lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Divorzio breve, il traguardo si avvicina
Pubblicato il 15-01-2014


Buemi-divorzio breveSono due le proposte di legge sul tema del divorzio breve oggetto di discussione in Commissione Giustizia del Senato: una è della democratica Roberta Pinotti che intende ridurre da tre a un anno il periodo di separazione; l’altra più ampia ed articolata è stata presentata da Enrico Buemi, senatore socialista e capogruppo Psi in commissione Giustizia che mira alla cancellazione in toto del periodo di separazione, che finora è stato presupposto essenziale per giungere a una sentenza di divorzio. Questo aspetto però prevede una precisa condizione: la consensualità dei separandi. In tal caso possono rivolgersi direttamente al giudice per ottenere il divorzio, ma non vi devono essere dei vulnus sostanziali. Avanti! ne ha parlato con il senatore Buemi che auspica un’accelerazione dei tempi per modificare la legge sul divorzio, introdotta nell’ordinamento giuridico italiano il 1º dicembre 1970.

Buemi, la sua proposta prevede che per l’eliminazione dell’intero periodo di separazione è necessaria la natura consensuale dei separandi.

Esatto, la mia proposta di legge prevede che – dinanzi a una situazione di consensualità dei soggetti – si possa saltare la parte della fase di separazione legale, e rivolgersi direttamente al giudice per ottenere il divorzio.

Il discorso della tutela dei figli sembra essere il punto più critico del confronto avviato ieri in Commissione Giustizia.

Sì, alcune forze politiche – quelle del centrodestra – hanno qualche perplessità. E’ compito del giudice verificare che nell’accordo raggiunto dalle parti in causa, non siano lesi diritti fondamentali, come quello a una vita decorosa, per esempio, nel caso in cui uno dei due coniugi sia economicamente più debole dell’altro. E, soprattutto, nella tutela dei diritti dei figli.

Nei prossimi giorni sono attesi altri due disegni di legge: uno a firma del senatore Ciro Falanga (Fi) e l’altro di Sergio Lo Giudice (Pd). 

In ogni caso l’impegno è che nei prossimi 10 giorni ci sia il dibattimento e poi la presentazione degli emendamenti. Personalmente ho apprezzato l’intervento, via Twitter, di Matteo Renzi che si è dichiarato d’accordo nel dare celerità a questo provvedimento.

Quello del divorzio breve è una delle battaglie socialiste per eccellenza.

Sono decenni che i socialisti portano avanti questa battaglia, nonostante chiusure od ostilità più o meno sotterranee. Oggi è il momento per riaffrontare la questione, soprattutto in concomitanza con la recente richiesta al presidente del Senato, avanzata dal leader socialista Riccardo Nencini, di indire una sessione al Senato sui diritti civili.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Spero che questa legge venga fatta nel più breve tempo possibile, quando non ci sono più le condizioni di amore reciproco in un rapporto è meglio divorziare subito. Purtroppo in Italia si fanno gli interessi economici degli avvocati e non delle parti lese. Un altro punto importante come sempre avviene chi ci rimette è sempre il genitore uomo che lavora, la moglie è colei che pur lavorando in nero ha la copertura legale dalle istituzioni. Mi domando non sono loro che vogliono la parità? Chi ci tutela noi padri? Che pazzia vivere in queste condizioni

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