domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Notizie in breve
Pubblicato il 09-01-2014


Barcellona Pozzo di Gotto. “La strana alleanza ‘nero-rossa’

Sulla situazione politica e amministrativa di Barcellona P.G. interviene il Psi. Secondo l’ing. Amedeo Gitto, responsabile di zona dei socialisti “l’attuale Giunta guidata da Maria Teresa Collica, in quest’anno e mezzo dal suo insediamento, ha dovuto fronteggiare le gravi emergenze economiche e sociali, prodotte in dieci anni di sindacature di un centrodestra, in cui egemone era il ruolo, in termini di potere, dell’ex Alleanza Nazionale. Bene farebbero – prosegue l’esponente socialista – i Fratelli d’Italia, al tempo organici in AN e nel centrodestra, a chiedere conto a quegli amministratori dell’attuale situazione, in primo luogo ai tagli di bilancio, che sono conseguenza dello sforamento del Patto di Stabilità delle Giunte-Nania, che hanno prodotto disoccupazione, servizi pessimi e costosi, blocco delle Opere Pubbliche, disorganizzazione urbanistica. Così come – continua Gitto – non si comprende la coincidenza di posizioni tra i Fratelli d’Italia e il Pd barcellonese, una ‘strana’ alleanza che un tempo, quando esistevano ideologie, valori e idee nella politica nazionale, si sarebbe definita ‘nero-rossa’ e, oggi, appare caratterizzata da un colore grigio”. Per il Psi di Barcellona P.G. “appare incomprensibile la polemica del Partito democratico locale, considerato che il sindaco e le forze della coalizione a sostegno, avevano promosso una nuova fase di confronto politico e programmatico, a partire proprio dal Pd.  Per questo – conclude Gitto – i socialisti ritengono necessario un immediato incontro tra il sindaco, il Pd e le forze politiche della coalizione di centrosinistra, per rafforzare l’azione amministrativa della Giunta, alternativa alle vecchie logiche di potere e per il cambiamento, allo scopo di dare risposte alle domande collettive ed ai bisogni individuali dei cittadini: lavoro, sviluppo economico, riorganizzazione urbana e dei servizi, cultura (teatro in primo luogo)”.

Vicenza. Un ‘tavolo’ di lavoro per la scuola

La scuola statale pubblica appare ormai nel caos: impacciati tentativi del Ministero di aprire una linea di comunicazione con la società attraverso una fantomatica “costituente”; arretrati e precari non pagati ormai da mesi; disponibilità economiche comunicate alle segreterie degli Istituti scolastici e poi annullate; scatti di anzianità concessi ai docenti (finanziandoli con il Fondo d’Istituto, ossia dagli stipendi di tutto il personale scolastico) e poi ritirati; graduatorie permanentemente traballanti; diverse e variegate forme di reclutamento del personale docente; corsi abilitanti che portano soldi nelle casse delle università attingendo direttamente alle tasche dei giovani (e non più giovani…) insegnanti condannati altrimenti ad una perenne precarietà; personale ATA ridotto e di fatto costretto a lavorare gratis.

Il PSI della provincia di Vicenza denuncia con forza una situazione a cui docenti e personale ATA cercano stoicamente di fare fronte.

Il PSI lancia inoltre un appello alle forze politiche del vicentino affinché si costituisca al più presto un tavolo di lavoro, aperto anche alle forze sindacali ed alle associazioni, con l’intento di progettare azioni ed interventi da indicare a livello nazionale ed attuare a livello locale.

Chi ha a cuore la scuola statale pubblica non può assistere inerme alla distruzione dell’unico valido strumento in grado di garantire a tutti i cittadini gli strumenti per agire efficacemente nella società.

Luca Fantò
Segr. Prov. PSI Vicenza

 

FAMIGLIA: DI LELLO:  DIMOSTRIAMO ALL’EUROPA DI ESSERE UN PAESE CIVILE

ROMA, 7 GEN – “C’e’ un giudice a Strasburgo e’ il caso di dire!”
Così Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, commenta la sentenza giunta oggi da Strasburgo.
“Risale a fine marzo  la proposta di legge firmata dal sottoscritto e da tutti i gruppi di maggioranza e depositata alla Camera per la modifica del codice civile in materia del cognome dei coniugi e dei figli. Oggi arriva la condanna per l’Italia dalla corte eurpea dei diritti dell’uomo per aver violato il diritto di scelta del cognome del figlio ad una coppia di coniugi. I diritti civili si misurano anche nella libertà di scelta del cognome da dare al proprio figlio. Il testo è già pronto in Parlamento ed essendo stato già condiviso in fase di sottoscrizione basta davvero poco per la sua approvazione. Facciamolo subito e, per una volta, dimostriamo all’Europa – conclude Di Lello – di essere un Paese civile”.

FAMIGLIA, LOCATELLI: ANCORA UNA VOLTA IN RITARDO SUI DIRITTI CIVILI

ROMA, 7 GEN – “Ancora una volta c’è voluto un intervento esterno, in questo caso la sentenza della Corte europea che ha condannato l’Italia per il fatto che nel nostro paese i coniugi non hanno la possibilità di dare ai propri figli e alle proprie figlie solo il cognome della madre, per segnalare i nostri ritardi per quanto riguarda i diritti civili”. Lo afferma Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e deputata del Psi.

