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Opinioni e commenti
 

Rc auto. I carrozzieri protestano, gli automobilisti pagano
Pubblicato il 17-01-2014


RC-auto-carrozzieriMesso da parte lo scarso stupore nel venire a conoscenza che le polizze Rca (responsabilità civile autoveicoli) italiane costano in media 231 euro in più rispetto agli altri Paesi europei, continua il confronto/scontro tra governo e carrozzieri. A provocare lo scontento dei rappresentanti di categoria è l’articolo 8 del decreto 145 (il cosiddetto “Destinazione Italia”, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre, ndr), in particolare la norma sul «risarcimento in forma specifica», ossia sulla facoltà della compagnia assicuratrice di offrire al danneggiato, al posto del denaro, la riparazione del veicolo al costo stabilito dall’officina convenzionata con l’impresa. Qualora l’assicurato dovesse rifiutarsi, la somma di denaro che gli spetta non potrà essere superiore alla stima fatta per la sua riparazione dalla medesima officina convenzionata. In poche parole, l’utente non avrà più la libertà di rivolgersi all’officina di fiducia e, contestualmente, per le piccole imprese artigiane di carrozzerie indipendenti – ossia non convenzionate con le compagnie – aumenta il rischio di non sopravvivere. Il deputato socialista Marco Di Lello è intervenuto sulla vicenda, facendo riferimento alla concertazione, «una buona pratica riformista, introdotta da Amato nel 1992. Una pratica divenuta purtroppo desueta».

DI LELLO: I SOCIALISTI DALLA PARTE DI UTENTI E ARTIGIANI – Secondo il capogruppo del Psi a Montecitorio la conseguenza «è quella di errori come l’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” che, anziché privilegiare la liberalizzazione del mercato – consentendo ai clienti la libera scelta del proprio autoriparatore in caso di sinistro – impone obblighi dove a guadagnarci è solo il potere delle Assicurazioni». Di Lello, che ieri ha partecipato alla manifestazione nazionale dei carrozzieri organizzata dalle confederazioni artigiane a Roma ha poi aggiunto che restano «le nostre perplessità sulla “ratio” con cui è stato scritto il testo del decreto che dovrebbe liberalizzare, e invece restringe la possibilità di scelta su carrozzieri e medici legali. L’esponente socialista, dopo aver ricordato che «il dialogo tra governo e forze sociali è pratica ormai non più in uso» ha auspicato che il Parlamento apporti modifiche a questa norma «che tutela solo le lobby assicurative. I socialisti si impegneranno, certi di non restare soli in questa battaglia parlamentare».

LE RAGIONI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CARROZZIERI – «Non vogliamo essere soggetti a vincoli che tra l’altro non sono previsti dal nostro ordinamento, ma dettati e imposti dalle compagnie di assicurazione, con l’aiuto delle Istituzioni». Questo è stato il commento di Mario Coltelli, presidente di Casartigiani Autoriparazione che all’Avanti! ricorda che l’Italia è «un Paese libero, dove sul mercato c’è libera concorrenza. Se dovesse passare questo concetto non saremmo più liberi di decidere il nostro futuro: nessuno ci deve imporre chi deve lavorare e chi invece deve chiudere l’attività».

 Siria Garneri 

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Commenti all'articolo
  1. Purtroppo non condivido ne la visione dalla quale è scaturito il decreto ne quella dell’On.le e dei consumatori. Un problema per essere risolto va affrontato nel suo insieme. Oggi si affronta il problema RCA come un medico potrebbe affrontare un aneurisma aprendo in un punto a caso il corpo del paziente.Affrontare il problema dell’RCA e dei relativ costi vorrebbe dire andare ad toccare tre soggetti fondamentali – L’ANIA che rilascia statistiche ed è l’associazione delle imprese – Le Imprese che grazie ai sinistri ed alle riserve possono gestire i bilanci – La politica che beneficia di impste sui premi RCA tra gabelle varie del 40% – , ovviamente nessuno ha interesse a rinunciare ai propri benefici, ovvero le compagnie ai Premi di grande entità, la politica alle tasse , l’Ania alle proprie iscritte. Capitolo a parte andrebbe riservato all’IVASS. Il problema RCA e dei suoi costi andrebbe affrontato come un costruttore che inizia una nuova edificazione, ovvero con la scienza e la tecnica , su terreno vergine con nuove regole, materiali di prima scelta e risorse oneste e preparate, ignorando, l’Ania,Le compagnie e la Politica,ed ovviamente l’IVASS, che nonostante i passi avanti con la riforma da ISVAP ad IVASS e’ ancora un ente tuttologo.Un semplice suggerimento, assicurazione sulla patente, e assicurazione per i soli rischi statico e di circolazione abusiva sul veicolo.Nessuna classe di merito ma solo benefici e penalizzazioni economiche non durature nel tempo in base allo stile e storia di guida all’atto della sottoscrizione del contratto e successivamente. Abolizione di fatto totale ed automatica dei certificati e contrassegni, unica variante un adesivo per circolare all’estero. PENSA CHE QUALCUNO ABBIA INTERESSE A RIFORMARE????Il discorso per quanto semplice è lungo e non desidero tediare chi leggerà il commento. Buon lavoro ft

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