martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Renzellum, la legge è brutta, ma la approveranno
Pubblicato il 30-01-2014


Renzellum-approvazioneCol dibattito in Aula, prevedibile e senza sorprese, ci si avvia alla conta finale sulla nuova legge elettorale voluta da Renzi e Berlusconi. Anche oggi si sono susseguite una serie di prese di posizione, tutte scontate, che non modificano gli equilibri parlamentari attorno ‘renzellum’. In molti hanno continuato a sottolineare i difetti del progetto, le incongruenze politiche. “Da una parte – ha sostenuto, ad esempio, il segretario del PSI, Riccardo Nencini – si creano le condizioni per cancellare i piccoli partiti, dall’altra si contravviene a questo indirizzo per salvare la Lega Nord. Sono convinto che l’Aula correggerà questa palese contraddizione”.

“Le preferenze – ha aggiunto il senatore Enrico Buemi dello stesso partito di Nencini – non sono indispensabili se i partiti sono retti con regole chiare e democratiche stabilite per legge. I partiti scelgano le candidature, assumendosi le responsabilità delle loro scelte, dichiarando la concreta possibilità di elezione dei candidati. Lasciare l’illusione agli elettori che sono loro a scegliere è un imbroglio. Il sistema elettorale con uno sbarramento inoltre – conclude Buemi – esclude gli elettori dalla effettiva capacità di scelta, in quanto i loro voti non concorrono alla scelta degli eletti ma fanno eleggere candidati di altri partiti, seppur alleati o concorrenti”.

Alla Camera, intervenendo in Aula, la deputata del PSI, Pia Locatelli, ha invece messo l’accento sulla questione della parità di genere. “Premesso – ha detto la parlamentare socialista che ha presentato i suoi emendamenti sul tema – che la proposta di legge elettorale che ci accingiamo a discutere è sotto molteplici aspetti ancora inadatta a raggiungere lo scopo che si prefigge ufficialmente, la governabilità; che è insufficiente a garantire la rappresentanza del corpo elettorale nelle sue articolazioni; e che rischia di essere in contrasto con più punti della nostra Carta costituzionale, ho ottenuto dal mio gruppo che l’intero tempo a nostra disposizione sia dedicato alla parte della legge che dovrebbe garantire una democrazia paritaria e al contrario così come è formulata va nella direzione opposta”. “Nel suo disegno attuale, la legge sancisce l’obbligo di garantire uguale presenza di uomini e donne nelle liste, e prescrive che l’alternanza tra i generi nell’ordine di lista avvenga fra non più di due candidature. Colleghe, ma soprattutto colleghi, perché le colleghe ne sono già consapevoli, se non modifichiamo questa parte, il numero delle candidate elette si aggirerà, bene che vada, attorno al 20-25%, cioè faremo un passo indietro rispetto ad ora. Altro che parità, come è stato ampiamente sbandierato nel pubblicizzare la legge!”

Sui profili di incostituzionalità sono intervenuti diversi parlamentari. Per Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia, il ‘renzellum’ e più incostituzionale del ‘porcellum’ perché “rimane insoluto il problema delle preferenze e del premio di maggioranza di coalizione che addirittura potrebbe consentire ad un solo partito di poter avere con il 20% dei voti il 53% dei seggi. Inoltre – ha aggiunto – deve essere chiaro che ‘chi non è buono per il re non è buono nemmeno per la regina’ e quindi chi non entra in Parlamento perché non supera lo ‘spezzatino’ del 4,5% allora non può nemmeno essere conteggiato nei numeri della coalizione”.

Sulla questione delle soglie, è emerso intanto un’altra incomprensibile ‘stranezza’ della legge. Se tre partiti, ad esempio, danno vita a una coalizione e ottengono il 12,1%, ma nessuno dei tre supera la soglia del 4,5%, alcuni milioni di elettori si troverebbero senza rappresentanza parlamentare perché nessuno di quei partiti avrebbe diritto a eleggerne!

Anche questa però pare essere una questione secondaria perché l’obiettivo sempre più chiaro del ‘renzellum’ pare essere proprio quello di cancellare i partiti minori, punto e basta.

Il renziano Dario Nardella lo ha sostenuto con una buona dose di sfrontatezza intervenendo a ‘Un Giorno da Pecora’, su Radio2. Alla osservazione che ora ‘i partiti più piccoli rischiano di uscire dal Parlamento’, ha risposto: “Tanti italiani considerano i partitini un pretesto per condizionare le coalizioni e far cadere i governi”. E quanto al fatto che con questa legge in Parlamento rimarranno solo tre o quattro partiti, secondo Nardella, “È probabile, ma non lo trovo scandaloso, anzi”.

Dunque questo è l’atteggiamento nei confronti delle forze politiche minori di un partito che dovrebbe rappresentare diverse sensibilità delle radici democratiche del Paese. Ma anche al suo interno il PD sembra pronto a ingoiare il rospo con tutte le canne e il laghetto. Illuminante la dichiarazione di Pippo Civati, così duro e battagliero durante le primarie. Dice Civati: “A Renzi ho detto che questa legge è vomitevole. Ma in Aula voterò quello che ha deciso la direzione del mio partito”.

