martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Bene Renzi sul lavoro, ma…
Pubblicato il 09-01-2014


Matteo Renzi ha innescato la quarta. Spero per lui che riesca a non deragliare. Sulla riforma elettorale si potrebbe dunque trovare un accordo e così pure sul mono cameralismo, che è riforma costituzionale. Suggerirei ai socialisti di attestarsi sul modello dei sindaci. Non è ben chiaro se la proposta contenga anche l’elezione diretta del premier, o sindaco d’Italia, come lo definì Mario Segni. Delle tre carte giocate da Renzi questa sembra la meno deflagrante. Se avessimo dovuto scegliere noi un modello avremmo optato per quello tedesco, proporzionale con sbarramento, che avrebbe riportato l’elettorato a votare in base alle singole identità e non alle collocazioni. Ma noi non siamo in condizione di decidere. Possiamo solo contribuire alle decisioni. E operare nel contesto determinato da altri.

Ma è sul lavoro che la proposta di Renzi mi pare convincente. Non è stata spiegata con precisione dalla bella Maria Elena Boschi a Porta a Porta, una delle stelle nascenti del firmamento renziano, nata pochi mesi fa alla Leopolda. Credo che l’idea di fondo, che riprende quella di Ichino, sia di superare le divisioni dei diritti nel mondo del lavoro. Il contratto unico e l’unica protezione sociale ne sono una giusta premessa. Il rischio, relativo, investe tutti. Il contratto unico a tempo indeterminato presuppone un triennio generalizzato di sospensione di parte dell’articolo 18. E una protezione del disoccupato con formazione solo sospesa in caso di rifiuto di più d’una proposta di lavoro. Qui siamo nel cuore della proposta Ichino ripresa dal modello danese.

Resta una sola obiezione sul costo della operazione. Quanto serve per un’operazione che dovrebbe portare a una copertura generalizzata dei licenziati? Anche Ichino non aveva chiarito bene la questione. Vedo che Renzi nel suo Piano del lavoro (preferisco usare questa definizione italiana al suo enfatico Job act) propone l’aumento ulteriore della tassazione delle rendite finanziarie, già portata al 20 per cento, mentre i titoli di Stato sono al 12,5 per cento. Aggiungiamo che l’Italia ha introdotto dieci mesi fa la tassazione sulla transazioni finanziarie o Tobin tax, che non pare stia producendo quel che ci si aspettava. E prendiamo anche atto che le risorse aggiuntive ricavate dall’aumento del gettito fiscale sulle rendite finanziarie dovrà essere riversato per abbassare le tasse al mondo del lavoro e delle imprese. Resta la domanda: come paghiamo il modello Renzi?

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, per ora Renzi non ha scoperto altro che l’acqua calda, sono le tesi del progetto di Ichino, addirittura cita anche il fatto della traduzione in inglese come peraltro fa Ichino sul suo sito. In ogni caso, di sicuro, sono un aspetto innovativo che non va buttato. Bisogna però dare forma e costrutto alla cosa, costruire testi e trovare coperture economiche. Per i testi anche qui Ichino ha gia presentato un ddl relativo ad un testo unico sulle varie norme del lavoro. Ho letto che i nostri parlamentari voglio presentare l'”atto per l’occupazione”; prima di tutto non dobbiamo scimiottare chi ha gia copiato, e poi dobbiamo portare qualcosa di originale al dibattito. Ad esempio nessuno, tranne la FGS e la sua presidente Bastianelli, cita la previdenza integrativa. Nel contratto unico (ben venga!) sarebbe necessario legare il fatto che automaticamente per il neoassunto parta la previdenza integrativa complmentare, privata o chiusa di categoria che lui voglia. E’ necessario richiamare l’importanza della previdenza integrativa, dopo il boom del 2007 questa è andata nel dimenticatoio. Ricordiamoci che tra trent’anni avremo persone che andranno in pensione con cifre assai piu basse delle pensioni attuali, con indubbie ricadute sul sistema sociale italiano. Sempre Avanti!

  2. Scusate ma Renzi ha solo fatto un gran rombo , ha pigiato sull’acceleratore ,in realta non è ancora partito, non ha inserito nessuna marcia . Non basta un’annuncio, una news per fare una politica occupazionale e lui ,per la verità di news ne una e più al giorno senza mai dargli profondita e costrutto.
    Quello che ha fallito è il sistema Italia pertanto?
    1) bisogna intervenire con forza per disincentivare l’esportazione di posti di lavoro (vedi Alcoa)
    2) Interventi di politica indistriale, se il nostro sistema non è produttivo e perchè non ha fatto investimenti( non ridurre le pause mensa come a fatto Marchionne ) prima di incentivare gli investimenti , occorre un confronto con gli operatori economici per individuare i settori su cui puntare.
    3) occorre dare più soldi in busta paga , occorre una riforma del salario, dagli oneri sociali bisogna togliere quello che riguarda l’assistenza che deve essere a carico dello stato , non deve far parte del costo del lavoro. Gli i mporti relativi devono incrementare il netto in busta paga, tanto ormai il costo del lavoro in Italia che era alto (sommando il lordo + i contributi della ditta) rispetto alla media europea,ora è tra i più bassi. La copertura non può che essere una patrimoniale.
    4)Il problema dei giovani è relativo , in pratica i giovani non
    trovano lavoro perchè non c’è lavoro, non per una scelta scellerata del sistema economico ,quando và bene anziche licenziare, non si sostituiscono i dipendenti che lasciano il lavoro
    così non si assume e i giovani restano al palo. Dove bisogna incentivare di più è l’assunzione di persone espulse dal mercato del lavoro dai 40 anni in su , troppo vecchi per il lavoro , troppo giovani per la pensione, possibilita “0” di farsi una famiglia di progettare un futuro, consumi “0”.
    5) Tutto il resto Jachino o no ,va anche bene ma è un progetto di largo respiro che ci può far uscire dalla crisi, serve a poco un progetto per il 2014.
    Scusate se sono prolisso ma, circa la legge elettorale. Non è compito nostro portare contributi ad una delle 3 proposte di Renzi (sono una sparata) . compito nostro è quello di mettere in risalto che, per ancora una volta ,non si vuol dare la possibilita di scelta all’elettorato ,ma si cerca con premi e sbarramenti( chiamate poi la legge come volete) di avere una maggioranza in parlamento a partiti che al massimo hanno raggiunto il 30 % del consenso . La maggioranza si conquista con il consenso e si a se il 50%+1 del corpo elettorale ci vota , differentemente ogni forzatura non risolve nulla tanto vale il proporzionale.
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari
    Fed. di Torino –

  3. Siamo ancora in alto mare sia con il piano di lavoro che con la legge elettorale per il primo non si capisce con quali risorse si può attuare mentre la seconda (legge elettorale) è una storia infinita perchè si sono voluti introdurre sistemi che con il nostro Paese non hanno alcuna radice storica della composizione delle culture politiche che hanno ricostruito l’Italia dal dopoguerra, se non si torna al proporzionale dove ogni cultura si sentirà rappresentata tutto il resto è noia e chiacchiere per perdere tempo.

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