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Opinioni e commenti
 

Incidenti sul lavoro: 1500 vittime in tre anni
Pubblicato il 31-01-2014


Incidenti sul lavoro“Più di 1500 vittime del lavoro negli ultimi tre anni sono un bilancio davvero drammatico”. A lanciare l’allarme è Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering in occasione della presentazione del “Rapporto Triennale Morti Bianche” che raccoglie tutti i dati degli infortuni mortali avvenuti nel territorio nazionale da gennaio 2011 allo scorso dicembre. Oltre a fornire i preoccupanti numeri, Rossato ha auspicato che i dati che “raccontano l’emergenza nel nostro Paese diventino uno strumento in più per indirizzare le politiche nazionali e regionali ad adottare provvedimenti maggiormente efficienti per la sicurezza dei lavoratori. Soprattutto nelle aree più a rischio, ovvero il Sud e le Isole”.

I DATI DEL RAPPORTO –  Il “Rapporto Triennale Morti Bianche” – composto da 50 pagine accompagnate da grafici e commenti tecnici – mette in evidenza il fatto che a perdere la vita sul posto di lavoro siano soprattutto i lavoratori più esperti: nella maggior parte dei casi, infatti, gli infortunati avevano un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (354 vittime nel triennio) insieme agli ultrasessantacinquenni (346). Ed è proprio quest’ultima fascia d’età la più coinvolta dal dramma nel settore agricolo: nel 2013 il 48,6% dei lavoratori (101), 2012 il 43% (77 casi) e nel 2011 il 42,5% (93 casi). Il dossier ha rilevato che la causa di morte più frequente in agricoltura è il “ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento”; nello specifico, molto spesso si tratta del ribaltamento di un trattore.

IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI – A rischio è anche il settore delle “Costruzioni”, anche se in termini assoluti ha subito una forte diminuzione dei casi nell’ultimo anno: 84 casi nel 2013, 120 casi nel 2012 e 122 nel 2011; ma è probabile che il decremento registrato sia dovuto alla crisi economico-finanziaria che ha colpito il mercato dell’edilizia. Il rapporto ha evidenziato che la causa principale di morte in questo settore è rappresentata dalla “caduta di persona dall’alto” (42 casi nel 2013, 64 nel 2012 e 61 nel 2011). Per quanto concerne le donne decedute sul lavoro nel 2013 sono state 19: più che raddoppiate rispetto al 2012, quando erano 9.

MANCA LA CULTURA DELLA SICUREZZA In tutti questi casi a provocare le morti bianche spesso è “l’errata scelta delle modalità esecutive del lavoro (procedure) e, più in generale,  – ha spiegato l’Ingegner Rossato – sulla non corretta progettazione del lavoro (per esempio, in merito alla scelta delle attrezzature adeguate, di idonei apprestamenti e di dispositivi di protezione), trascurando completamente la preventiva predisposizione di idonee misure necessarie a salvaguardare la sicurezza di chi opera”.

Siria Garneri

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