Comunque sia con questa legge tanto presto non si dovrebbe poter votare perché, spiega il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, “Facendo i conti: si devono disegnare i collegi e si devono perfezionare i collegi. Mi pare impossibile” votare a maggio.

Quanto al voto in Aula, prima si passerà al vaglio delle eccezioni di incostituzionalità e poi agli emendamenti.

I tempi sono incerti, ma paiono strettissimi perché il Partito Democratico teme il salto nel buio del voto segreto. Al Senato non ci sarà, ma a Montecitorio è possibile. È però improbabile che nell’urna i singoli parlamentari facciano fallire l’accordo perché più che rispondere alle loro coscienze, come dovrebbe essere, terranno conto delle loro convenienze in un orizzonte che prevede in caso di bocciatura una doppia possibile crisi di leadership e di governo con un possibilissimo ricorso alle elezioni anticipate. E in questo caso il PD, non ha molta convenienza a presentarsi alle urne col sistema proporzionale e la responsabilità di aver creato un mezzo caos politico e parlamentare. Diversa invece la logica che può motivare il voto di Forza Italia e degli altri partiti. Dunque un certo margine di incertezza esiste e tutti ne sono consapevoli.

Armando Marchio

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Commenti all'articolo
  1. CARISSIMI COMPAGNI, IL 10.MARZO.2012, PREVEDENDO CIO’ CHE POTEVA ACCADERE, IO, FRANCO GUERRERA – ISCRITTO DAL 2012 AL CIRCOLO PD DI TORTORA (COSENZA), DOPO UNA LUNGA (38 ANNI SIC) MILITANZA NEL PSI, HO PUBBLICATO QUESTA MIA OPINIONE/RIFLESSIONE SUL BLOG: ABYSTRON.ORG (http://www.abystron.org/expo/sito/contenuti/loscrivitu/legge-elettorale.aspx) CHE SOTTO RIPORTO.
    QUALCUNO MI ACCUSO’ DI GRIDARE: “AL LUPO, AL LUPO”…………..ED INVECE I LUPI (RENZI/PD E BERLUSCONI/PDL-FORZA ITALIA) HANNO SBRANATO GLI AGNELLI CON L’ENNESIMA LEGGE TRUFFA…………..

    No ad un’altra legge elettorale “Truffa” – No al bipolarismo. Sì alla rappresentanza dei partiti o movimenti minori
    Nell’ambito della politica italiana, c’è un cambiamento epocale in atto; una stagione politica basata su slogan, malaffare, furbizia, arroganza ……. sembra alle spalle e, in attesa di una nuova legge elettorale che rimetta nelle mani dei Cittadini la democrazia, è necessario costruire le condizioni per rendere possibile l’alternativa di governo.
    A proposito di una nuova legge elettorale, in questi giorni mi assale un dubbio: chissà se un’altra legge elettorale truffa si sta consumando a dispetto dei partiti minori e, quindi, a danno dei cittadini, giacché a volere la nuova legge sono i due più grandi partiti, ossia Pdl e Pd. Chissà se sarà un’altra legge “porcellum” o addirittura un’altra legge-truffa “Pella” dei primi anni ’50.

    Io che nel passato ho appartenuto a partiti minori e/o a movimenti credo che questi sono stati e saranno sempre protagonisti nella difesa dei valori che li contraddistinguono: legalità, giustizia sociale, diritto al lavoro, equità, meritocrazia, solidarietà e d è per questo che dovranno essere presenti nel Parlamento Italiano.

    I partiti minori hanno compiuto azioni concrete, hanno tenuto comportamenti coerenti e per questo possono andare a testa alta, consapevoli di essere credibili anche agli occhi di chi non la pensa come noi.
    Abbiamo avuto il “coraggio di essere liberi” quando altri si appiattivano alla legge del più forte; ora, quando tutti cavalcano quanto abbiamo sostenuto – in solitudine – per anni, dobbiamo avere il CORAGGIO DI SCEGLIERE: “NO AD UN’ALTRA LEGGE ELETTORALE TRUFFA – NO AL BIPOLARISMO DEI DUE PIU’ GRANDI PARTITI, SI’ INVECE ALLA RAPPRESENTANZA DEI PARTITI E/O MOVIMENTI MINORI”.

    Per questo chiediamo una riforma alla legge elettorale che non sia più legge-truffa; chiediamo che il Governo faccia presto e soprattutto il Parlamento Italiano non perda tempo rispetto ai termini dell’attuale legislatura del prossimo 2013.

    Non è un grido: “AL LUPO, AL LUPO” ma moltissimi italiani la pensano così.

    Franco Guerrera – Tortora
    10/03/2012………..(ALLORA)………..

    Franco Guerrera – iscritto al Circolo PD di Tortora /Cosenza)
    31/01/2014………………….(OGGI)

  2. è impensabile che se una coalizione vince e si aggiudica il premio di maggioranza esso sia appannaggio solamente del partito che ha superato la soglia del 4,5% mentre gli altri,che peraltro hanno contribuito alla vittoria forse in modo determinante anche con una percentuale del 2% restino fuori dal parlamento . Tanto ne vale concorrere da soli portando avanti le nostre proposte

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