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Opinioni e commenti
 

“Operazione Quercia” mette in scena l’uomo Mussolini
Pubblicato il 22-01-2014


Mussolini-Campo Imperatore“Il male fatto dagli uomini sopravvive a loro, il bene viene seppellito con le loro ossa”, questo il filo conduttore shakesperiano della pièce teatrale “Operazione Quercia – Mussolini a Campo Imperatore”, andato in scena, ieri, al teatro Ghione di Roma. La tournèe continua il 23 gennaio a L’Aquila e il 25 e 26 gennaio al teatro Marruccino di Chieti.

Lo spettacolo, che mette in scena l’angoscia dell'”Uomo della Provvidenza” durante la prigionia tra le alture del Gran Sasso, è stato presentato in anteprima proprio nello storico albergo che fu teatro della liberazione del Duce ad opera dei tedeschi. Prodotto dalla Fondazione Cantiere Abruzzo – Italia, la pièce è stata scritta e diretta da Pier Francesco Pingitore, autore teatrale che rivendica il ruolo primario della memoria storica, tassello essenziale affinché gli errori commessi non siano mai ripetuti.

Nell’esilio forzato a Campo Imperatore, il Duce, interpretato dall’attore Luca Biagini, torna uomo tra gli uomini, in custodia nelle mani di pochi “personaggi umani”. In quella condizione emerge un miscuglio di meschinità e umiltà, sentimenti che prendono corpo nella paura che attanaglia Mussolini. Dalla paura degli alleati, all’amore proibito per Clara, fino al pensiero della morte che dovrà arrivare, forse non così imminente o persino non così facile da ottenere.

Perché la Morte (Barbara Lo Gaglio) concede tempo per completare i percorsi di vita individuali. Il “signor Mussolini” rimane comunque il Duce, adulato dalla cameriera (Valentina Olla), dal “buon pastore” (Federico Perrotta) e dai soldati chiamati a sorvegliarlo (Mauro Mandolini e Marco Simeoli) che, nell’Italia del ’43 completamente allo sbando, non sanno più a che ordini rispondere.

Radio Londra, sottofondo dei pomeriggi silenziosi e cupi di Mussolini, accompagna il flusso della sua coscienza, in un’introspezione psicologica ascrivibile a qualsiasi uomo.

Di sicuro, non basta il dolore a cancellare gli errori di un uomo, chiunque esso sia.

Silvia Anela

 

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