domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Renzi? Dice che lo fa
per il nostro bene …
Pubblicato il 19-01-2014


Se qualcuno ti ruba il portafoglio non sei contento. Ma alla fine, ne prendi atto. Ma se continua a metterti la mano in tasca di fronte a tutti, affermando, senza che nessuno lo smentisca, che lo fa per il tuo bene, interpretando, anzi, i tuoi più autentici desideri, allora sei maturo per il ricovero.

È un po’ la metafora di quanto è accaduto, e sta ancora accadendo, al cittadino elettore. Di fronte allo spettacolo francamente indegno offerto dai partiti, in materia di riforma della legge elettorale. E non parliamo del balletto osceno che li ha portati, da qualche anno a questa parte, ad esprimere una totale indignazione per il “porcellum”senza specificarne il perché e soprattutto guardandosi bene dal modificarlo ( nella comune, anche se nascosta speranza, di poterlo continuare ad utilizzare a proprio vantaggio).

Parliamo, invece, del balletto, ancora più osceno, con cui è stata accolta la sentenza della Corte; che, tra i suoi tanti meriti, ha avuto anche quello di obbligare i partiti stessi a scoprire una buona volta le proprie carte. A scoprirle per primo è stato Renzi; anche se, guarda caso, le sue proposte non sono state precedute da alcuna discussione interna al gruppo dirigente del suo partito. Il che la dice lunga su Renzi, sull’assenza di un gruppo dirigente e anche sul Pd, a quanto pare incapace di formulare, in modo credibile, una sua proposta collettiva in materia; o, comunque, ritenuta tale (magari perché questa proposta sarebbe, correttamente, il doppio turno di collegio).

Nessuna discussione. Di più nessun dibattito nel merito. Né in Parlamento. Né sulla stampa. Né in altri possibili luoghi. Tutto si giuocherà in spazi chiusi e in tempi ristretti. E con dei punti di riferimento del tutto strumentali. Renzi che si accorda con Berlusconi al solo scopo di liquidare il governo Letta e i partiti minori che lo sostengono. La minoranza del Pd che, al solo scopo di bloccare Renzi, è disposta, nello specifico, a sostenere sistemi elettorali ancora più anticostituzionali (come il doppio turno di coalizione e il mattarellum, con annesso premio di maggioranza) di quello testè bocciato dalla Corte. Meglio non seguire, qui e oggi, questa disputa; che, comunque si concluda, accentuerà la spinta allo sfascio, politico e istituzionale che sta segnando l’agonia della seconda repubblica.

Il fatto che ci fa andare ai matti è però che questi scempi avvengono a nostro nome e per salvaguardare le nostre aspirazioni più profonde. Quali? Ce le spiega Renzi.

Primo, sapere la sera stessa delle elezioni, chi ha vinto.

Secondo, garantire a chi vince, una maggioranza parlamentare.

Terzo, non avere un Parlamento di nominati.

Vediamo. Del primo dirittoe/o aspirazione non abbiamo trovato traccia né nei manuali, né in qualsivoglia rivendicazione e/o discussione politica. Per quanto ci riguarda “sapere subito” può interessare solo i tifosi: nessuno di noi andrebbe a letto senza conoscere il risultato della sua squadra. A molti interesserebbe, invece, e come, sapere prima chi vincerà. E questo diritto si può ottenere in due modi: truccando la gara o limitando a uno il numero dei concorrenti. Renzi, dai, fai ancora uno sforzo …

In quanto al maggioritario spinto, quello che interessa non è l’ampiezza della maggioranza parlamentare, ma la stabilità e l’efficienza nell’azione di governo. E l’esperienza della seconda repubblica è stata, da questo punto di vista, totalmente negativa. E non per l’azione dei piccoli partiti, ma per le divisioni all’interno dei partiti maggiori.

Sul terzo punto, ricordiamo sommessamente che i “parlamenti di nominati”, nel senso di eletti su liste bloccate, esistono in tutti gli altri Paesi d’Europa (così come nei Paesi a scrutinio uninominale dove i candidati sono scelti dai partiti). Aggiungendo, con tutto il rispetto, che forse il nostro voto è, per prima cosa, un voto al partito o al movimento; non foss’altro perché lo conosciamo. C’è, naturalmente, se proprio volete insistere, anche il voto alla persona: una persona che, però, si conosce, da prima, non per la sua azione politica, passata e futura, ma per i favori fatti e/o promessi. Insomma, in nome di quel voto di scambio che state tentando di equiparare a reato.

Sappiamo bene che queste nostre osservazioni non troveranno ascolto e, al limite, nemmeno accoglienza. Perché siamo chiaramente affetti da “rigurgito proporzionalista” (un tempo c’erano i “rigurgiti fascisti”…) non solo “nostalgici”, dunque, ma anche ansiosi di “inciucio”, insomma, intellettualmente se non moralmente depravati.

Non sappiamo, dunque, quale sia il nostro bene. E perciò non meritiamo nessuna considerazione. Così dicono tutti e amen.

Alberto Benzoni

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Commenti all'articolo
  1. Condivido la sostanza dell’articolo di Benzoni e faccio alcune sintetiche considerazioni: 1) Come si può parlare di nominati dai partiti, se i partiti non esistono e i vincoli tra gli eletti non sono di natura ideologica o di natura programmatica?
    2) Renzi non vi sembra Grillo, quando propone una cosa non discussa con altri,ma solo con il suo eventuale suggeritore?
    3) Se Renzi può parlare con B e concordare sul sistema elettorale, perchè io, che non sono PD, non posso votare Berlusconi?

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