pena l’inammissibilità, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali, l’obbligo di alternanza di genere tra singole candidature e, che i capilista siano al 50% donne. Solo così si potrà avere una democrazia veramente paritaria». La presidente dell’Internazionale socialista donne ha fatto sapere anche che «un altro emendamento riguarda l’estensione della parità di genere anche al Trentino Alto Adige, attualmente non prevista. Il terzo infine, prevede che il divieto di presentare pluricandidature sia previsto anche per il Senato. L’attuale testo, infatti, non ne parla limitando la norma alla Camera. Speriamo si sia trattato solo di una dimenticanza».

La partita è aperta.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. La legge elettorale è una foglia di fico davanti alla riscrittura del testo Costituzionale,quelli che obbiettano e si divincolano hanno come obbiettivo unico impedire le modifiche dello statu quo.
    Potendo modificare la legge elettorale a maggioranza, a differenza della Costituzione, l’avvitamento sulla prima non consente di arrivare al nodo vero quello delle modifiche costituzionali, a chiacchiere volute da tutti ma al dunque tutti si nascondono dietro la legge elettorale, una foglia di fico troppo piccola per coprire l’incredibilità di un parlamento amorfo.

  2. La legge elettorale proposta dal duo Renzi-Berlusconi è una legge conservatrice ed antidemocratica, che se approvata stravolgerebbe i principi costituzionali. Altro che riforme! Qui si vuole tornare alla dittatura! Mi auguro davvero che i Parlamentari del centro sinistra sappiano reagire a questa proposta, indegna di un Paese civile. Altrimenti, meglio tornare a votare con l’attuale legge proporzionale con le preferenze. Almeno il voto degli elettori non ne uscirebbe stravolto, così come invece sarebbe con la “legge porcata-bis”.

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