martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ma Letta e Alfano non sono una coppia di fatto?
Pubblicato il 04-01-2014


Non siamo sciocchi. La zeppa della coppie di fatto è stata messa apposta per indebolire l’unica coppia di fatto politicamente esistente e cioè quella tra Letta e Alfano. Dell’argomento non si parla da anni, dal tempo dei cosiddetti Dico, targati Pollastrini-Bindi. E improvvisamente l’esigenza di una legge salta fuori adesso nel dibattito sul programma di governo. Bisogna anche aggiungere, e lo diciamo noi che dell’argomento, e anche del tema del superamento della Bossi-Fini, abbiamo sempre parlato, che ormai in Italia perfino il papa è diventato più aperto dei monsignori Giovanardi, Formigoni, Quagliariello, e purtroppo anche del nostro ex Sacconi, convertitosi all’integralismo più cupo. “Chi sono io per giudicare?” è l’interrogativo pronunciato da Bergoglio nell’imprevista conferenza stampa aerea, e ormai anche dalla Santa Sede sono arrivati messaggi di disponibilità a sancire diritti e doveri della coppie non sposate, in particolare di quelle omosessuali.

In Europa siamo ormai rimasti i soli a esserne privi. In Inghilterra il conservatore Cameron ha voluto l’approvazione della legge che ammette addirittura i matrimoni gay e la possibilità di adozione. In Spagna Zapatero ha legato al suo governo eguale legge, in Francia Hollande ha voluto segnare il suo avvento al potere con l’approvazione di una legge sui matrimoni gay. In Germania, con la Merkel al governo, è vigente una legge sulle unioni civili, che grosso modo si vorrebbe importare in Italia. Perché tutto quello che si fa oltre le nostre Alpi non si può fare da noi? Una volta si supponeva che esistessero veti provenienti da Oltre Tevere. Dubito che adesso sia ancora così. La questione è oggi diventata eminentemente politica. Tanto è vero che una parte di Forza Italia, con Galan in testa, ma anche la Carfagna, Brunetta e altri, si dicono disponibili a votare una legge sul tipo di quella tedesca. E allora?

Allora si tratta di comprendere bene la natura del Nuovo centro destra e la sua ambizione politica. A me spiace per Fabrizio Cicchitto, ma l’identità del partito di Alfano è quella post democristiana e la sua ambizione politica è quella di unificare le vecchie anime della vecchia Dc, a partire da Casini, occhieggiando a settori dell’ex Margherita, per fare in Italia una sorta di Partito popolare. La sfida con Forza Italia avverrà anche su questo terreno, essendo il partito di Berlusconi popolato anche da laici e liberali. Vi è solo un particolare da non dimenticare. E cioè che la Dc non aprì una crisi di governo quando i socialisti e i laici, che facevano parte della coalizione di maggioranza, votarono con i comunisti e i liberali a favore delle leggi sul divorzio e l’aborto. Non figuravano nei patti di governo, e questo lo ricordi Renzi, ma non provocarono la fine dell’alleanza, e questo lo ricordi Alfano.

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Commenti all'articolo
  1. Credo che in attesa della nuova legge elettorale ogni componente politica in questo momento cerca di occupare spazi vuoti e nuove alleanze e noi socialisti perchè non guardare senza pregiudizi oltre la siepe verso il movimento cinque stelle che raccoglie il consenso delle nuove generazioni che cercano di liberarsi delle catene della vecchia politica e burocrazia???.

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