sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Mastrapasqua, la logica del manager padre-padrone
Pubblicato il 28-01-2014


manager-padroneSpero tanto che questa volta non ci sia nessuno che affronta il problema di Mastrapasqua con il classico “ma chi lo avrebbe mai immaginato”. L’Avanti della domenica non è una testata di quelle che ogni mattina si va a sfogliare per le tante rassegne stampa. Quindi, non fa opinione. Vale, tuttavia, la pena di ricordare che, proprio su questa testata e prima ancora che diventassero formalmente legge dello Stato, uscì la denuncia del fatto che i provvedimenti della Fornero avrebbero creato 300mila esodati.

Successivamente e a più riprese, sempre lo stesso giornale chiese le dimissioni di Mastrapasqua, che nel frattempo si era visto aumentare ulteriormente dalla ministro Fornero i poteri di padre-padrone dell’Inps. Denunciavamo come gestiva la questione degli invalidi, andando a caccia dell’invalido non in regola, da sbattere come mostro in prima pagina, per far dimenticare il fatto che milioni di invalidi veri venivano progressivamente abbandonati a se stessi.

Si chiedeva a gran voce “come potesse un uomo, anche nell’epoca dei superman, assolvere decentemente ventiquattro incarichi”. Infine, rilanciammo il discorso delle dimissioni quando, assieme a Grilli, affrontò il problema serio dell’unificazione dei bilanci Inps, Inpdap, dando l’impressione di non volere affrontare il problema reale, ma semplicemente depistare l’attenzione dell’opinione pubblica pensando che lettere e dichiarazioni fossero sufficienti.

Ora, dovrebbe essere conclusa la fase dei furbetti che, di fronte al potente in disgrazia, cercano con ogni mezzo di nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Non ci sfugge che Mastrapasqua è stato e, per certi versi, rimane un uomo potentissimo, considerato che, anche quando ha magari applicato la legge, non ha lesinato favori a politici, giornalisti ed esperti.

Le consulenze, le case, le attività di promozione dell’immagine pubblica non sono di per sé risolutive per chi ne beneficia, ma aiutano a vivere, soprattutto quando quello che se ne ricava si va ad aggiungere a redditi che non sono affatto da disperati.

Il Presidente del Consiglio ha chiesto di essere informato dettagliatamente della situazione, il che, a nostro giudizio, è del tutto comprensibile. Non riteniamo affatto che un problema enorme come quello che si è aperto e che riguarda la governance del maggiore ente previdenziale italiano, ma non solo, si possa risolvere dalla sera alla mattina semplicemente in base al principio del facciamo vedere agli italiani che la situazione è finalmente cambiata.

Non si tratta soltanto di rimuovere una persona che dimostra di non essere pari al ruolo assegnatogli, ma di creare le condizioni affinché sia sconfitta la logica del manager padre-padrone e si affermi una governance capace di ridare all’Inps il ruolo e il prestigio che è andato perduto.

È compito, quindi, di Letta non solo liberare il campo da chi ha danneggiato gravemente l’Inps e tutti i cittadini italiani, ma anche di assicurare una direzione dell’ente che sia formata da persone capaci e consapevoli, che sul problema della previdenza si giocherà nel prossimo futuro una parte del destino del nostro Paese.

Silvano Miniati
Network sinistra riformista

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