domenica, 27 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

CONSIGLIO NAZIONALE PSI,
ORA UN PATTO PER L’ITALIA
Pubblicato il 12-01-2014


Riccardo Nencini Psi

Il dado é tratto. Nel corso del Consiglio Nazionale del Partito socialista Italiano, il segretario Riccardo Nencini ha fissato la data entro la quale il governo del Presidente Letta dovrà dare prova di mettere in atto la tanto auspicata discontinuità, pena la decadenza dell’appoggio da parte del PSI. Si tratta del prossimo 27 di gennaio quando, sottolinea Nencini, «i socialisti porteranno a compimento gli impegni assunti votando i provvedimenti sul voto di scambio e sul finanziamento pubblico: dopo noi chiederemo una verifica e se non ci sarà un cambio di rotta nel segno di quella discontinuità di cui ha parlato il presidente Letta al Congresso di Venezia, dovremo ritenerci con le mani libere in Parlamento». Il senatore socialista ha infatti ribadito che proprio Letta incontrerà la prossima settimana la delegazione socialista: «Quello attuale non é un governo monocolore», ha detto Nencini, «ed é necessaria una ridefinizione del campo di gioco perché, dalla sua formazione, gli scenari sono molto cambiati. Riteniamo necessario che venga stipulato un patto con gli italiani su dieci punti che abbiamo proposto come prioritari. Inoltre, é opportuno rivedere la composizione del governo perché noi non possiamo continuare ad essere responsabili senza avere donne e uomini in un governo che viene bombardato ogni giorno da qualcuno che sta benissimo al di fuori di quella casa».

Necessità di imprimere una direzione diversa e più incisiva all’azione del governo Letta, ma anche di delineare una comune strategia riformista in vista delle prossime elezioni europee. Con un particolare occhio al prossimo congresso del Partito Socialista Europeo che sarà ospitato proprio a Roma e organizzato da PSI e PD. «E’ mia opinione che il congresso del PSE debba essere aperto anche a SEL. E dovremo utilizzare quella occasione per rilanciare un progetto riformista che veda assieme PD, PSI e SEL fin dalle prossime elezioni europee» ha sottolineato il segretario socialista durante la sua relazione. Nencini ha invocato anche la creazione di una sorta di «‘osservatorio’ tra i tre partiti» auspicando che «si sostenga la candidatura di Schulz alla presidenza della Commissione europea e la si vincoli vincolandola a un ‘Patto con gli italiani’ che abbia Eurobond e flessibilità del Patto di Stabilità tra le priorità. Altrimenti – conclude Nencini – vivremo il paradosso che alle comunali e regionali ci saranno coalizioni PD-PSI-SEL mentre in Europa i disegni divergeranno».

Infine, il segretario del PSI ha parlato anche di legge elettorale per quello che riguarda le europee soffermandosi, in particolare, sulla quesitone dello sbarramento: «E’ corretto affermare che l’Europa stia vivendo una fase costituente che, come tale, richiede un sistema di tipo proporzionale che, meglio di qualunque altro, rappresenta e incarna la pluralità delle culture politiche. In Germania la Corte ha abolito lo sbarramento perché altera la rappresentatività proporzionale pura. Chissà che non sia il caso di iniziare a discuterne anche da noi», ha detto Nencini.

Tanti gli interventi seguiti a quello del segretario socialista. Tra questi anche quello di Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, che ha preso la parola per parlare di Europa e di futuro del PSI. Secondo il coordinatore del Partito alla Camera, «alle dichiarazioni di intenti occorre ora far seguire i fatti: il 27 la Camera dovrà esprimersi sulla nostra mozione che prevede sulla scheda per le prossime elezioni europee il collegamento ai partiti dell’Unione (PSE, PPE, etc). Votandola sarebbe poi naturale dar vita ad una lista unica a sostegno di Martin Schulz candidato Presidente della Commissione europea. Ora é il momento!».

Il Consiglio nazionale del partito si é concluso con la conferma all’unanimità di Oreste Pastorelli nella carica di Tesoriere e con l’elezione della nuova direzione nazionale.

L’OPPOSIZIONE DI “INIZIATIVA SOCIALISTA” – La componente di opposizione interna, “Iniziativa socialista”, ha votato contro la delibera del Consiglio e ha rinunciato ai suoi rappresentanti, spettanti per il risultato del Congresso nazionale recentemente tenutosi a Venezia. La Direzione è rimasta priva di una sua componente. Nel corso dei molti interventi degli esponenti della corrente di minoranza è stato contestato il sistema di gestione del Partito e la maniera di gestire i rapporti con la minoranza.

L’opposizione non ha votato, lasciando l’aula, la riconferma del Tesoriere ed ha contestato, come antistatutario, il Commissariamento del Comitato regionale del Lazio. Nessuna scissione per Iniziativa Socialista, ma la volontà di continuare la battaglia interna per modificare assetti e comportamenti, per cambiare la linea politica, con una virata decisamente a sinistra a cominciare dal collocarsi all’opposizione del Governo Letta.

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