martedì, 21 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Avviso ai naviganti
Pubblicato il 21-01-2014


Vogliamo informarvi, prima che iniziate il vostro viaggio, sulla natura e gli obbiettivi del nuovo Codice di navigazione. Leggi la proposta di legge elettorale varata nell’incontro Renzi-Berlusconi.

Si è parlato, a questo riguardo, di “sistema spagnolo”. Ma non è così. Nel sistema spagnolo le coalizioni si fanno dopo le elezioni, non prima. In base a un accordo politico-programmatico destinato a operare nel tempo; non in base a convenienze elettorali, per loro natura effimere. Nel sistema spagnolo concorrono i partiti, con il voto di lista e con rappresentanza proporzionale; e con un sistema di collegi piccoli che avvantaggia i partiti maggiori. Gli altri sono salvaguardati: dall’eccezione del voto nelle grandi città ( dove i seggi attribuiti nel collegio sono tra i dieci e i venti); e dalla loro eventuale consistenza in singole regioni ( partiti autonomisti e/o indipendentisti catalani, baschi, galiziani, andalusi). Un sistema che, per inciso, garantiva maggioranze assolute alla Camera per un partito che superasse il 40% dei suffragi e sorpassasse largamente il secondo; evento che, negli ultimi tempi, non si è verificato; ma per il semplice fatto che i grandi partiti tendono a perdere consenso.

Aggiungiamo, tanto per chiarire definitivamente i termini della questione, che il Parlamento spagnolo, così come quelli di tutti gli altri Paesi d’Europa, è un “parlamento di nominati”. Nel senso che i candidati, e l’ordine dei medesimi, sono decisi dai partiti, secondo procedure formali. Agli elettori la scelta tra il votarli o meno o, più esattamente, la scelta, come è giusto che sia, tra questo o quel partito. Da sempre, da quando è nata la democrazia di massa, il nostro diritto fondamentale è di votare il partito da cui meglio ci sentiamo rappresentati e non una persona, che sia sbriga faccende o Salvatore della Patria.

Ciò detto, l’accordo Renzi-Berlusconi, nella misura in cui prevede le coalizioni e i relativi premi è, nella sostanza, la riproposizione del porcellum, liste bloccate comprese (questo per coloro che considerano scandalosa la cosa). Con due differenze. La prima è che viene stabilito un tetto minimo per avere il premio di maggioranza (si parla del 35%; una roba alla portata sia di Renzi che di Berlusconi…). La seconda corrisponde al desiderio, comune alla coppia Renzi-Berlusconi (come, ieri, alla coppia Veltroni-Berlusconi), di cancellare i partiti minori, che siano di destra, di centro o di sinistra. Allo stato delle cose (collegi, tutti, piccoli; ripartizione dei resti nel collegio unico nazionale, ma solo per i seggi non attribuiti nei collegi; clausole di sbarramento valevoli anche per i partiti facenti parte di una coalizione) l’esito di questo porcellum riveduto e corretto garantirebbe la presenza in parlamento soltanto a Pd, Forza Italia, 5 stelle con in più qualche leghista. Agli altri l’alternativa tra presenza di testimonianza e contrattazione con i partiti maggiori per qualche posti in lista.

Non sono mancate, naturalmente, le proteste: dei partiti piccoli che sostengono il governo e, anche per la proprietà transitiva, del governo. Proteste che potranno, per il noto effetto dei veti reciproci, portare ad una crisi di governo e a votare con il sistema elettorale disegnato dalla Corte (proporzionale, con preferenze). Ma che, con assai maggiore probabilità, spingeranno nel senso di rendere triangolare la corrispondenza d’amorosi sensi oggi limitata a Renzi e Berlusconi. Questo, attraverso qualche modifica dell’accordo che non penalizzi all’eccesso i partiti minori e, cosa assai più importante, che inserisca nell’intesa una adeguata sopravvivenza del governo Letta. Per portarci fuori dal tunnel; e per fare le riforme, questa volta con l’appoggio del Cavaliere.

Se così fosse, il varo della nuova legge elettorale, considerato da tutti la premessa necessaria per tornare alle urne, diventerebbe il pretesto per votare il più tardi possibile. E, nel contempo, l’accordo, varato all’insegna del trionfo del maggioritario e del bipolarismo, sarebbe, in concreto, la premessa per la consacrazione della politica delle larghe intese.

Cosa hanno da dire, su tutto questo, i naviganti di sinistra (ammesso che ci siano)?

Alberto Benzoni

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento