domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

La Consulta dice la sua, governo e parlamento in tilt
Pubblicato il 14-01-2014


I casi Idem, Alfano, Cancellieri, Fassina, De Girolamo, le polemiche su Saccomanni, il fuoco amico di Renzi. Quanto può durare ancora il governo? Altro che sintonia ritrovata. Qui siamo alla lotta continua. Il governo ci mette del suo. Sulla legge di stabilità fa pasticci sulla casa, e nessuno ormai capisce quanto dovrà pagare di ex Ici, ex Imu e oggi Iuc, dopo essere stata Trise. Certo avanti così non si può andare. Dal canto suo Renzi pare non volere alcun rimpasto, perché rito da prima repubblica. Sarà, ma i non rimpasti della seconda mi paiono anche peggio. Lasciar le cose così è da irresponsabili. Occorre una svolta, una discontinuità come dice Nencini. Ma come?

L’ideale sarebbe che il segretario del Pd componesse una nuova delegazione del suo partito al governo. Non ha torto a sostenerlo il buon Fassina. Sarebbe giusto perché la maggioranza del Pd è cambiata rispetto alla fase in cui il governo Letta è stato formato. Solo che Renzi non vuole supportare il governo. Vuole sentirsi fuori non solo dal governo, ma anche dall’attuale quadro politico. Lui intende rappresentare il futuro, non il presente. Dunque? Il mio amico Delrio sostiene che il problema è costituito dalla difficile omogeneità di un governo composto da due componenti politicamente troppo distanti. Personalmente ho invece l’impressione che massima sia oggi proprio la distanza tra Renzi e Letta. Ma potremmo sbagliare.

Letta sostiene, anche con una certa dose di autocritica, che occorre proprio una svolta. E che il nuovo inizio sarà la sottoscrizione del patto di maggioranza annunciato a giorni. Credo che quell’atto dovrà chiarire se il governo andrà avanti o sarà messo in crisi per aprire la strada alle elezioni anticipate. È questione di giorni. Non si può votare dopo giugno. Cioè nella data delle europee e delle comunali. Dopo, dal primo luglio, sarà semestre italiano della presidenza europea. Per votare entro giugno c’è bisogno della nuova legge. A meno che non si prenda atto della sentenza della Corte che afferma la legittimità di una legge elettorale proporzionale pura con le preferenze. Non siamo dunque neppure in vacatio legis, ma in presenza di una legge certo opposta a quel maggioritario auspicato da Renzi. Così se Renzi vuole il voto a maggio lo potrebbe avere anche al di fuori della sua trilogia. Con quel proporzionale aborrito che ci riporterebbe dritti proprio al governo Letta.

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Commenti all'articolo
  1. Il governo delle larghe e poi piccole intese ,non funziona ne funzionerà mai a dispetto di tutte le buone intenzioni e dei nostri desideri.
    Un governo siffatto avrebbe bisogno dell’avvallo con la loro presenza nel governo, dei rispettivi capi partito invece, nel governo abbiamo i vice per non dire di gregari.
    Per le larghe intese Letta e Alfano, invece di Bersani/ Epifani-Berlusconi ,per le piccole intese sempre Letta/Alfano anzlche Renzi/Alfano.. Fintanto che nel governo non mettono la faccia i capi non funziona , perchè restando fuori e sono liberi di mettere in croce il governo ad ogni astornir di fronde.
    Votiamo dunque ? E perchè no ,ma se è così subito, denunciamo la presa in giro della “Legge Elettorale” che deve garantire subito chi governa , in realta si pretende ancora ,dopo la sentenza e sue moticazioni ,con astuzie con sbarramenti e premi di maggioranza di governare pur avendo anche solo il 35% dei voti espressi, facendo finta che il grande scollamento tra corpo elettorale e partiti non esista.
    Non sosteniamo nessuna delle proposte sul tappeto non diventiamo complici di questa mascherata.
    Andiamo dunque al voto con la legge che resta dopo la sentenza della corte,l proporzionale purocon una preferenza.
    Nulla vieta di stabilire poi per prassi ,che il segretario del partito con maggiori consensi sia chiamato a formare il governo , sta a lui cercarsi gli alleati, le ammucchiate alla governo Prodi non garantiscono nulla, la credibilità , l’autorevolezza ,lo spessore politico di chi sarà nella compagine a garantire la stabilità , la durata e l’incisività del governo stesso. Non pasticci e furbate legislative.
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari fed. di Tori no Consigliere Nazionale

  2. Se si andasse a votare con il sistema proporzionale puro creato per partogenesi dalla Corte Costituzionale, ne uscirebbe un Parlamento con almeno 20 partiti contrapposti, del tutto ingovernabile ed incapace di fare una sola riforma… sarebbe la definitiva catastrofe per l’Italia…

    • Scusa alberto ma così è governabile????Guarda che con questa 2° repubblica abbiamo avuto non 20 ma anche 40 soggetti differenti in parlamento.
      Inoltre , non concordi con me che il primo governo Craxi in 3anni e mezzo , ha fatto più azioni di governo che non in tutti i 20/anni di 2° repubblica ????
      Il nodo vero non è il proporzionale ma, la mancanza di credibilita dei vari personaggi politici , nessuno ha lo spessore necessario per una vera azione forte di governo, come diceva don Abbondio uno se non ha …… non se lo può dare , se uno non ha spessore politico non si sopperisce , sconvolgendo la volontà popolare con leggi elettorali at partito.
      Sai quale è la vera riforma di cui nessuno parla ??? quella della presidenza del consiglio dei ministri.
      Noi abbiamo un presidente del consiglio che, è colui che PRESIEDE il consiglio ma ,non ne è a capo, non può sfiduciare un suo ministro che risponde del suo operato non a lui ma al parlamento ,è il parlamento che lo può sfiduciare.
      far diventare il presidente del consiglio il vero PRIMO MINISTRO , facendo di lui il solo responsabile verso il parlamento, dargli il potere di sfiduciare i suoi ministri , questo sopperirebbe il parte alla stabilita dell’esecutivo.
      Fraterni saluti Compagno maurizio Molinari fed. Torino , consigliere nazionale

  3. Caro direttore,
    Renzi mi piace ogni giorno di meno. Sempre piu impegnato a creare la sua leadership prima che a impegnarsi per risollevare questo stanco paese. Prima ha sconfitto gli ex comunisti, ora è impegnato a farlo con gli ex democristiani doc. Ma intanto chi è senza lavoro ci rimane, le imprese boccheggiano, le banche non prestano soldi e anche quelli che vogliono fare i cittadini pagando i tributi non sanno come e quando farlo. Voteremo? Si, sicuramente, ma solo quando Renzi sarà sicuro della sua vittoria. Come? Nelle modalità che lui preferirà. Ci saremo? No, penso che ci radierà da ogni alleanza, a Firenze ha gia defenestrato l’assessore socialista in giunta. Lui solo vuole essere il riformista, questo novello Berlusconi nato da una costola della sinistra. Nencini ha chiesto discontinuità, altrimenti i socialista cambieranno marcia. Francamente son convinto che entrare in questo governo serva a poco perche è un governo che fino ad ora ha fatto poco e non farà molto di piu, pensa sia piu utile prendere posizioni certe e ferme su pochi temi importanti, come gia fatto per la ludopatia, quali legge elettorale, lavoro, riforma fiscale per imprese e lavoratori. I nostri voti al Senato sono importanti, facciamoli pesare.

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