mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Liguria, arresti domiciliari per l’ex vicepresidente della giunta
Pubblicato il 14-01-2014


Scialfa-IDVPeculato, falso e truffa aggravata: queste le accuse nei confronti di Nicolò Scialfa, ex vicepresidente della giunta regionale della Liguria, nei confronti del quale sono stati disposti gli arresti domiciliari poiché – come spiegano gli inquirenti – c’era il rischio di reiterazione dei reati. L’indagine riguarda alcune spese effettuate dal gruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale tra il 2010 e i 2012; in particolare secondo la Procura di Genova, Scialfa – che all’epoca dei fatti era capogruppo dell’Idv – si sarebbe appropriato di 70 mila euro e – per giustificare le uscite dai fondi del partito – avrebbe falsificato le firme di alcuni consiglieri regionali.

LE ALTRE PERQUISIZIONI – Le Fiamme Gialle hanno inoltre effettuato controlli e perquisizioni nelle abitazioni di altri tre consiglieri regionali indagati nell’ambito della stessa indagine “spese pazze”, e che all’epoca appartenevano all’Idv: Marilyn Fusco e Stefano Quaini – confluiti rispettivamente nel gruppo Diritti e Libertà e in Sel (alcuni mesi fa Quaini si è dimesso da consigliere regionale), e Marusca Piredda attuale capogruppo in Regione del partito di Antonio Di Pietro.

SCIALFA: SONO SERENO – L’ex vicepresidente della giunta regionale ligure si è sin da subito dichiarato “sereno”, e da sempre “innocente”. Esattamente un anno fa, quando la Procura lo iscrisse nel registro degli indagati, Scialfa aveva infatti reso noto di sentirsi “in un tritacarne, ma sono sereno riguardo a quello che ho fatto. Si parla di uso disinvolto dei soldi dei gruppi? In passato certe spese erano legittime e opportune, poi le stesse spese sono diventate legittime ma inopportune. Ne parlerò con i giudici, e mi assumerò tutte le mie responsabilità”.

Redazione Avanti!

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