giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni INPDAP arrivano le trattenute
Pubblicato il 14-01-2014


L’Inps ha dato il via ai recuperi degli indebiti percepiti negli scorsi anni. I controllati sono i pensionati dell’ex Inpdap, oggi confluito all’Inps. L’istituto di previdenza, in particolare, ha in precedenza comunicato di aver completato le operazioni di verifica delle situazioni reddituali dei pensionati dell’anno 2011 i soliti accertamenti Red). A conclusione di queste operazioni, ha provveduto poi a inviare una lettera ai soggetti interessati chiedendo a chi ha percepito più di quanto gli spettasse la restituzione dell’indebito a partite dalla rata di pensione in pagamento a febbraio 2014, in misura – come prescrive al riguardo la normativa vigente – di un quinto dello stesso trattamento pensionistico e nel massimo di 60 rate.
La verifica ha riguardato il diritto alle pensioni ai superstiti e alla somma aggiuntiva (la c.d. quattordicesima) erogati nel corso dell’anno 2012. L’Istituto di previdenza, come accennato, ha proceduto alla verifica nei riguardi dei pensionati titolari di prestazioni collegate al reddito della gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap) valutando le situazioni reddituali attraverso l’acquisizione diretta, dall’amministrazione finanziaria, dei cosiddetti redditi influenti. L’accertamento in questione ha interessato il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2012. Nel caso in cui è risultato corrisposto un importo superiore a quello che sarebbe spettato a titolo di assegno ai superstiti, il debito complessivo è stato posto in recupero a partire dalla rata di pensione relativa a febbraio 2014.
Similmente nell’ipotesi in cui la somma aggiuntiva pagata è risultata d’importo superiore a quella che competeva. I pensionati che sono stati invitati a dover restituire gli indebiti hanno ricevuto un’apposita lettera con la comunicazione dell’importo del debito e le relative modalità di recupero delle somme erogate e non spettanti. La trattenuta operata dall’Inps sarà, come detto, pari ad un quinto dell’importo complessivo della prestazione pensionistica, comprensiva anche dell’indennità integrativa speciale se corrisposta come emolumento a sé stante, al netto delle ritenute Irpef; la restituzione avverrà in massimo 60 rate. Nei casi in cui la rateizzazione massima non sia sufficiente a estinguere tutto il debito rilevato, la somma residua sarà recuperata, sempre nei limiti di legge, sulla pensione diretta.
Qualora dovesse emergere un’ulteriore esposizione debitoria, la sede Inps competente convocherà il pensionato per concordare le modalità di restituzione di quanto non recuperato con le trattenute sulle pensioni. Il pensionato, entro 30 giorni dalla ricezione della lettera-comunicazione, può recarsi presso la gli uffici territoriali dell’Ente assicuratore che ha in carico la gestione della relativa pensione per presentare eventuale documentazione che ritenga utile al chiarimento della propria posizione accertata dall’istituto di previdenza.

Carlo Pareto

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