sabato, 22 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

SCOSSA AL NAZARENO
Pubblicato il 21-01-2014


PD-spaccato_Renzi

E alla fine il PD si ruppe. Sono arrivate come una doccia gelata, non inaspettata, le dimissioni del presidente Cuperlo dopo la brutta “caduta di stile”, per dirla con le parole del giovane turco Orfini, del neosegretario del PD. Ma, non solo. L’ubriacatura del nuovo che avanza sembra essersi affievolita con l’alba del giorno dopo: se in un primo momento la proposta targata Renzi-Berlusconi aveva acceso gli entusiasmi dei molti che l’avevano salutata come, finalmente, il tentativo di cambiare le cose, le riflessioni a mente lucida, soprattutto da parte di alcuni intellettuali, hanno messo in luce i punti oscuri della proposta, molti e molto pericolosi. Nella forma come nella sostanza.

Perché si sa, di fronte alle difficoltà della democrazia, e in Italia sono tante, c’è sempre il rischio che qualcuno si faccia tentare da soluzioni che limitano la libertà.

In particolare, i punti che preoccupano non poco, soprattutto se analizzati in combinazione tra loro sono tre: lo sbarramento all’8 per cento per le forze politiche che vogliano correre da sole, la soglia bassa con la quale si accede al premio di maggioranza (solo il 35 per cento) unita all’alto premio (18 per cento), e il nodo centrale della riproposizione delle liste bloccate con l’aggravante della ripartizione dei seggi della Camera su base nazionale, in 120 collegi elettorali, un po’ pochi dato il sistema.

La vittima, insomma, potrebbe chiamarsi democrazia.

Tante le voci critiche che hanno espresso preoccupazione durante la Direzione nazionale socialista. Lo stesso segretario Nencini, pur affermando che «il doppio turno di coalizione offre maggiori garanzie di governabilità» ha  manifestato dubbi su due punti in particolare: «quanto al premio di maggioranza e alla misura dello sbarramento elettorale, nessuno dei due può stravolgere il voto dei cittadini. Bisognerebbe prevedere  una soglia più alta per accedere al premio di maggioranza e un maggior numero di circoscrizioni, con liste più brevi  per garantire rappresentatività e offrire all’elettore la possibilità di conoscere meglio il proprio rappresentante in Parlamento», osserva il segretario socialista.

Apprezzamento per la decisione di mettere mano al Titolo V della Costituzione e per la trasformazione del Senato in camera delle Regioni, misure in merito alle quali Nencini ha detto di aver «espresso opinione favorevole. C’è bisogno di un sistema istituzionale che consegni decisioni più rapide e snelle».

Redazione Avanti!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Sono sgomento. Vi ricordate del referendum proposto da Segni per l’eliminazione delle preferenze? Craxi disse andate al mare. Aveva ragione. Avete visto cosa é successo in questi venti anni ? Fino a qualche giorno fa tutti dicevano nessuno escluso, bisogna ridare il potere ai cittadini di scegliersi i loro rappresentanti. Adesso tutti a correre verso l’omologazione, compreso il nostro segretario. Vergogna ancora una volta la corsa al posizionamento di alcuni e l’esclusione degli altri. Vent’ anni sprecati da tutti i segretari che si sono succeduti alla guida dei vari partiti socialisti, ancora una volta la corsa al ribasso puchè si garantisca il posto a qualcuno. A questo punto, se il PD entra nel PSE credo che l’unica soluzione seria sia quella di scioglier i ed anatrare nel PD per continuare al suo interno la nostra battaglia riformista e di libertá. Ma ve li immaginate i limitanti che dovrebbero girare per i collegi a chiedere i voti per qualcuno che loro non hanno scelto e soprattutto proporli agli altri cittadini. E poi se nei singoli i collegi non ci fossero abbastanza candidati omologati o omologabili che cosa succederebbe ? Semplicemente che verrebbero candidati persone esterne a quel collegio elettorale come e spesso avvenuto nel corso di questi vent’anni.

  2. Non è concepibile che ci sia un premio di maggioranza che sarà comunque assegnato grazie al doppio turno e avere anche lo sbarramento. Il premio o lo sbarramento.
    Nessuna coalizione, i partiti si presentano da soli, chi vince prenderà la maggioranza e i seggi residui verranno assegnati col metodo proporzionale.
    Il metodo Renzi invece vuole creare un bipartitismo. Anzi, se ci riuscirà, un monopartito, il suo. Credo che il PSI con gli altri partiti piccoli debba battersi per eliminare lo sbarramento. Se i piccoli saranno bravi cresceranno altrimenti scompariranno.
    Paolo Grassi

Lascia un commento