sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Le deputate: la nuova legge
garantisca parità di genere
Pubblicato il 21-01-2014


Quote rosa-Parlamento“Qualsiasi sistema elettorale prevalga, deve prevedere norme antidiscriminatorie per consentire la piena partecipazione delle donne alla vita delle Istituzioni”. Questo il punto fermo su cui hanno lavorato e si sono ritrovate le deputate di diversi gruppi politici, in un’alleanza trasversale senza precedenti che vede coinvolte anche le maggiori associazioni femminili, dal’Udi (Unione donne italiane) a Snoq (Se non ora quando), e esponenti dell’accordo di azione comune per la democrazia paritaria.

E così, mentre i partiti litigano e discutono tra di loro, ma anche al loro interno, le donne del parlamento fanno rete e individuano alcuni paletti per far sì che la nuova legge elettorale rispetti l’articolo 51 della Costituzione, che stabilisce pari opportunità di accesso alle cariche elettive, e l’articolo 3 che dice di eliminare gli ostacoli alla parità.

Lo hanno ribadito Roberta Agostini (Pd), Titti Di Salvo (Sel), Elena Centemero (Fi), Dorina Bianchi (Ncd), Irene Tinagli (Sc), Gea Schirò (Pi) e la socialista Pia Locatelli, che, nel corso di una conferenza stampa alla Camera, hanno assunto l’impegno a portare avanti una battaglia comune non solo per le quote, ma anche per quelle misure di “contorno”, come la necessità di prevedere un accesso paritario ai media e alle risorse, perché, “la presenza delle donne nelle assemblee elettive non è solo un fatto di democrazia, ma di qualità della democrazia”.

E quanti pensano che il più è stato fatto e che si tratti di battaglie anacronistiche si sbagliano. È vero che sono fatti passi avanti, ma è anche vero, come ha sottolineato Pia Locatelli, che “negli incontri sulla legge elettorale il tema della democrazia paritaria non è apparso per nulla, a dimostrazione dell’arretratezza politica dei leader italiani”. Anzi, c’è stato anche chi in commissione affari costituzionali, proprio mentre era in corso la conferenza stampa, ha detto che la parità di genere “è una gran ca***ta”.

“Ora abbiamo un impegno urgente e grossissimo, – ha aggiunto Locatelli – modificare la legge elettorale europea entro le elezioni di fine maggio. Se non si interverrà subito infatti non avremo più l’obbligo di rappresentanza in ciascuna lista di almeno un terzo dei candidati di sesso diverso, dal momento che la norma era valida solo per le elezioni del 2004 e del 2009. Adesso quell’obbligo deve essere rinnovato. La proposta di legge presentata assieme alle colleghe Bruno Bossio del Pd e Nicchi di Sel prevede che nella composizione della lista nessuno dei due generi possa essere rappresentato per più dei due terzi, che le elettrici e gli elettori possano esprimere due preferenze e soprattutto che una delle due debba necessariamente appartenere ad un candidato di genere diverso, pena la cancellazione della seconda preferenza”.

Le modalità di intervento sono sostanzialmente due: o calendarizzare al più presto la Pdl e approvarla in tempi rapidissimi, o inserire la norma decaduta nel decreto “mille proroghe” attualmente all’esame del Parlamento. Poi quando si avrà un testo definitivo sulla nuova legge elettorale le deputate valuteranno se presentare emendamenti comuni per consentire la piena parità.

Un modo di lavoro “leale e franco” che potrebbe declinarsi anche su altri temi e diritti, a prescindere dal’appartenenza politica.

Alla conferenza stampa era presente, nel giorno del suo 92esimo compleanno, anche la partigiana Marisa Rodano fondatrice dell’Udi. Non erano presenti invece le parlamentari del Movimento 5 Stelle che nella loro smania di differenziarsi si sono ormai relegate in uno sterile isolazionismo. Era già avvenuto nella giornata contro la violenza sulle donne, quando alla Camera tutte le esponenti dei gruppi politici avevano recitato un brano di ‘ferite a morte’. Tutte meno loro.

Cecilia Sanmarco

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