venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lettera a partite Iva, Equitalia: pronti a compensazioni
Pubblicato il 01-01-2014


Compensare i debiti col fisco con i crediti vantati verso la P.a. Lo strumento, previsto dal decreto per il pagamento dei debiti della P.a. ancora non è stato particolarmente gettonato e l’amministratore delegato di Equitalia, Benedetto Mineo, ha recentemente scritto a 150.000 partite Iva (utilizzando gli indirizzi di posta certificata di Infocamere) invitandole a usarlo. Allo stato infatti le richieste arrivate sarebbero 250 per un totale di 18 milioni. Questo anche se – come ha detto lo stesso Mineo – sui tratta di ”uno strumento importante per le imprese in questo momento di difficoltà economica”. ”Noi già da mesi – ha aggiunto – siamo pronti a effettuarle e ad oggi abbiamo ricevuto circa 250 richieste per un importo poco superiore a 18 milioni di euro. Ho voluto ricordare ai titolari di partita Iva che la legge mette a loro disposizione questa possibilità per incassare eventuali crediti commerciali e utilizzarli per regolarizzare la loro posizione con il fisco. Una lettera che vuole essere un ulteriore segnale di attenzione nei confronti dei contribuenti, nell’ottica di mantenere sempre aperto quel dialogo continuo che ormai da tempo sta caratterizzando tutta l’attività di Equitalia”. Nella lettera ricevuta via posta elettronica certificata si ricorda che la legge (decreto n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2010) prevede la possibilità di compensare i debiti tributari (dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), previdenziali e assistenziali oggetto di cartelle di pagamento o altri atti (accertamento esecutivo e avviso di addebito) con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili relativi a somministrazioni, forniture e appalti con lo Stato, gli enti pubblici nazionali, le Regioni, gli enti locali o gli enti del Servizio sanitario nazionale. Per poter compensare debiti e crediti, è necessario acquisire la certificazione del credito, collegandosi alla piattaforma informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. All’interno della pagina si troveranno tutte le indicazioni per accreditarsi alla piattaforma e poter così richiedere la certificazione del proprio credito. Una volta ottenuta la certificazione ci si potrà recare agli sportelli Equitalia e presentarla in forma cartacea o, in alternativa, indicare semplicemente il numero di certificazione e il codice di controllo rilasciato dalla piattaforma informatica. ”Il personale di Equitalia – ha riferito Mineo agli imprenditori – Le fornirà tutta l’assistenza occorrente per procedere alla compensazione”.

Le novità del 2014, pensioni: scattano i nuovi requisiti 

Da gennaio le lavoratrici dipendenti del settore privato potranno andare in pensione di vecchiaia solo dopo aver compiuto i 63 anni e 9 mesi, 18 mesi in più rispetto ai requisiti previsti per il 2013 (62 anni e tre mesi). Dal 2014 scattano infatti i nuovi requisiti per il pensionamento di vecchiaia delle donne previsti dalla riforma Fornero che porteranno gradualmente alla parificazione delle età di vecchiaia all’inizio del 2018 (66 anni e tre mesi ai quali aggiungere l’adeguamento alla speranza di vita). Ecco in sintesi i requisiti per l’uscita da lavoro nel 2014, in presenza comunque di almeno 20 anni di contributi (se si hanno contributi accreditati prima del 1996. Se si e’ cominciato a versare dopo il 1996 è richiesto anche un importo di pensione di almeno 1,5 volte la soglia minima):

Donne dipendenti settore privato: potranno andare in pensione di vecchiaia le donne con almeno 63 anni e 9 mesi di età. Dal 2016 (fino al 31 dicembre 2017) scatterà un ulteriore scalino e saranno necessari 65 anni e tre mesi ai quali aggiungere l’aumento legato alla speranza di vita. Potranno quindi andare in pensione ancora quest’anno con 62 anni e 3 mesi le lavoratrici nate prima del 30 settembre 1951 mentre se si e’ nate a ottobre dello stesso anno l’uscita dal lavoro sarà rimandata almeno fino a luglio del 2015.

Donne autonome e gestione separata: nel 2014 le lavoratrici autonome potranno andare in pensione con almeno 64 anni e 9 mesi, con un anno in più rispetto a quanto previsto per il 2013. Per il 2016 e il 2017 saranno necessari almeno 65 anni e 9 mesi, requisito al quale andrà aggiunta la speranza di vita. Uomini e settore privato: nel 2014 vanno in pensione con gli stessi requisiti del 2013 (66 anni e tre mesi). I requisiti cambiano nel 2016 con l’adeguamento alla speranza di vita.

Comparto pubblico, uomini e donne: restano i requisiti prefigurati per il 2013. Si va in pensione ancora nel 2014 e fino al 2015 con 66 anni e tre mesi di età. Il requisito andrà adattato alla speranza di vita nel 2016.

Pensione anticipata: nel 2014 gli uomini potranno andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia se hanno almeno 42 anni e 6 mesi di contributi versati, un mese in più di quanto previsto nel 2013. Per le donne saranno necessari almeno 41 anni e 6 mesi di contributi (un mese in più di quanto richiesto nel 2013). Anche i requisiti per la pensione anticipata andranno adeguati dal 2016 all’aumento della speranza di vita.

Del settore marittimo e del volo: passa all’Inps la gestine della malattia e maternità

Dal 1° gennaio 2014, le pratiche di malattia e maternità del settore marittimo e del volo saranno gestite direttamente dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, che subentra all’Inail, secondo quanto previsto dalla legge 99/2013, nei relativi rapporti attivi e passivi (art. 1, ultimo comma, del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33). Di conseguenza, a partire da tale data, i contributi relativi alla malattia comune e alla maternità dovranno essere versati all’Inps. Egualmente, le denunce delle retribuzioni e le denunce di malattia (fondamentale e complementare) con la relativa certificazione medica dovranno essere indirizzate alle sedi Inps competenti per territorio. A tale proposito, si precisa che, in fase di prima applicazione, la competenza territoriale sarà temporaneamente coincidente con le sedi territoriali Inail del Settore Navigazione ex Ipsema; pertanto le strutture Inps interessate saranno le sedi di Bari, Genova, Napoli, Palermo e Trieste.

Carlo Pareto

                                                                    

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