“Ora è necessario adeguare al più presto la legge italiana facendo in modo che sancisca una vera parità tra il padre e la madre nella scelta del cognome da dare al proprio figlio e alla propria figlia. E’ uno di quegli interventi a costo zero che ci metterebbero al passo con l’Europa e, pur non rientrando nel programma di governo, lancerebbero un segnale di vero cambiamento. Così come l’esame e l’approvazione di quelle proposte presentate in Parlamento, dai diritti delle coppie di fatto, alla legge sul testamento biologico, che ancora devono essere calendarizzate. Per non parlare poi  -ha concluso la deputata socialista – delle legge contro l’omofobia, approvata dalla Camera e ancora ferma al Senato, sulla quale siamo in ritardo di oltre vent’anni”. 

FAMIGLIA. NENCINI, DECISIONE CORTE CI AVVICINA ALL’EUROPA

ROMA, 7 GEN – “Non solo non ho nessuna obiezione, ma è una di quelle norme che abbiamo chiesto di modificare già dal 2001, con l’uscita della Carta dei diritti fondamentali della Ue di Nizza”. Ha risposto così Riccardo Nencini, senatore e segretario del Psi, a chi gli chiedeva un commento sulla decisione della Corte di Strasburgo che ha accolto a maggioranza la richiesta di una coppia di Milano contro il rifiuto delle autorità italiane di consentire l’attribuzione alla figlia del nome della madre. “Sono d’accordo, è giusto attribuire ai figli il cognome della madre purchè lo decidano i genitori o affiancarlo a quello del padre. E’  una decisione che ci avvicina all’Europa. In molti Paesi è già legge da un pezzo”- conclude Nencini.

ITALIA AL 34° POSTO PER L’OFFERTA TURISTICA

“L’offerta turistica italiana è al 34° posto nel mondo. Prima di noi la Thailandia. Scopriamo anche che non è l’immagine nazionale a trainare il made in Italy, così come era successo fino a pochi anni fa, ma il contrario: come dire il parmigiano reggiano (con il dovuto rispetto) fa da traino al Colosseo”. Così l’esponente del PSI Mario Michele Pascale commenta la classifica dell’IEA, Istituto Europa Asia, stilata dopo un’indagine transanzionale tesa a misurare l’appeal dei singoli paesi. “Il calo della qualità dei servizi, il deterioramento del nostro patrimonio archeologico ed artistico, l’affievolirisi delle capacità imprenditoriali e l’incapacità, da parte della politica, delle istituzioni culturali e degli operatori turistici, di esprimere linee guida coerenti per lo sviluppo ed il sostegno del settore, sono i veri responsabili di questa debàcle“.
“Non bastano da sole” chiosa il Pascale “le nostre splendide antichità. Esse, senza una politica di valorizzazione e di accoglienza, senza il rilancio dell’intero comparto culturale e turistico, potranno mantenere inalterato il loro valore storico documentario, ma non saranno in grado di garantire gli attuali livelli occupazionali. Ci sono in ballo “conclude l’esponente socialista “migliaia e migliaia di posti di lavoro, che vanno conservati e semmai aumentati. Occorre quindi un rinnovato impegno ed un chiaro indirizzo a livello di politiche culturali e turistiche in grado di rilanciare l’immagine dell’Italia e la nostra offerta nel mondo.”

MILANO. BISCARDINI, BENE SINDACO SU MOSCHEA, MA ADESSO FARE IN FRETTA

Dichiarazione di Roberto Biscardini, presidente della Commissione urbanistica, socialista: “Le parole del Sindaco sono confortanti. Pensare che Milano non possa avere una moschea degna dell’importanza che la nostra città riveste in tutto il mondo è anacronistico. Non esiste capitale al mondo che non sia garante della libertà di religione e del diritto, anche per i musulmani, di avere luoghi di culto. Ma adesso bisogna fare in fretta, non perdendo l’obiettivo di realizzare la mosche per l’Expo del 2015. I problemi urbanistici sono tutti risolvibili e le modalità di intervento si trovano. Bisogna riconoscere alla comunità musulmana milanese di essere gli unici interlocutori per concordare con la giunta tempi e modi per realizzarla senza ulteriori perdite di tempo. Guai se Milano dovesse arrivare seconda rispetto ad altre città lombarde.”

