giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La mia giornata della memoria
Pubblicato il 27-01-2014


Non ho ancora deciso come trascorrerò questo 27/01/2014 Giorno della Memoria, ricorrenza internazionale che ricorda le Vittime del Nazismo e dell’Olocausto celebrata in tale data per commemorare la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa.
Qualcuno mi ha suggerito proprio ieri di farlo innanzitutto togliendomi la Kefiah, almeno per un giorno, cosa che io non farò. Non seguirò questo consiglio perchè la mia Kefiah non è indossata per una solidarietà da stadio con il mondo arabo e, quindi, in funzione anti-israeliana, ma lo è in polemica con il popolo italiano interamente inteso, che non ha voluto, o forse saputo, fare per un certo fuoriuscito politico quello che invece altri hanno voluto e saputo fare.
Ma kefiah a parte, domani metterò sulla giacca un distintivo con le due bandiere israeliana ed italiana, ricevuto in dono da un taxista di nazionalità palestinese e di cittadinanza israelita quando nel 1999 mi reci in Medio-Oriente.
No, non ho ancora stabilito niente, ma,in realtà, un programma di massima in mente l’ho già.
Al mattino in ufficio.
Poi, dopo il lavoro, mi recherò in un posto “speciale” : me ne andrò vicino a Gaiole in Chianti ed esattamente a Brolio sulla croce che ricorda il luogo dove un mio bis-zio acquisito venne falcidiato da una mitraglia nazista il 04/07/1944.
Tornando verso Castelnuovo Berardenga, mio paese di residenza in provincia di Siena, passerò in prossimità di Arceno per onorare il ricordo delle persone qui trucidate il 04/07/1944.
E’ nel loro ricordo che sono stato allevato nei valori della Resistenza.
Quindi mi tratterrò un attimo nella bella campagna senese.
Lì mediterò su quanto ha saputo fare “la belva umana”  come la definisce Francesco Guccini nella sua celebre “Auschwitz” in questa come in altre località dal triste nome.
Confesso che ad Auschwitz non ci sono mai stato.
Però ho visitato Terezin o Theresienstadt che dir si voglia, antica fortezza a pochi chilometri da Praga, già prigione austriaca avanti della trasformazione in luogo di detenzione nazista nel 1939.
Ci sono capitato perchè cercavo notizie sul mio concittadino ed eroe Risorgimentale Alessandro Saracini caduto prigioniero degli asburgici nel 1848 durante la battaglia di Curtatone – Montanara e su Gavrilo Princip lo studente serbo che nel 1914 con il suo attentato determinò lo scoppio della I ° Guerra Mondiale, che venne rinchiuso in questa fortezza per cause naturali.
Mi trovai davnti a questa realtà in parte annunciata dalla mappa-guida, ma inimmaguinabile nella sua crudezza.
Terezin non era un campo di sterminio, ma un cammpo di concentramento definito nella strategia della soluzione finale come “di passaggio”.
Qui forse l’odore di morte proprio di altri siti da me visitati, come le Fosse Ardeatine, è senza dubbio più tenue, ma fortissimo è quello della sofferenza e dell’umiliazione.
A Terezin infatti oppositori del regime, partigiani catturati, prigionieri di guerra e cittadini di religione ebraica, furono accomunati da un crudele destino di lavori forzati, stenti, umiliazioni e crudeltà rinchiusi in aree sofraffollate e piene di pulci, con un’alimentazione limitata ed avariata.
Ci tornerò ad Aprile per deporci un garofano rosso.
Ma non mi fermerò qui.
Nello stesso periodo dovrò recarmi nell’altra regione della Cechia, in Moravia. Qui visiterò Svitavy città natale di Oskar Schindler, il tecnico sudeto salvatore di ebrei,sulla cui tomba mi sono recato sempre nel 1999 in occasione del già ricordato viaggio medio-orientale.
Chi mi accompagnava depose un sasso sulla lapide. Io un garofano rosso.
Ecco, così celebrerò il mio ricordo delle Vittime del Nazismo e dell’Olocausto, ricordando non solo il 27/01, ma in più occasioni . perchè la memoria occorre averla sempre con noi anche per perdonare, non dimenticando.
Infatti, a mio avviso, ricordare e perdonare sono due cose nettamente differenti in tutti gli aspetti della vita.
In effetti mentre il perdono è legato al sentimento, il ricordo è unito alla memoria che non deve essere dispersa, ma mantenuta anche sforzandosi per farlo.
Io in questo sono facilitato perchè di memoria ne ho da vendere e spero di di paterla e saperla usare bene. Anche per perdonare di nuovo.
Sì, ho deciso: farò tutto questo. Portando la Kefhia, naturalmente.

Fabrizio Manetti

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