domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Politica Agricola Comune, al via il piano “Europa 2020”
Pubblicato il 27-01-2014


VIAGGI-flashpackerIn seguito alla definizione del Quadro Finanziario Pluriennale da parte del Consiglio dell’UE e dopo l’approvazione del Consiglio Agricoltura, in data 20 dicembre 2013, prende finalmente il via la nuova politica comunitaria in ambito agricolo.

Ribattezzata ‘’Europa 2020’’, la Pac 2014-2020 è il frutto di un lungo processo decisionale durato ben quattro anni e caratterizzato, per la prima volta nella storia dell’Ue, dalla procedura di co-decisione tra Consiglio e Parlamento europeo, insieme all’assistenza della Commissione.

Instituita con il Trattato di Roma (1957), la Politica agricola comune (Pac) si è posta sin dall’inizio due fondamentali obbiettivi: cercare di ottimizzare la capacità produttive della aziende agricole, il primo e mantenere una soglia minima di prezzo per salvaguardare i prodotti e gli agricoltori diretti, il secondo.

Erede di quella prima bozza la nuova Pac, la quinta riforma in 20 anni, è composta da un’architettura organizzata su due pilastri, due fondi e quattro regolamenti. Il primo pilastro tende a promuove la competitività delle imprese agricole e lo sviluppo rurale tramite misure programmate a livello territoriale. Il secondo pilastro computa un regime di pagamenti diretti agli agricoltori e gli interventi di mercato, che riguardano la stabilizzazione dei redditi degli agricoltori tramite la gestione dei mercati agricoli. Per il periodo 2014 – 2020, il finanziamento sarà assicurato da due distinti fondi: il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) ed il Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga). Infine il tutto sarà coadiuvato dai quattro importanti regolamenti: Pagamenti diretti, Sviluppo rurale, Organizzazione comune di mercato unico e Regolamento orizzontale sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Pac.

Ma, la lunga gestazione della Politica agricola comune non si esaurisce con l’approvazione formale da parte dell’Europa. Difatti si apre ora la fase applicativa che inciderà non poco sul disegno definitivo della riforma e, rispetto alla quale, è fondamentale mettere in atto una costante azione di vigilanza. Questo è il monito lanciato dal presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, nel mezzo della presentazione del report annuale sulle attività svolte dalla Comagri. Saranno quindi gli stessi Paesi membri a dover applicare in modo appropriato ed oculato le normative europee al fine del buon esito delle politiche comunitarie.

Consapevole delle potenzialità della Pac nell’agricoltura italiana è l’On. Oreste Pastorelli (PSI), membro della VIII Commissione della Camera (Ambiente, territorio e lavori pubblici). Da sempre profondamente impegnato nel valorizzazione del settore agricolo, l’On. Pastorelli si è augurato che “la nuova riforma europea possa portare aiuto e giovamento al comparto agroalimentare nostro Paese”. Secondo il deputato socialista, infatti, “è fondamentale iniziare a predisporre un piano di lavoro propositivo teso a ridare una forte competitività sia economica che lavorativa di modello italiano e socialista”.

 Alessandro Munelli

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