DAL PSI DL PER ESTENDERE VOTO A SEDICENNI

ROMA, 3 GEN – “Il senatore e segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha presentato oggi la proposta di legge del Psi che prevede l’estensione dell’elettorato attivo nelle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali per i giovani che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Nencini ha presentato il pdl socialista a Orta di Atella, la città dell’agro aversano in provincia di Caserta indicata come la più ‘giovane’ d’Italia, con l’età media più bassa. “L’obiettivo – ha detto Nencini in conferenza stampa – è quello di allargare la platea della partecipazione, chiedere a un giovane che oggi ha maggiori possibilità di essere informato rispetto a trent’anni fa di partecipare attivamente alla vita politica, impegnare una nuova generazione nella scelta del futuro dell’Italia, cambiare radicalmente consuetudini grazie a un mondo con sensibilità diverse. Rinnovare la platea della partecipazione alla vita democratica del Paese. Un ceffone a demagoghi e populisti!”- ha aggiunto Nencini. “Si opporranno in molti” – osserva il segretario del Psi. “Come fecero quando si passo’ al suffragio universale maschile nel 1919, come fecero con il diritto di voto alle donne nel 1946. In Austria, nei comuni di mezza Europa, in alcune regioni tedesche, questa norma e’ legge da un pezzo. É una battaglia giusta”- conclude il senatore socialista. Con Nencini c’erano il presidente dei deputati socialisti, Marco Di Lello e il capogruppo PSE alla Regione Campania, Gennaro Oliviero, che aggiunge: “Le Istituzioni Pubbliche attraversano un drammatico momento di crisi, determinando una disaffezione totale verso la politica”- ha affermato Oliviero. “Si è detto che l’astensionismo è il partito che negli ultimi anni ha raccolto maggiore consenso: non è altro che la conseguenza di un sistema partitico divenuto asfittico, di un sistema di candidati autonominati, che coinvolge sempre meno territori sulle decisioni della vita pubblica. Una società che chiede ai giovani di partecipare alla vita pubblica del Paese è una società che investire nel futuro”- conclude Oliviero.

EQUITALIA:  DI LELLO (PSI). RATEIZZARE SANATORIA A CARTELLE

ROMA, 3 DIC – “Presenteremo un emendamento al primo decreto utile affinché la sanatoria introdotta dalla Legge di Stabilità al pagamento delle cartelle di Equitalia venga modificata prevedendo una dilazione fino a 24 mesi del pagamento, per consentire al maggior numero possibile di cittadini la chiusura della loro posizione”.
É quanto afferma  Marco di Lello, presidente dei deputati socialisti, sul “mini condono” previsto per le cartelle di pagamento.
“La sanatoria approvata prevede – prosegue –  il versamento in unica soluzione del debito entro il 28 febbraio prossimo, immaginando una liquidità nelle tasche dei cittadini italiani ben lontana dalla realtà dei fatti a cui ha fatto riferimento anche il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno, citando la lettera  di un uomo disperato chiamato a scegliere tra pagare le tasse e comprare il necessario ai propri figli. Un fisco più’ equo – conclude Di Lello – è sinonimo di giustizia e libera risorse da spendere per i cittadini senza creare ammanchi all’erario”.

PSI: decreto salva-Roma, regole da cambiare

Il senatore Enrico Buemi in merito alle dichiarazioni del sottosegretario Legnini a Radio1 e poi dell presidente del consiglio Letta in conferenza stampa, rende noto che «nella vicenda che ha portato al ritiro del decreto salva-Roma, il Capo dello Stato, in coerenza con i precedenti moniti, ha di nuovo posto la classe politica dinanzi a responsabilità sin qui disattese. Soltanto il Gruppo socialista del Senato si è per tempo posto il problema di un intervento sulle procedure di approvazione dei decreti legge, presentando in Senato già da alcuni mesi la proposta di modifica del Regolamento n. 19, che non a caso si intitola alle “esigenze di governabilità del Paese”. In essa è previsto un rafforzamento del vaglio di ammissibilità degli emendamenti ai decreti legge, visto che con gli strumenti attuali ben poco potevano fare le Presidenze.

L’iniziativa politica deve cogliere, nel monito del presidente Napolitano, il punto di equilibrio tra governabilità e libera iniziativa dei parlamentari, soprattutto quando si fanno tramite di esigenze che provengono anche da pubbliche amministrazioni riconducibili all’Esecutivo. Non si creda di eludere il problema posto dal Quirinale spezzando la penna dei parlamentari, i quali scaricano sui decreti legge la pulsione emendativa, che è bloccata nella trattazione dei disegni di legge ordinari. I due piani devono procedere parallelamente: da un lato, rimuovendo gli ostacoli alla normale procedura legislativa di iniziativa dei parlamentari; dall’altro lato, garantendo il Governo – ed il Capo dello Stato – nel loro diritto di vedere salvaguardata l’omogeneità dei decreti legge anche a valle del procedimento di conversione.

Il Partito socialista italiano – che nella persona del suo Segretario nazionale ha pubblicamente sollecitato il Presidente del Senato a fissare una sessione di lavori di trattazione dei testi parlamentari sui diritti civili – ha ben chiari questi obiettivi, ambedue fondamentali. Ecco perché ha le carte in regola per richiedere al presidente Letta di tener conto della proposta n. 19, quando il Governo auspica una modifica delle procedure legislative entro il 2014. Se anche il pd di Renzi coglie l’opportunità offerta dalle parole del Capo dello Stato, farà fare un salto di qualità anche alle prospettive di riuscita di questa maggioranza, nel corrispondere alle esigenze del Paese».

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