giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

L’anno appena cominciato
Pubblicato il 02-01-2014


Se Schumacher ce la farà, ed era considerato più morto che vivo, ce la può fare anche l’Italia. Il monito di San Silvestro del presidente della Repubblica non può cadere nel vuoto. Bisogna che Letta metta in pratica le sue idee: subito provvedimenti per rilanciare sviluppo e occupazione (ottimo il dato diffuso secondo il quale gli italiani hanno pagato meno tasse nel 2013, anche se in pochi devono essersene accorti), poi riforme costituzionali ed elettorali. Con un doppio binario. I primi appannaggio del governo, le seconde del Parlamento. Matteo Renzi si è detto in piena sintonia col Quirinale e questo è un fatto davvero importante e positivo. E così, naturalmente, Letta. Per la proprietà transitiva dunque si evince che Letta e Renzi condividono lo stesso programma. E visto che il segretario del Pd sta elaborando un piano del lavoro, che prevede quel contratto unico che, proposto da Ichino, era stato giudicato un’ignominia dal sindacato e oggi viene invece condiviso addirittura da Landini, questo 2014 promette buone cose.

Il governo ha bisogno di un tagliando. Non può chiederlo ufficialmente Renzi perché la parola rimpasto puzza di Prima Repubblica. Anzi il magnifico Matteo sostiene di far fatica a tenere al governo il suo Delrio, che da molti viene visto invece come titolare di un futuro superministero. Spingono in questa direzione i montiani che si sono visti scippare le posizioni di governo dai dissidenti che hanno rotto con Scelta civica. E naturalmente anche noi chiediamo quel che ci spetta. Come è giusto che sia, visto che non si può continuare ad appoggiare un governo senza farne parte. Vedremo se gennaio porterà delle novità nell’esecutivo, dove neppure i (pochi) dimissionari di Forza Italia sono stati sostituiti. Ci sono due vie. O fare un rimpasto che affronti nodi politici che qualcuno ritiene ancora vivi. E allora rinasceranno i casi Alfano e Cancellieri. Oppure limitarsi a ritocchi per un riequilibrio delle forze in campo. La mia opinione è che la seconda soluzione sia la meno pericolosa e la più produttiva.

L’anno appena cominciato ci porterà alle elezioni amministrative ed europee, probabilmente accorpate nella data del 25 maggio. Per ciò che riguarda le elezioni comunali, se le provinciali non dovessero svolgersi dopo l’approvazione del ddl Delrio, è giusto che i socialisti puntino a difendere e se possibile a rafforzare le loro posizioni nei Consigli, nelle giunte, ove ne esistano le condizioni anche nell’elezione dei primi cittadini. Generalmente i numeri sono diventati più bassi e per eleggere sarà dunque necessaria una percentuale maggiore della precedente. Con simboli di partito, con simboli di coalizione, con simboli civici, con candidati in altre liste, la mia opinione è che l’obiettivo debba essere quello di portare a casa l’elezione. Diversa la considerazione per le europee. Qui la nostra proposta è chiara: una sola lista socialista europea anche in Italia. Dubito che ciò sia possibile. Sel pare non abbia intenzione, per ora, di aderire al Pes, il Pd ancora non lo ha fatto. E allora, coraggio, prepariamoci a presentare noi l’unica lista socialista. Forse quello europeo, anche se tuttora esiste uno sbarramento al 4 per cento, ma abbiamo fiducia nel ricorso del nostro bravo Besostri, è il terreno più propizio. Certo non è più il momento di nasconderci.

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Commenti all'articolo
  1. Se avessimo presentato le nostre liste alle ultime politiche, non solo avremmo avuto più rappresentanti nella Camera, ma avremmo vissuto un’esperienza che ci avrebbe restituito autonomia e dignità, oltre che il coraggio di affrontare a testa alta la difficile prova delle europee. Speriamo che ora non sia tardi. Intanto, se è riconosciuta la nostra autonomia e la nostra identità nella legislatura corrente ( pretesa opinabile), è giusto che il Partito sia rappresentato nel governo nazionale. Attenzione alle scelte dei nostri eventuali rappresentanti. Non si ripetano gli errori che hanno portato alla nomina di qualche deputato.

  2. Al solito c’è chi si entusiasma con facilità dimenticando la tragica realtà dei numeri e delle percentuali.Per questa strada le delusioni sono certe. Evitiamole tenendo conto della reale forza del partito e delle sue possibilità. Una lista del PSI potrebbe raggiungere il 4% ? Perchè sognare? Solo alleanze consistenti potranno garantire l’elezione di rappresentanti al Parlamento europeo. Giuseppe

  3. Ho partecipato alle primarie del PD per votare Renzi anche se con qualche titubanza. Ho preso quella decisione, maturata da tempo. assieme a quella di prendere la tessera del PSI a cui rinunciai nel 1992 dopo le dimissioni di Bettino Craxi. La tessera me l’hanno data provvisoria e non vedo l’ora di ricevere quella ufficiale con la foto di Willy Brandt, per me simbolo della cultura politica che si proietta nel futuro. Sono decisamente antifascista. Non sono religioso però credo nella positività dell’umanesimo cristiano. Credo che il comunismo sia stato un grave errore di superficialità e di arroganza, anche se motivato da nobili ideali. La stessa superficialità e arroganza, motivata da nobili ideali, la troviamo oggi nei movimenti pacifisti, ecologisti, anti OGM, nei sostenitori della green economy e della decrescita “felice”. Dobbiamo farci carico del futuro del mondo, del futuro dei nostri figli e nipoti in un pianeta con una popolazione già oltre i sette miliardi: farlo con grande equilibrio, discernimento, consapevoli che nuovi apprendisti stregoni (stile Grillo e Casaleggio) potrebbero essere fatali. In questo momento, in Italia, Matteo Renzi è l’unico che riesce ad entusiasmare milioni di persone con un messaggio non demagogico, indubbiamente progressista e liberale. Riempie le piazze e i teatri con folle senza la bava alla bocca. Sono d’accordo che la proposta vera di legge elettorale è quella dei sindaci, ovviamente con la riforma per l’elezione diretta del premier. Mi piace anche perché prevede il limite categorico di durata del mandato, come negli Stai Uniti.

  4. Caro Leoni, non riesco a capire come siano compatibili Renzi e il PSI; Renzi che fa a fettine i socialisti (vedi caso di Firenze dove ha eliminato l’assessore alla cultura socialista senza alcuna spiegazione….) e che dopo aver fatto balenare l’idea che il PD potesse aderire al PSE ha poi fatto calare il silenzio …..solo tattica e\o opportunismo !? saluti

    • Silvio Brienza. … In questo momento, in Italia, Matteo Renzi è l’unico che riesce ad entusiasmare milioni di persone con un messaggio non demagogico, indubbiamente progressista e liberale. Riempie le piazze e i teatri con folle senza la bava alla bocca. O no?

      • Leoni…. ma i progetti politici quali sono ? col lavoro che scompare, i laureati senza lavoro che ci propone Renzi ? di regolarizzare le coppie di fatto, interessante ma di importante c’è ben altro ! Quanto alla bava anche Berlusconi, ai suoi tempi, senza bava riempiva sale e piazze; si ritorna al punto di partenza: i progetti quali sono e con chi ??

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