venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, mobilità in deroga alla normativa vigente
Pubblicato il 13-01-2014


E’ un’indennità economica che garantisce ai lavoratori licenziati un reddito sostitutivo della retribuzione. Possono beneficiarne: lavoratori licenziati da aziende non destinatarie della normativa sulla mobilità; lavoratori che hanno fruito della mobilità ordinaria e per i quali, sulla base di accordi regionali, è prevista una proroga del trattamento.

A chi compete:  a tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti e lavoratori con contratto di somministrazione.

Domanda: La domanda deve essere presentata, tramite modello DS21 – COD.SR05, presso la struttura Inps territorialmente competente, in relazione alla residenza o al domicilio del lavoratore

Requisiti 12 mesi di anzianità aziendale (alla data di licenziamento) presso il datore di lavoro che ha effettuato il licenziamento, di cui 6 mesi effettivamente lavorati, comprese ferie, festività e infortunio. Nel computo sono comprese eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata a condizione che:

non si tratti di redditi derivanti da arti e professioni;

il lavoratore operi in regime di monocommittenza;

il reddito conseguito sia superiore a € 5.000 (anche se relativo a più di un anno solare);

aver reso dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di riqualificazione professionale.

In caso di rifiuto il lavoratore perde il diritto a qualsiasi prestazione.

Quando spetta: esclusivamente a seguito di licenziamento.

Quanto spetta: un’indennità pari all’80% della retribuzione teorica lorda spettante. L’importo non può superare un limite massimo mensile stabilito di anno in anno. La somma complessiva da erogare deve essere, inoltre, decurtata di un importo pari all’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti (5.84%). Sulla prestazione compete l’assegno per il nucleo familiare. L’indennità di mobilità in deroga e ordinaria Inps 2014 viene pagata dall’Istituto di previdenza al lavoratore, previo invio e accettazione della domanda, ogni mese tramite bonifico bancario o postale, indicando il proprio Iban sulla domanda.

Ai lavoratori in mobilità, viene data anche la possibilità di richiedere il pagamento totale dell’indennità di mobilità spettante nel caso in cui vogliano intraprendere un’attività autonoma, con attestazione dell’effettiva apertura della Partita Iva, o entrare a far parte di una cooperativa, in qualità di soci, detraendo eventualmente le mensilità già godute. Se il lavoratore che ha riscosso l’indennità anticipata, si rioccupa come lavoratore dipendente nei 24 mesi successivi al pagamento, è tenuto alla restituzione di quanto ricevuto, comunicando entro 10 giorni dalla notizia di riassunzione all’Inps, che provvederà  a recuperare le somme versate in unica soluzione  o ratealmente. In caso di mancata comunicazione, il lavoratore dovrà effettuare la restituzione con un unico pagamento maggiorato degli interessi legali.

Durata: la durata è fissata dai singoli accordi territoriali.

Particolarità: per gli anni 2009 e 2010 l’indennità di mobilità in deroga è stata cumulabile solo con i compensi derivanti dai “voucher o buoni lavoro” (lavoro accessorio). Fino a 3.000 euro per anno solare non vi è l’obbligo di comunicazione preventiva all’Inps.

Riepilogando: la mobilità ordinaria Inps 2014 è uno degli strumenti previsti dagli ammortizzatori sociali a sostegno di determinate categorie di lavoratori che a causa di un licenziamento collettivo perdono il posto di lavoro. A differenza della Cassa integrazione guadagni, CIG, la mobilità è un preludio al licenziamento definitivo dei lavoratori e serve non in alternativa al suddetto ma a rendere meno drammatica la situazione finanziaria delle persone che a causa della crisi economica delle aziende, vengono di fatto licenziate. Nello specifico, lo Stato mediante l’apertura della procedura di mobilità consente al lavoratore licenziato, in presenza di determinate condizioni, di accedere ad un sostegno economico sostitutivo alla retribuzione e attiva i meccanismi necessari per favorirne la rioccupazione, con il passaggio dei lavoratori licenziati da aziende in crisi ad altre che hanno bisogno di manodopera o provvedendo a garantire sgravi fiscali per le aziende che assumono persone iscritte alle liste di mobilità, o in caso di mobilità in deroga attivare il Centro per l’Impiego di competenza sul territorio per procedere a colloqui mirati al reinserimento o corsi per la riqualificazione del lavoratore.

