sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’INTESA BR
CONTRO LA DEMOCRAZIA
Pubblicato il 31-01-2014


Renzi-Berlusconi-legge elettorale

Il telefono squilla e mi risponde lui con la sua inconfondibile voce. Rino Formica è sempre un fiume in piena. E risponde senza domande. Con ragionamenti, previsioni, ricordi sempre lucidi, avvolgenti. Conditi con pepe e aceto. Con graffi come quelli d’un gatto che ti punta.

“Lasciate perdere il 4,5 o 4,7 per cento”, sostiene deciso. Mi viene in mente De Gregori: “Non è mica da questi particolari che si giudica” … un socialista. “Ci sarebbe una grande battaglia di democrazia. Questo è il punto di fondo. La questione è semplice. La ponemmo noi socialisti nel 1993 con una proposta di legge che riteneva l’introduzione del maggioritario incompatibile con l’architettura della nostra Costituzione. Il nostro equilibrio dei poteri è regolato dal proporzionale. Se introduciamo il maggioritario dobbiamo intervenire sul quorum per l’elezione dei giudici della Corte e del Csm, sui quorum per l’elezione del presidente della Repubblica, anche sulla soglia necessaria per l’approvazione dei regolamenti delle Camere e sullo stesso articolo 138 per le modifiche costituzionali. Noi prevedevamo allora il referendum confermativo anche in presenza dei due terzi alla Camera e al Senato. La legge venne approvata dalla Camera poi saltò il banco e ci furono le elezioni. Teniamo presente che già nell’inverno del 1947 Antonio Giolitti, allora comunista, propose l’introduzione in Costituzione della legge elettorale proporzionale, essendo essa stessa il perno su cui la Costituzione era stata costruita. E ricordo anche che nel 1995 tutti i gruppi presentarono una legge per modificare la Costituzione. Gli ex democristiani e gli ex comunisti fecero un progetto più organico per modificare le quattro questioni prima richiamate. Ma oggi siamo al paradosso. Non si propone solo il maggioritario, ma un sistema che permette di vincere con la minoranza, cioè col 37 per cento. E di andare al ballottaggio anche se prendi meno. E per di più con la logica delle coalizioni i grandi partiti anche se prendono poco più del venti per cento assorbiranno i voto dei minori che non raggiungono il quattro e mezzo e col venti rischiano di salire al 53. Pazzie. Roba da accordo BR, Berlusconi-Renzi. Sì, il compromesso Bierre. Con doppia fucilazione. Dei partiti minori e delle opposizioni dei grandi partiti, con i listini bloccati. In Italia c’è il tripolarismo, non il bipolarismo. E allora ecco che Renzi e Berlusconi introducono per legge il bipolarismo. In realtà c’è un quarto polo, il più consistente, quello delle astensioni. Che viene oggi sondato al 32 per cento”.
Cerco di inserirmi a fatica. Passo al Formica profeta. Alla zingara Formica che legge il futuro. Osservo che parte del Pd potrebbe approvare l’introduzione delle preferenze, assieme a grillini, Sel e altri e gli chiedo se a quel punto Berlusconi potrebbe far saltare il banco. Mi risponde che a suo giudizio Berlusconi il banco lo farà saltare sul Senato.

“Aspetterà le europee, e se gli andranno bene, magari con la legge elettorale ancora aperta, chiederà le elezioni in autunno con il proporzionale”.
E Renzi? Gli chiedo una sua previsione. E lui mi assesta un altro graffio: “Renzi è un condannato a vincere. Se perde una sola mano viene lapidato. Può cadere sulla legge elettorale. Magari su un emendamento che riguarda il Senato. Che senso ha fare un legge elettorale per un’Istituzione che si vuole sopprimere? Poi perché eliminare la sua eleggibilità? Occorrerebbe invece un Senato delle garanzie e delle tutele democratiche, un consesso dove si eleggono i giudici costituzionali e del Csm, si vigila e si promuovono i trattati”.
E siamo alla crisi della democrazia come l’abbiamo vissuta in Italia. Siamo alla web democrazia. Siamo alla fine dei partiti. Al massacro dei piccoli e delle opposizioni nei partiti. Alla massima centralizzazione e personalizzazione della politica. All’estetica e alla oligarchia della politica. E Formìca mi lancia un ultimo graffio.

“Quei 120 collegi saranno un nuovo ente decisivo. Non più comunale, provinciale, regionale. I parlamentari dei centoventi collegi si riferiranno al loro collegio, non saranno più parlamentari dello Stato che è ormai in frantumi”.

