giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Maurizio Pollini in recital illumina l’Auditorium
Pubblicato il 23-01-2014


Pollini-Recital-AuditoriumUna splendida serata quella di ieri all’Auditorium Parco della Musica dove lo straordinario Maestro Maurizio Pollini si è esibito in un recital musicale che ha letteralmente incantato l’intera sala. Maurizio Pollini è forse uno dei migliori pianisti nel panorama italiano e mondiale. Già vincitore di vari concorsi internazionali, consegue nel 1960, a soli 18 anni, l’ambitissimo primo posto del prestigioso Concorso Chopin di Varsavia, vittoria che lo consacrerà come concertista di alto livello. Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Schubert, Chopin, Beethoven e Schoenberg.

Pollini è particolarmente noto per la sua tecnica raffinata e l’indiscussa padronanza dello strumento. Nell’arco della sua carriera, ha concentrato l’attenzione sulla limpidezza e la perfezione del suono e ha effettuato una profonda ricerca sui dettagli interpretativi, anche minimi, dei compositori che hanno fanno parte del suo repertorio. Non sono mancate alcune critiche, come l’utilizzo di una certa freddezza nell’interpretazione, imputabile forse al puntiglioso lavoro sulla tecnica musicale, ciò non di meno le esecuzioni degli anni più recenti hanno mostrato una sempre più convincente forza espressiva. Rimane una performance davvero notevole quella dell’Auditorium considerando anche l’età più che matura del maestro (72 anni). Impegnativo anche il repertorio eseguito: il Preludio op. 45, Ballata n. 2 op. 38, Ballata n. 3 op. 47, Sonata n. 2 op. 35 di Chopin e i Preludi, Libro I° di Debussy.

Nonostante ciò Pollini ha saputo inspirare il pubblico in una serata che alterna melodie che ci riportano alla malinconia e allo struggimento di Chopin per la sua patria oppressa la cui aspirazione, sofferenza e desidero di libertà possiamo ricondurre alle note delle Ballate e all’esemplare drammatica solennità della Sonata n. 2 op. 35. La seconda parte del concerto è dedicato a Claude-Achille Debussy, poeta del pianoforte, i cui Preludi del I° Libro ci hanno saputo illustrare la particolare tonalità melodica tipica dell’impressionismo musicale con piccole immagini balenanti in continuo mutamento ma indipendenti tra loro grazie al sostegno di un linguaggio armonico di struttura. Il tutto reso ancor più emozionante dal trasporto del Maestro Pollini per un concerto in memoria della recente scomparsa del grande collega e amico direttore d’orchestra Claudio Abbado. Sarebbe stato certamente indecoroso rischiare di perdere un evento di tale portata a causa di mancanza di fondi appropriati. Proprio in virtù di ciò è fondamentale interrompere i continui tagli alla cultura, il cui unico effetto è quello di allontanare le nuove generazioni da manifestazioni artistico – culturali.

Alessandro Munelli

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