domenica, 27 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Lavoro, preoccupanti i dati dell’Unione europea
Pubblicato il 23-01-2014


Disoccupazione-IstatAppaiono molto preoccupanti le note di un recente studio dell’UE sull’occupazione comunitaria. Invero l’Italia sta ancora vivendo una situazione di declino sempre più pronunciata, non riuscendo parallelamente ad innalzare gli indici di occupazione e lavoro che tendono a diminuire esponenzialmente. Secondo l’UE oltre il 12% degli individui con occupazione lavorativa non riesce a vivere del loro stipendio. Il declino della situazione sociale di chi lavora ha iniziato ad incidere fortemente nel 2008 per poi aggravarsi sempre più. Tra i Paesi più colpiti troviamo Grecia e Romania (oltre il 15%), puntualizzando però che la loro situazione era già critica all’inizio del 2008. Tra le considerazioni conclusive della nota europea possiamo leggere che: “Dal 2008 gli stipendi delle famiglie in Ue sono diminuiti, e i cali sono stati particolarmente profondi (oltre cinque punti percentuali in due anni) in Grecia, Spagna, Italia, Irlanda, Cipro e Portogallo. Italia, Grecia e Irlanda sono i Paesi dove la situazione si è deteriorata maggiormente”.

Si calcola infatti che nel quadriennio 2008-2012 sia salito il numero di persone a rischio di povertà, indigenza ed esclusione sociale, arrivando a sfiorare la soglia dei 7,4 milioni, ovvero quasi un quarto della popolazione europea (125 milioni). Lo studio della Commissione conclude che “nonostante i primi timidi segnali di ripresa economica, mercato del lavoro e situazione sociale restano una grande sfida e il carattere inclusivo della possibile ripresa è incerto”. Allo stesso tempo però esiste una concreta difficoltà a creare nuovi posti di lavoro sia in ambito pubblico che privato. Nientemeno anche la Pubblica Amministrazione, simbolo della sicurezza finanziaria e statale, sembra incapace di tutelare i posti di lavoro.

Eclatante l’episodio accaduto all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato dove 88 guardie giurate sono a un passo dal licenziamento dopo un cambio di appalto che le ha portate alle ferie forzate dallo scorso 9 gennaio. Una situazione difficile e ancora senza un accordo poiché la “Securpol”, detentrice dell’appalto, è disposta a riassorbire solo parte del personale uscente, senza garantirne gli scatti di carriera, in base ad un vecchio contratto del 2006, in barba a quanto previsto dagli artt. 11 e 24 del CCNL della Vigilanza e alla normativa sul cambio di appalto che prevede oltre alla riassunzione, anche il mantenimento della parte economica e degli scatti maturati dai dipendenti. Una trattava irrisolta quella tra Istituto Poligrafico e “Securpol” e di difficile risoluzione senza il sostegno di un politica seria.

Ne è consapevole Oscar Tortosa, capogruppo PSI al Consiglio della Regione Lazio e Commissario Regionale del PSI che in una sua nota scrive: “Una situazione inammissibile che volge al peggior ribasso per i lavoratori, su cui ho tentando di sensibilizzare il Presidente Nicola Zingaretti e l’Assessore regionale al Lavoro Lucia Valente già nei giorni scorsi attraverso una interrogazione sul problema, affinché la Regione Lazio avverta l’esigenza di affiancare questa battaglia politica e di difendere, come priorità, il diritto del lavoro e i livelli occupazionali delle persone coinvolte.

Un impegno forte quello dell’esponente socialista che si è unito al loro sit-in di protesta organizzato presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Roma, zona Portonaccio, dove si è svolto un tavolo di trattative tra la “Securpol” e la “Sicuritalia” (ditta uscente) e i sindacati . “Sono molto dispiaciuto, inoltre, per l’atteggiamento del Poligrafico, che avrebbe potuto differire i termini del subentro al 31 gennaio 2014, data successiva all’udienza fissata dal Consiglio di Stato sulla sospensiva richiesta da “Sicuritalia”, il cui buon esito determinerebbe peraltro un nuovo cambio appalto” conclude Tortosa nella sua nota. Certamente ci si augura il buon esito della trattativa, e che di episodi tali non si debba sentire più notizia. Rimane comunque fondamentale cercare di imprimere un moto inverso a questa economia, reindirizzandola verso un domani migliore ove ognuno possa godere delle gratificazioni di un lavoro stabile ed onesto.
Alessandro Munelli

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