La mobilità inteso come strumento di ammortizzatore sociale è finanziata dallo Stato e dalle imprese, in quanto,  per ogni lavoratore posto in mobilità, le imprese generalmente devono versare all’Inps un contributo calcolato in proporzione all’indennità mensile di mobilità spettante al lavoratore. La durata dell’indennità di mobilità ordinaria e in deroga 2014, varia in relazione all’età del lavoratore al momento del licenziamento e all’area geografica in cui ha sede l’impresa, a partire dal 01/01/2013 al 31/12/2014 in particolare la durata della mobilità è in funzione dell’età del lavoratore al momento del licenziamento:

fino a 40 anni non compiuti: la durata della mobilità ordinaria 2014 è di 12 mesi fino ad un massimo di 24 mesi per le aziende del Mezzogiorno.

da 40 a 50 anni non compiuti: la durata mobilità ordinaria è di 24 mesi fino a un massimo di 36 mesi per le aziende del Mezzogiorno.

oltre 50 anni: la durata sarà di 36 mesi (fino a un massimo di 48 mesi per le aziende del Mezzogiorno).

L’indennità di mobilità non può essere, di regola, superiore all’anzianità lavorativa maturata presso l’azienda che ha effettuato il licenziamento.

Calderone: “2014 di impegno e svolta per consulenti lavoro”

“Il 2014 sarà un anno complicato perché il Paese ha degli appuntamenti importanti e i consulenti del lavoro dovranno manifestare ancor di più il loro impegno nei confronti delle aziende, dei lavoratori e della società e far comprendere al legislatore che la vera semplificazione deve portare ad emanare norme realmente applicabili. Ma per applicare le norme è necessario che ci siano i presupposti”. A tracciare lo scenario per il nuovo anno è stata la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e del Cup, Marina Calderone, in un’intervista alla webtv del portale di categoria recentemente riportata da ‘Italia Oggi’.

“Abbiamo detto più volte – ha ribadito – che gli interventi dedicati esclusivamente a incentivazioni di periodo non portano risultati durevoli nel tempo. E’ importante, invece, porre l’accento sulla crescita, sullo sviluppo e sui temi che nel 2013 ci hanno visto molto esposti, come la richiesta della riduzione del contenimento del costo del lavoro, attraverso la leva della riduzione del cuneo fiscale, accanto a una rivisitazione in chiave semplificatoria di quella miriade di norme che rende vivo il diritto del lavoro”. E nel 2014 i consulenti del lavoro celebreranno il loro 8° Congresso di categoria, a giugno, a Fiuggi, insieme al ‘Festival del lavoro’. “Due grandi momenti in un unico contenitore – ha spiegato la presidente – per dimostrare che cresciamo nell’organizzazione di eventi che, come in passato, abbiano una grande ricaduta mediatica per traghettare verso l’esterno le nostre idee. Presenteremo il Testo unico del lavoro fatto dai consulenti, dimostrando che i tecnici non hanno solo la capacità di commentare le norme, ma anche quella di scriverle in chiave di razionalizzazione dei processi”.

“Il 2014 – ha proseguito Marina Calderone – sarà anche l’anno dell’attuazione definitiva della riforma delle professioni, su cui abbiamo tanto lavorato nel 2013, e che ci vedrà cambiare il nostro assetto regolamentare. Parleremo di formazione, specializzazione e di incentivi per i giovani colleghi e per chi si trova in difficoltà. Dobbiamo essere solidali e proporre un modello che faccia ben comprendere cosa vuol dire essere parte di una categoria professionale che agisce come una famiglia quando si occupa delle necessità dei singoli”. “La crisi ha cambiato l’identità e la conformazione dei nostri studi, ma noi ci impegniamo – ha rimarcato – affinché il governo riveda la bozza di decreto sulle casse integrazioni in deroga, includendo gli studi professionali, perché sappiamo trattarsi di provvedimenti che contengono emorragie di posti di lavoro.

Accanto a questo, dovrebbe esserci sviluppo e noi abbiamo bisogno di proteggere il circuito professionale all’interno del quale c’è grande competenza, serietà e soprattutto l’impegno e la scommessa di tanti giovani professionisti che di questo lavoro vogliono vivere”. Sul fronte delle professioni, ha proseguito la presidente, “il Cup ha un compito importante, quello di fare sintesi all’interno del mondo professionale e non è affatto semplice, visto che in Italia abbiamo 27 ordini professionali, seppure con delle matrici comuni, ma ognuno con le sue specificità e competenze”.

“Dobbiamo mettere tutto questo assieme e coinvolgere le professioni in percorso unitario – ha detto – che veda riaprire i tavoli con i nostri ministeri vigilanti per migliorare e implementare gli aspetti caratterizzanti della riforma. Dobbiamo completare il Testo unico e mettere mano alle norme che regolano l’eleggibilità dei nostri organismi dirigenziali, oltre a impegnarci ancor di più nel ruolo di sussidiarietà verso lo Stato, che questo stesso deve comprendere e interiorizzare”. Per Marina Calderone, “è importante che la P.a. capisca di potersi fidare di professionisti qualificati che hanno dalla loro la garanzia della fede pubblica, ma nel contempo lo Stato deve comprendere che quell’affidamento fiduciario deve tradursi nella valorizzazione della cultura e delle competenze degli ordini professionali”.

