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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale: Nencini e Di Lello, no al salva-Lega
Pubblicato il 31-01-2014


Salva LegaLa confusione regna sovrana. Mentre il Belpaese e la sua Capitale affogano sotto i colpi del maltempo, il Parlamento naviga in acque non migliori. Montecitorio è stretta nella morsa dell’azione dei penta stellati, Enrico Letta cerca di arginare quello che ha definito «un buco normativo a nostro avviso clamoroso» in merito alle incompatibilità per gli enti pubblici nazionali: il caso “Mastrapasqua”, presidente dell’Inps, vice presidente di Equitalia e direttore generale dell’ospedale israelitico indagato per truffa, abuso di ufficio e falso ideologico dalla Procura di Roma. Il caso era esploso a seguito delle indagini su un presunto giro di schede di dimissione falsificate dall’Ospedale Israelitico per ottenere 14 milioni di euro di rimborsi dalla Regione Lazio.

Letta corre ai ripari sottolineando che «l’incarico di presidente di un ente pubblico nazionale deve essere fatto in esclusiva e non in regime di conflitto di interesse» e presentando alla Camera un ddl con procedura di urgenza affinchè «conflitti d’interesse nella sostanza – ha detto ancora Letta – ma non rilevati nella norma, debbano terminare e che quegli incarichi, per i grandi soggetti nazionali, come Inps, Istat o altri, devono essere svolti in esclusività».

Proprio sul conflitto di interesse che riguarda chi ricopre cariche pubbliche, il PSI aveva presentato un emendamento alla legge elettorale, annunciato nei giorni scorsi dal segretario del partito, Riccardo Nencini e dal presidente dei deputati socialisti, Marco Di Lello.

«Chi accede a cariche pubbliche, compresa l’attività parlamentare, non può assumere decisioni  nell’interesse nazionale che potrebbero essere influenzate da quello personale e della propria azienda. E deve essere prevista per legge l’ incandidabilità. Bisogna sciogliere i nodi che hanno reso vulnerabile l’ultimo ventennio», afferma Nencini. L’elezione dei membri del Parlamento, come si legge nell’emendamento del Psi, è incompatibile con chi ha interessi ‘rilevanti’  come, ad esempio, nel caso di chi amministra  imprese che siano in rapporti con amministrazioni pubbliche, o che abbiano un volume d’affari di almeno 100 milioni annui, o che operino in attività economiche regolate in base a titoli di concessione rilasciati da un’amministrazione pubblica statale, da istituzioni o enti pubblici nazionali e regionali.

Nel frattempo, il neosegretario PD sembra veleggiare verso il tanto auspicato traguardo dell’approvazione alla Camera del “Renzellum”, il figlio concepito con Berlusconi. Di sicuro, nonostante i proclami, le insidie sono almeno tante quanti i dubbi di costituzionalità.

Proprio sul tema legge elettorale, il segretario del Psi, Riccardo Nencini e il presidente dei deputati socialisti, Marco Di Lello, in una nota hanno annunciato: «Non voteremo alcuna norma ‘Salva Lega’ prevista nella riforma della legge elettorale». Secondo gli esponenti socialisti, infatti, «non si può decidere uno sbarramento a corrente alternata, che cancelli i piccoli partiti e poi inserisca norme a vantaggio di singole corporazioni e singoli partiti. La riforma della legge elettorale deve essere fatta e in fretta. Ma senza coni d’ombra».

Intanto, l’offensiva a 5 stelle non si ferma. Riuniti all’hotel Forum, a Roma, i parlamentari M5S hanno ricevuto la visita del loro capo, Beppe Grillo, venuto a ribadire la linea dura e pura. Proprio sulle “proteste messe in atto dai 5stelle sono intervenute anche Claudia Bastianelli, segretario nazionale giovani socialisti e Roberta Capone, vicepresidente dell’Unione internazionale dei giovani socialisti che, con un comunicato, hanno duramente condannato gli ultimi avvenimenti, soprattutto per quello che riguarda la rappresentazione della donna: «negli ultimi giorni la Camera dei Deputati è diventata scenario di eventi spiacevoli», si legge nella nota. «Con dispiacere dobbiamo costatare che la nostra democrazia non solo è stata calpestata nel luogo della sua massima istituzione ma è anche arretrata nel linguaggio e nei modi. Le deputate delle Partito Democratico sono state vittime di insulti sessisti e volgari inaccettabili ancor di più se si verificano nel 2014, in una legislatura rinnovata con il più alto tasso di giovani e di donne. Una concezione medievale della donna che secondo questo pensiero riesce a far carriera solo se si “abbassa” a compiere prestazioni sessuali, se usa il suo corpo per scalare la vetta del potere. Questa concezione del ruolo della donna in politica, ma più in generale nella vita pubblica del Paese, è intollerabile e indegna di un paese civile. Le donne che sono sedute in Parlamento si sono guadagnate democraticamente il ruolo che ricoprono e offendere anche solo una di loro, significa offendere ogni cittadino che ha votato per quella deputata. Significa offendere ogni donna fuori dal Parlamento che lavora, studia e si impegna per raggiungere il proprio obiettivo e sogno nella vita. Speriamo che la situazione in Parlamento possa stabilizzarsi e finalmente prevalga da parte di tutti il buon senso e la politica, l’unica cosa in grado di dare una risposta concreta al Paese in affanno. Speriamo anche che la nuova legge elettorale tenga conto della presenza femminile che rischia con questa possibile nuova legge di diminuire tra il 20 e il 25 per cento».

RdA!

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Commenti all'articolo
  1. Io aggiungerei, per quanto riguarda i “conflitti di interesse”, l’obbligo per il Parlamentare eletto di cessare un secondo dopo l’elezione ogni altra attività lavorativa per tutto il periodo del mandato per applicazione esclusiva al mandato parlamentare, pena decadenza.
    Inoltre il Parlamentare deve applicarsi al suo compito dimostrando presenze sul “luogo di lavoro” con percentuali quantomeno “bulgare”, pena decadenza.
    Credo che si eviterebbero molti personaggi che in Parlamento entrano per i propri comodi, piuttosto che strombazzare dimezzamenti (e allora perchè no 1/4, meglio anche 1/8) dei Parlamentari.

  2. La colpa e’ degli elettori italiani, non degli uomini politici italiani. Quando gli elettori lo capiranno, I politici italiani sanno I piu’ onesti politici mai esistiti.

    JDA

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