giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Caso Marò,
un’odissea da concludere
Pubblicato il 13-01-2014


Sembra ormai inamovibile la situazione di stasi dei due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ostaggi dell’agenda della politica interna del gigante asiatico. Una vera e propria odissea che si protrae dal 15 febbraio 2012 e minaccia di dover continuare a tempo indeterminato. Difatti un sinistro clima di incertezza rischia di far posticipare nuovamente il giudizio. Causa di tutto, le vicine elezioni politiche a giugno in cui anche il premier ManmohadSingh ha deciso di non ripresentarsi dopo un decennio di governo. Una situazione complessa e delicata, difficile da risolvere in tempi brevi senza l’aiuto dell’Ue.

Non sorprende quindi la richiesta del vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che si è rivolto al presidente Josè Barroso chiedendo il coinvolgimento della Commissione di Bruxelles in favore della liberazione dei nostri due militari. Una liberazione necessaria e meritata dato le dubbie accuse ed i metodi non ortodossi intentati dal governo indiano. Nonostante tutto ciò l’esecutivo italiano che ha gestito inizialmente la vicenda ha dimostrato ben poco discernimento in materia. Sorprende soprattutto la condotta incostante dell’allora Ministro degli Esteri, l’Ambasciatore Giulio terzi di Sant’Agata che, contro il parere del consiglio di esperti nominato per il caso, ha preferito adottare una politica mirata a non ledere i rapporti commerciali piuttosto che a salvaguardare i militari ed il prestigio italiano.

Quasi estromesso l’ex ammiraglio Giampaolo di Paola, Ministro della Difesa. Allo stato attuale,nonostante l’iter giuridico si ormai definitivamente avviato,rimane fondamentale restare politicamente al fianco dei nostri militari. Sicuramente molto incisivo il monito del Premier Letta che, reduce da un lungo incontro con i ministri degli affari Esteri Emma Bonino, della Difesa Mario Mauro e con la titolare della Giustizia Annamaria Cancellieri, ha dichiarato: ‘’Sarebbe inaccettabile che le assicurazioni date dal governo indiano non vengano rispettate. “Aggiungendo che se così non fosse, l’Italia sarebbe pronta a reagire “con tutte le iniziative necessarie ed in tutte le sedi competenti”. Rassicurati dal diverso e più energico modus operandi dell’attuale governo speriamo che i due compatrioti possano tornare alle loro famiglie al più presto, liberi finalmente da possibili false accuse.  

Alessandro Munelli

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