martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La legge truffissima
Pubblicato il 31-01-2014


Nel 1953 Nenni, più ancora di Togliatti, contrastò l’approvazione di quella che venne definita “legge truffa”. Si trattava di introdurre un premio di maggioranza per la coalizione che avesse superato il 50 per cento dei voti. Il premio arrivava sino al 15 per cento. Nenni più ancora di Togliatti la osteggiò perché la vide come un ostacolo alla sua “apertura a sinistra”, ancora non sbocciata per la perdurante subalternità del PSI al Pci, che verrà superata solo tre anni dopo, con l’ottobre ungherese.

Oggi la legge elettorale BR propone un premio di maggioranza per chi arriva al 37 e non al 50 più uno per cento e addirittura impone il ballottaggio se nessuno ci arriva. Il premio, nel caso si raggiunga il 37, è del 16 per cento minimo. Per di più si introduce uno sbarramento al 4,5 per cento per le liste coalizzate e i grandi partiti si succhiano come vampiri anche i voti non loro, prendendosi tutto intero anche il premio. Se quella era la legge truffa questa è la legge truffissima. Uno scandalo unico al mondo. In Inghilterra, in Francia, in Germania non funziona così. L’Italia, la patria della proporzionale, diventerà l’unica sede non del maggioritario, ma del minoritario. Si governa col 37 per cento e ci si oppone col 63. E chi governa può prendersi tutto, dai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Repubblica, ai giudici costituzionali e del Csm e può anche riformare a suo piacimento i regolamenti parlamentari, come ci ricorda Rino Formica nell’intervista a fianco.

Non scandalizziamoci del casino che stanno facendo i Cinque stelle. Ho appena visto sul web le immagini delle proteste e delle offese lanciate in Commissione Affari costituzionali. Sono sempre contro le gazzarre. E a maggior ragione quando si passa alle mani. Però nel 1953 la lotta parlamentare si trasformò in un vero e proprio subbuglio. E si scatenò l’inferno. Vennero lanciate tavolette divelte dai banchi contro i ministri e il presidente della Camera e del Senato. Due presidenti di Palazzo Madama furono costretti alle dimissioni e il povero Meuccio Ruini, che accettò per spirito di servizio di presiedere l’istituzione solo nei giorni dell’approvazione della legge, restò anche ferito. Di che parliamo dunque? Credo che questa legge contenga in sé elementi di violenza. Va assolutamente respinta o profondamente riformata. Nel 1953 diedero la parola al popolo per approvare la legge truffa e il popolo rispose respingendola. Stavolta non può bastare, per cambiare le regole della democrazia, un accordo blindato tra Renzi e Berlusconi.

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Commenti all'articolo
  1. Mauro è da un po’ di tempo che sosteniamo quanto tu dici in tutti i siti possibli, ed aggiungo anche un’altra stortura di questa legge e cioè, se tre partiti sono in coalizione ognuno dei quali prende il 4,2% non possono essere presenti in Parlamento, ma la somma dei tre supera il 12% darebbe loro il diritto ad essere rappresentati. Quale soluzione si sceglie? Il duo BR per la loro fretta ha partorito un mostriciattolo che farà solo danni nel tempo quando di fatto saranno al governo con la sola opposizione dei grillini. Sono stati proprio i grandi partti che ci hanno portato al punto in cui siamo, non certamente i così detti piccoli che hanno ostacolato, a loro dire, la governabilità per cui sono inaffdabili. Ho ancora una speranza che gli elettori abbiano un sussulto d’orgoglio e che si aggiungano anche i tanti elettori che non vanno più a votare per mille ragioni, e possano ricredersi. Naturalmente dovrebbero favorire i piccoli partiti in modo da rompere quel dualismo partitico e le loro mire, che di fatto sarà un uomo solo al comando. Roba da brividi nella schiena. I partiti maggiori sono tali adesso, ma sono convinto che nel tempo, da una parte, la mancanza di Berlusconi provocherà uno scisma, dall’altra c’è un partito mai nato che è coeso solo per il potere, non certamente per la condivisione di dee e di progetti. Anche loro quando a decidere sarà uno solo o una cerchia ristretta, saranno obbligati a ribellarsi e faranno venir fuori la loro vera natura. Purtroppo i tempi per questa ribellione non saranno brevi.

  2. Direttore, mi domando: sarebbe possibile fare una legge elettorale che favorisca il bipolarismo per la governabilità, che non consenta di cambiare alleanza, pena la decadenza di chi la vuole attuare?
    Sarebbe possibile assegnare il premio di maggioranza di coalizione, senza sbarramento, a tutti i partiti che ne fanno parte,
    eccetto il partito capofila, in modo proporzionale?
    A me sembra che in questo modo, si salverebbero capra e cavoli!

  3. Adriano, bisognerebbe cambiare la Costituzione che afferma che il parlamentare esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato e rappresenta la nazione. E secondo me sarebbe sbagliato.

  4. Mi piacerebbe che questa fosse la posizione del mio partito e la trasformasse in emendamenti da presentare in parlamento, compreso il problema delle preferenze( al plurale, prendendo atto del fallimento completo della preferenza unica o doppia di genere, che è uguale) per cui l’elettore possa esprimere le sue preferenze per la elezione della maggioranza dei rappresentanti della sua circoscrizione. Proporrei inoltre di incominciare a preparare con il compagno Besostri, divulgando l’iniziativa, ricorsi di incostituzionalità e di elusione della sentenza n.1 del 2014 della Corte Costituzionale.

  5. Finalmente! Un articolo del giornale socialista che prende una psizione chiara e non politicamente troppo corretta. Ho lasciato a più riprese commenti ai tuoi articoli quando si parlava della legge elettorale. Sempre denunciando che non è concepibile il premio di maggioranza e lo sbarramento. Si tengano il premio in nome della governabilità ma nessuno sbarramento. C’è già un sbarramento automatico che è il quorum per avere un seggio.
    A quando una posizione del partito?
    E’ pensabile una manifestazione dei socialisti a Roma?
    Posso assicurare che i compagni socialisti sono risentiti per la mancata chiara presa di posizione del partito.
    Paolo Grassi Federazione di Como

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