Mauro Del Bue

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Commenti all'articolo
  1. Se i “giovani” che vanno tanto di moda avessero la metà dell’acume di Formica, potremmo stare tranquilli. Il PSI, anche se con pochi numeri, deve battersi per impedire un abominio simile.

  2. Direttore, come si può non concordare con un analista dello spessore di Formica.
    E’ la visione di un proporzionalista, convengo che il bipolarismo con questa legge elettorale è solo un paravento per altri e ben chiari obiettivi, basti riflettere che il 25% dei consensi potrebbe generare il 55% dei seggi e si hanno tutte le risposte. Ma io vorrei vivere in un paese bipolare, a Suo avviso l’Italia non lo sarà mai ?

  3. E’ una analisi convincente delle distorsioni inaccettabili presenti nelle proposte di riforma elettorale che serve alla coppia B:R: per imporre il bipartitismo e non il bi-polarismo come dicono. Perchè il nostro Partito non promuove una battaglia con tavolini e la raccolta di firme, per chiedere almeno che i cittadini possano scegliere “tra i candidati nel listino”.

  4. D’accordo sulle illogicità di un sistema costituzionale misto, con un fondamento strutturale proporzionale (Formica lo descrive molto bene) ed una legge elettorale maggioritaria. Giusto quindi adeguare – se il sistema andrà a regime – i diversi istituti di livello costituzionale alle mutate condizioni.
    Ma diciamoci la verità: abbiamo davvero motivi per rimpiangere il maggioritario, che per dirne solo una, ha garantito per decenni al Pci e derivati, l’opportunità di essere insieme partito di opposizione e di governo? Non è stata questa una delle più gravi anomalie della nostra storia patria, e una delle ragioni delle non eccelse fortune del PSI?

  5. Formica preveggente gia’ nel 2010 parlo’ dell’influenza perniciosa
    del premio di maggioranza sugli equilibri costituzionali.
    La sentenza della Corte costituzionale sulla legge elettorale ne ha confermato la piena giustezza quando ha scritto (sentenza 1 del 2014)
    “In altri termini, le disposizioni in esame non impongono il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista (o coalizione di liste) di maggioranza relativa dei voti; e ad essa assegnano automaticamente un numero anche molto elevato di seggi, tale da trasformare, in ipotesi, una formazione che ha conseguito una percentuale pur molto ridotta di suffragi in quella che raggiunge la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea. Risulta, pertanto, palese che in tal modo esse consentono una illimitata compressione della rappresentatività dell’assemblea parlamentare, incompatibile con i principi costituzionali in base ai quali le assemblee parlamentari sono sedi esclusive della «rappresentanza politica nazionale» (art. 67 Cost.), si fondano sull’espressione del voto e quindi della sovranità popolare, ed in virtù di ciò ad esse sono affidate funzioni fondamentali, dotate di «una caratterizzazione tipica ed infungibile» (sentenza n. 106 del 2002), fra le quali vi sono, accanto a quelle di indirizzo e controllo del governo, anche le delicate funzioni connesse alla stessa garanzia della Costituzione (art. 138 Cost.): ciò che peraltro distingue il Parlamento da altre assemblee rappresentative di enti territoriali.”

  6. Benissimo l’intervento che credo debba essere inteso anco come sollecito al nostro quotidiano on line a prendere una posizione e un’iniziativa tesa a sollecitare la segreteria ad organizzare una forte protesta.

  7. francamente è difficile dargli torto.
    Si cercano da oltre 20 anni riforme elettorali,istituzionali e costituzionali,ma se si riflette sulle parole di Formica l’insieme delle norme indicate dall’italicum” è antidemocratico ed è tutto da dimostrare se renderà il Parlamento e le Istituzioni più efficenti e più efficaci nel rispondere ai bisogni dei cittadini.

  8. Analisi perfetta e coerente con la costituzione il resto è tutto un maledetto imbroglio, come le varie repubbliche, la società civile, che poi nessuno vuole chiarire il significato del civile e dell’incivile, siamo alla farsa politica, un governo viene dichiarato decaduto senza il voto del parlamento, al Presidente della Repubblica viene prolungato il mandato, il Presidenzialismo impera tanto potere in mano ad una persona sola nel dopoguerra non si era mai visto in Italia, anche la stessa libertà prima o poi sarà messa in discussione.

  9. Il primo partito è il partito dell’astensione e il PSI gli dovrebbe dare visibilità cominciando con il raccogliere firme per un ritorno alla legge elettorale nata nel 1947 e il partito si deve impegnare nella difesa della Costituzione.
    Condivido pienamente l’articolo.

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