mercoledì, 22 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Lettera a Beppe Grillo
Pubblicato il 08-01-2014


Circa un anno fa, alle elezioni politiche, il tuo movimento ha raggiunto qui da noi il 30% dei voti. Ed è stato il primo per numero di consensi.

Ci avevi spiegato – avevi spiegato agli occupanti di vecchie cattedrali nel deserto, ora abbandonate da Dio e dagli uomini, ai pastori senza mercato per i loro prodotti, alle vittime della devastazione ambientale – che non eri venuto per promettere soluzioni miracolo che non esistevano; ma per aiutarci a lottare contro un “sistema” oggettivamente corrotto che, a partire dalla Regione, era alla radice dei nostri mali.

Ti abbiamo creduto. Non ti abbiamo, quindi, chiesto niente. Se non di aiutarci a salvarci con le nostre forze.

La prima occasione importante per farlo erano però, appunto, le elezioni regionali. L’occasione per non sottostare più alle promesse, collettive e individuali. L’occasione per affermare le nostre ragioni e per farle valere nell’esperienza del nuovo Consiglio.

E questo faremo. Ma senza il tuo aiuto. Perché i tuoi, sui banche del Consiglio, non ci saranno. E per propria scelta.

E tu questa spiegazione non l’hai data. Né a noi, che a questa avevamo, in primo luogo, diritto, né al popolo italiano. Né ai quasi nove milioni di persone che ti hanno votato.

Abbiamo vagamente sentito parlare di “difficoltà interne” o della “necessità di concentrare le energie sulle unico appuntamento elettorale che conta; quello delle europee”. E credici, sono motivazioni che ci lasciano profondamente perplessi: e non tanto su di te quanto sulla natura del tuo movimento.

E non abbiamo bisogno di prendere a prestito, per giustificare le nostre preoccupazioni, o giudizi dei tuoi avversari. Questi parlano di spirito dittatoriale, di incapacità di passare dalla protesta alla proposta se non di disprezzo per la democrazia, di timore per le conseguenze di un mancato successo. Dimenticando che la presenza nelle Istituzioni è stato sempre un cardine della tua strategia politica; che, alle ultime amministrative e poi nella regione Basilicata non ti sei affatto scomposto per l’arretramento generalizzato rispetto alle politiche; che il non presentarsi in Sardegna pregiudica la tua immagine assai più di un eventuale insuccesso elettorale; e infine che la rinuncia sembra riflettere più una situazione di confusione collettiva che una manifestazione di protervia individuale.

Ed è appunto quest’ultimo aspetto che ci preoccupa e non nella veste di simpatizzanti e/o antipatizzanti, ma di cittadini partecipi, malgrado tutto, delle regole e delle speranze della democrazia.

E in nome di questi diritti e di queste speranze che ci sentiamo in diritto di contestare il modo di essere del tuo movimento.

Tanto per cominciare: quali erano queste divisioni interne, tanto gravi da impedire la presentazione della lista? E quanti erano gli eletti abilitati a decidere? Non lo sappiamo. Non lo sapremo mai. Di più l’opinione delle decine delle centinaia di migliaia di persone che vi hanno votato, qui in Sardegna, non sembra contare. Queste persone non esistono; nemmeno come soggetti di un eventuale sondaggio di opinione.

Contano, contano soltanto “quelli del web” che continuano a sviluppare tra loro un colloquio che sarà sì intenso, ma che rimane segreto e irresistibilmente autoreferenziale. È l’universo di una setta; sempre più portata a considerare sé stessa come il “circolo degli eletti”; al di fuori, il mondo sporco e cattivo.

Dovreste ricordarvi che di questo mondo facciamo parte anche noi. E dovreste farlo al più presto. Altrimenti vi trasformerete in un a setta. Con gravi conseguenze e per voi e, soprattutto, per la democrazia nel nostro Paese.

Alberto Benzoni

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Commenti all'articolo
  1. Il guaio è, che gli stessi aderenti al M5S non credono fino infondo al progetto del M5S. Ed è proprio da qui che nascono le dispute trà voi. Se rifletteresti di più sulle parole dette dal rappresentante di Occupy Wall Street Micah White al terzo V-DAY di Genova, forse sarebbe meglio, quando disse; il M5S il il più grande movimento al mondo, tutti i movimenti mondiali guardano al M5S, per costruire un giorno un movimento mondiale per un governo mondiale.
    Ecco bastano queste poche parole per dire tutto.

    Quando una umanità arriva a un livello scientifico cosi evoluto come oggi sulla terra, si trova a un bivio; progressione o distruzione, e la nascita del M5S era l’inizio per evitare la nostra autodistruzione e avviarci verso una vera civiltà PARADISIACA. Dove grazie alla scienza possiamo vivere senza lavorare e successivamente senza denaro, avviandoci verso la vera felicità.
    Mi auguro, che per il bene di tutta l’umanità, che si rafforza l’unità del M5S per andare OLTRE.

  2. Grillo secondo me ha perfettamente ragione nel non fare alleanze col PD e PDL rispetta quanto detto in campagna elettorale e non si allea con una classe politica vergognosa solo tasse e propri benifici.. La gente dovrebbe sostenerlo e avere pazienza.Per i grandi cambiamenti occorre del tempo

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