martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Tar ha deciso. Piemonte, elezioni da rifare
Pubblicato il 10-01-2014


Cota-Tar-elezioni-PiemonteEntro dieci giorni arriveranno le motivazioni e a partire da domani il presidente Roberto Cota, la Regione Piemonte o Michele Giovine, il consigliere condannato per la lista “Pensionati con Cota” che si reggeva su firme fasulle, possono presentare ricorso, ma la strada è spianata e i piemontesi con ogni probabilità andranno a votare per il nuovo Presidente della Regione a maggio assieme alle europee (e chissà, forse anche alle politiche) perché il consiglio regionale è decaduto con tutti i suoi organi. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, è immediatamente esecutiva anche se ci sarà un ricorso.

Il Consiglio di Stato ha venti giorni per fissare l’udienza, ma si suppone che la decisione arrivi a stretto giro di posta e insomma che i tempi del ricorso siano compatibili con il voto in primavera.

All’annullamento del voto delle elezioni regionali del 2010 in Piemonte si è arrivati dopo il ricorso dell’ex presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso al Tar che ha dichiarato nullo l’esito dell’elezione che aveva dato la vittoria, con uno scarto di 9mila preferenze, a Roberto Cota.

“Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte accoglie il ricorso principale – recita il dispositivo reso noto nella tarda mattinata che stabilisce anche il ritorno alle urne – e per l’effetto annulla l’atto di proclamazione degli eletti, unitamente agli atti presupposti oggetto di impugnativa, ai fini della rinnovazione della competizione elettorale».

Alle reazioni di plauso nel centrosinistra si affiancano naturalmente quelle di durissima critica della Lega.

“Finalmente con la sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso contro le elezioni regionali del 2010 – ha dichiarato il senatore torinese del PSI, Enrico Buemi, – si fa giustizia riguardo a una situazione che è incomprensibile per uno Stato di diritto. Non c’è neanche da essere così contenti dell’atteggiamento di certa magistratura che, non volendo dispiacere ad alcuno ha tirato per le lunghe una vicenda che poteva essere aperta e chiusa in tempi più rapidi. Si torni al voto e si dia al Piemonte un governo legittimato da elezioni autenticamente democratiche” Buemi esprime anche soddisfazione per quello che appare come il candidato già designato del centrosinistra alla presidenza. “Ottima – commenta – la candidatura di Sergio Chiamparino. È il candidato giusto per guidare un governo e una maggioranza di centro sinistra che sia in grado di affrontare i grossi problemi dell’economia piemontese e recuperare rapidamente i ritardi provocati da quattro anni di inconcludenze della giunta Cota”.

E Cota che dice? Il leitmotiv è quello solito cui ci ha abituato Berlusconi: “Questa sentenza è una vergogna, un attacco alla libera espressione elettorale dei piemontesi”. Cota, che lasciò il posto di Capogruppo alla Camera per prendere quello di Presidente della Regione, si dice vittima di una persecuzione. Insomma è la sinistra che “tenta di ribaltare la situazione attraverso la via giudiziaria”.

A determinare la scelta del Tar è stata la presenza nella corsa elettorale della lista “Pensionati per Cota”, “viziata” dal reato di firme false per il quale è stato condannato, in via definitiva, a due anni e otto mesi, il consigliere regionale Michele Giovine.

Nei giorni scorsi, tenuto conto dell’imminenza della sentenza e degli scandali a ripetzione che si erano abbattuti sulla Regione, il PD si era mosso per convincere Chiamparino – considerato un ‘renziano’ di ferro – a sciogliere i suoi dubbi per l’eventuale corsa che, anche se si svolgessero le primarie di coalizione, resterebbe ‘il’ candidato. Chiamparino è oggi presidente della Compagnia dell’istituto bancario San Paolo, è stato sindaco (per due mandati) del capoluogo Torino, oggi amministrato dall’ex segretario Ds, Piero Fassino.

Difficile comunque ignorare che c’è anche Mercedes Bresso, la ‘vittima’ delle elezioni truccate. La Bresso potrebbe reclamare, con qualche ragione, il diritto alla ricandidatura.

Il 25 maggio potrebbe dunque essere un election day perché andranno a votare oltre 4 mila comuni italiani e la regione Abruzzo (in Sardegna si vota il 16 febbraio).

Matteo Zorzi

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