martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Pupi Avati chiarisce con l’Avanti
Pubblicato il 20-01-2014


Mi aveva chiamato Ugo Intini la mattina per raccontarmi l’episodio trattato nella quinta puntata di “Un matrimonio” di Pupi Avati, e naturalmente per lamentarsi di come era stato trattato il rapporto del Psi col caso Moro. Appariva che il giovane Taddeo, ex comunista, e già giornalista dell’Unità, poi distaccatosi dal Pci dopo la tragedia ungherese, durante il caso Moro fosse stato richiamato da un dirigente socialista perché favorevole alla linea della trattativa. Come se il Psi, distorcendo la realtà, fosse stato sulla linea della fermezza.

Pupi Avati ha voluto rilasciarmi una dichiarazione per chiarire il senso di quella vicenda. “Il giovane Taddeo ha voluto assumere, attraverso un articolo sul caso Moro, “ha rilevato il regista bolognese, “una linea apprezzata dal direttore dell’Avanti e sostenuta, all’epoca la condivisi, dal Psi, favorevole a un’iniziativa umanitaria per tentare di salvare la vita di Moro. Io, da cattolico, ero assolutamente favorevole alla posizione di Craxi, che contestava quella della Dc e del Pci. Chi, nella fiction televisiva, si reca all’Avanti per indurre Taddeo a cambiare idea è un amico ex redattore dell’Unità e nel frattempo divenuto parlamentare. È lui, e non un dirigente socialista, che chiede una sorta di ritrattazione che Taddeo orgogliosamente rifiuta. Mi spiace per questo fraintendimento, anche perché non solo ho apprezzato la posizione del PSI sulla vicenda Moro, ma sono molto grato alla storia e alla funzione politica dell’Avanti”.

Non posso che prenderne atto con vivo piacere. Certo l’idea che sia stato un giovane giornalista ex comunista e non il segretario del Psi a lanciare la linea contraria alla fermezza è piuttosto discutibile. Resta il fato che si tratta di un racconto con le licenze del caso. Abbiamo sempre apprezzato Pupi Avati per la poesia dei suoi film che hanno sempre saputo conciliare il loro sviluppo col contesto storico, generalmente degli anni quaranta e cinquanta, che li ha accompagnati. Apprezziamo oggi la volontà di precisare immediatamente il senso del suo racconto. E anche la sua personale posizione che fu all’epoca in linea con quella dei socialisti. Possiamo attribuirci il merito di averla fatta emergere?

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Commenti all'articolo
  1. Complimenti Direttore
    Come sempre, profondo nell’analisi ed efficace nella sintesi.
    Resta incontestabile il fatto che la posizione Socialista afferente al caso Moro è sancita indelebilmente in quel contesto storico. Nessuno la può modificare.

  2. Perché siamo sempre, ancora dopo venti anni, vittime di sbagli , travisazioni, false o superficiali letture del passato, ecc. Nel caso dell’ Avanti! poi anche lo sputtanamento del caso Lavitola e via dicendo. Poi arrivano le smentite (alcune) e le precisazioni, che non arrivano poi a tutti. Onore all’ Avanti! e al Psi anche o soprattutto (sono cattolico anche io) sul caso Moro!

  3. L’articolo mi ha suggerito la seguente considerazione: Ieri, sul caso Moro, si trovarono d’accordo il PCI e la DC, oggi, sul sistema elettorale, si trovano d’accordo Renzi e Berlusconi. Gli argomenti sono diversi, ma, io, il nesso lo vedo: devono restare solo loro.

  4. Uno può anche non essere storico e avere un po’ di memoria perchè i temi non sono così lpontani e se non ci fosse questa basterebbe rileggere gli altri giornali dell’epoca in particolare l’Unità od altri per rendersi conto di quale era il pensiero dominante rispeto alle posizioni del PD. Il chiarimento fatto così a voce, dopo che un nutrito pubblico ha visto il film, non è sufficiente a mondare una distrazione o un peccato troppo pesante.

  5. Ho comesso un errore nello scrivere quando dico: ……….per rendersi conto quale era il pensiero dominante rispetto alle posizioni del (PD) volevo dire rispetto alle posizioni del PSI.

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