“Non vorrei assistere a una nuova stagione di politiche e di attività di lobby contro le professioni – ha puntualizzato – che oggi rappresentano un valore e una grande opportunità per i giovani, anche solo guardando i numeri: negli ultimi cinque anni siamo cresciuti del 14%”. “Il nostro è un settore vitale – ha ricordato – che attira le energie intellettuali dei laureati italiani. Per questo, bisogna indirizzare al governo un messaggio determinato, legato alla volontà di riappropriarci del nostro ruolo, mantenendo ferme le finalità della nostra scommessa di professionisti ordinistici”. Marina Calderone ha precisato che “l’essere ottimisti è connaturato alla scelta di essere professionisti in un contesto non semplice, vuol dire cioè scegliere di fare il precario per eccellenza, perché giorno per giorno ti devi reinventare ed essere adeguato alle sfide che ti si presentano”.

“Non è facile, come fanno i consulenti del lavoro, assistere le aziende in difficoltà, dover gestire le procedure di crisi – ha affermato – e trasmettere agli imprenditori la voglia di riscatto e di nuovi investimenti in un momento in cui, forse, è più semplice chiudere, come fanno circa 800 imprese al giorno. Noi crediamo che il consulenti del lavoro debba essere un consulente strategico delle imprese, laddove queste debbano prendere decisioni importanti per il loro futuro”. Infine, un messaggio: “Il 2014 sarà un anno difficile ed ancora più importante sarà la ricerca di semplificazione e razionalizzazione.

Le risorse vanno ben orientate e ben spese e nel farlo abbiamo spesso richiamato alla necessità di sottrarre alle imprese gli oneri impropri legati alla burocrazia e a prelievi attraverso tasse improprie che allontanano il mondo imprenditoriale dalla ripresa. I professionisti, quindi, hanno ancora una volta una missione importante, quella di insegnare che con regole semplici si può governare meglio il Paese e soprattutto dare fiducia ai cittadini e renderli più consapevoli che gli adempimenti legati all’obbligazione fiscale e contributiva si possono tradurre in servizi efficienti per le famiglie, ha concluso.

Carlo Pareto

                                                                          

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Commenti all'articolo
  1. nel riepilogo si parla di mobilità ordinaria specificando che per i non ancora quarantenni la durata dell’ indennità varia da 12 a 24 mesi . Per la mobilità in deroga è uguale?
    Aspetto risposta grazie.

  2. Se dalla mobilità in deroga volessi accettare un assegno di ricerca, devo comunicarlo all’inps cosicchè sospendano il pagamento della mobilità, o basta che lo comunichi il datore di lavoro con la compilazione del modello unilav per la “comunicazione obbligatoria” al centro per l’impiego? Se spetta anche a me la comunicazione, quanto tempo ho dalla partenza del contratto, quali le modalità, a chi indirizzare la comunicazione e che moduli utilizzare?

  3. Salve volevo chiedere : io sono in mobilità ordinaria ( 2 anni ) e mi finisce a settembre. Poi dovrei fare richiesta per quella in deroga. Poiché mi è stato detto che ci sarà uno stacco di tempo tra le due, mi chiedevo se l’ente per cui lavoro ( comune ) come lavoratore socialmente utile può farmi nel frattempo un contratto a tempo determinato fino a quando non mi inizia di nuovo la mobilità in deroga o perdo i requisiti? E inoltre è possibile poi cumulare entrambi?

  4. Salve, vorrei sapere se i lavoratori di una società cooperativa con meno di 15 dipendenti, che però lavorano solo per la collegata srl, hanno diritto alla mobilità, senza aver usufruito della cigo

  5. scusate io ero in mobilità in deroga volevo sapere se con una prova di 15 gg ho perso il diritto di percepire la mobilità dato che non ho superato la prova.
    il contratto era a tempo indeterminato.
    posso richiederla?
    fatemi sapere qual cosa grazie

  6. Salve sono marito di una ex impiegata in un patronato che nel corrente anno precisamente a settembre del 2014 aveva richiesto il sussidio della mobilita inderoga. Visto l’ultima novita’ sul blocco dei pagamenti del settore agricolo e industriale mia moglie rientra in questo settore? E poi per chi l’ ha già presentata vedi periodo sopra e inclusa? Aiutate un cittadino con una giusta risposta. Vi ringrazio anticipatamente.

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