lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Le novità per il 2014
Pubblicato il 02-01-2014


Riduzione delle pressione fiscale sul lavoro dipendente, nuovo Isee (indicatore della situazione economica), stretta sulla cassa integrazione in deroga e fine del blocco per le pensioni superiori a tre volte il minimo, prelievo di solidarietà sulle prestazioni più alte: sono alcune delle novità principali sul fronte del lavoro che sono arrivate con il nuovo anno. Fondo per riduzione pressione fiscale su lavoro: la legge di stabilità ha istituito il Fondo per la riduzione della pressione fiscale utilizzando le risorse provenienti dai risparmi di spesa conseguenti alla razionalizzazione della spesa pubblica e, in particolare, per il biennio 2014-2015 le risorse che si stima di incassare a titolo di maggiori entrate rispetto alle previsioni di bilancio derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. Aumentano anche le detrazioni per lavoro dipendente per i redditi tra gli 8.000 e i 55.000.

La modulazione dei benefici è stata opportunamente congegnata per far sì che le detrazioni risultino maggiori per i redditi più bassi per scendere poi gradualmente fino ad azzerarsi a quota 55.000. Cambio regole per Cig deroga, contributo solidarietà: da quest’anno è stata introdotta una stretta sulla durata degli ammortizzatori in deroga (si esauriranno a fine 2016). La cig in deroga può essere attribuita per un periodo non superiore a 8 mesi nell’arco di un anno. Dal 2015 e fino a fine 2016 il sussidio potrà essere concesso fino a 6 mesi nell’arco di un anno e a 12 mesi nell’arco di un biennio mobile. Per il corrente anno la mobilità in deroga può essere assegnata per un massimo di 7 mesi (10 al Sud) per chi ha beneficiato di meno di 3 anni della prestazione economica e per un massimo di 5 mesi (8 al Sud) per chi ha già usufruito del trattamento per tre anni o più.

Le aziende con più di 15 dipendenti che non hanno cigo e cigs (e che quindi non versano contributi per questi ammortizzatori sociali) e che non abbiano per il loro settore costituito un fondo di solidarietà devono a partire dal primo gennaio 2014 corrispondere lo 0,5% delle retribuzioni a un fondo di solidarietà residuale presso l’Inps. Torna rivalutazione pensione: dopo i due anni di blocco per le prestazioni superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro di reddito da pensione mensile) prevista dal governo Monti è tornata la rivalutazione anche se differenziata. Per i trattamenti pensionistici tra 3 e 4 volte il minimo la rivalutazione è stata operata al 95% dell’inflazione; tra 4 e 5 volte il minimo la rivalutazione è stata calcolata al 75%; per quelli tra 5 e 6 volte il minimo la rivalutazione è stata del 50%; per quanto attiene gli assegni pensionistici superiori a 6 volte il trattamento minimo per il 2014 c’è stata una perequazione del 40%.

Contributo solidarietà pensioni alte: la legge di stabilità ha prefigurato un contributo di solidarietà, per il triennio 2014-2016, sulle prestazioni pensionistiche obbligatorie eccedenti le 14 volte il minimo (circa 7.000 euro al mese). Aspi over 55 sale a 14 mesi: l’Aspi, assicurazione per l’impiego introdotta dalla riforma del lavoro Fornero a partire dal 2013 prevede un ampliamento della durata del sussidio per gli over 55. Dal 2014 è passata da 12 a 14 mesi. Resta invece invariata l’indennità normale (8 mesi) e quella per i disoccupati tra i 50 e i 55 anni (12 mesi). Nel 2015 l’Aspi passerà a 10 mesi per gli under 50, 12 mesi per coloro che hanno tra i 50 e i 55 anni e a 16 mesi per gli over 55. Riforma Isee: da quest’anno sono cambiate le regole sull’Isee, l’indicatore della situazione economica da produrre per avere accesso a prestazioni legate al reddito (rette per l’università, mense ecc) per evitare che siano favoriti gli evasori. Il nuovo indicatore considera tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti. Sale il peso della componente patrimoniale considerando il valore degli immobili rivalutati ai fini Imu. Inoltre si tiene maggior conto delle famiglie numerose e della presenza nel nucleo di disabili.

Lavoro, nel 12013 giù posti fissi

Nel 2012 la retribuzione mensile netta è di 1.304 euro per i lavoratori italiani e di 968 per gli stranieri. Rispetto al 2011, il salario “è rimasto quasi stabile per gli italiani (4 euro in più) mentre risulta in calo di 18 euro per gli stranieri”. Lo rileva il Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e ministero del Lavoro. Posto fisso sempre più un miraggio, soprattutto per i giovani: “il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 è diminuito rispetto all’anno precedente (-1,3%). Il fenomeno ha riguardato soprattutto i lavoratori gli under30, diminuiti del 9,4%”. Emerge dal Rapporto sulla coesione sociale. Nel 2012, si trova in condizione di povertà relativa il 12,7% delle famiglie residenti in Italia e il 15,8% degli individui. Si tratta dei valori più alti dal 1997, anno di inizio della serie storica.

Secondo quanto riportato nello stesso documento i disoccupati sono 2 milioni 744 mila, 636 mila in più rispetto al 2011, il tasso di disoccupazione nel 2012 ha raggiunto il 10,7%, con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011 (4% in più rispetto al 2008). Il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, con un balzo in avanti in confronto al 2011 di oltre 6 punti percentuali (14 punti dal 2008). Negli ultimi anni si è ridotta la capacità dell’università di attrarre giovani. Il tasso di passaggio (ovvero il rapporto percentuale tra immatricolati all’università e diplomati di scuola secondaria superiore dell’anno scolastico precedente) è sceso al 58,2% nell’anno accademico 2011/2012 dal 73% del 2003/2004, anno di avvio della Riforma dei cicli accademici. Lo rileva sempre l’Istat nel Rapporto sulla Coesione Sociale. Le nascite stanno lentamente declinando nel nostro Paese. Nel 2012, i nati della popolazione residente sono poco più di 534 mila (547 mila del 2011 e 562 mila del 2010). Più di un bambino su quattro (28,3%) è nato fuori del matrimonio, quasi il triplo rispetto al 2000 (10,2%).

Carlo Pareto

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