giovedì, 21 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Serbia, elezioni anticipate a marzo
Pubblicato il 28-01-2014


Serbia-6-maggio-votoElezioni anticipate, a marzo, in Serbia. E’ questa la decisione del partito di maggioranza relativa (l’Sns, il partito progressista già nazionalista) del presidente della Repubblica Nikolic e dell’attuale vicepremier Vukic. Anche se l’iniziativa riguarda l’Sns, essa trova ampia corrispondenza dall’alleato di governo, il Partito socialista serbo che pur esprime l’attuale premier Ivica Dacic. Perché questa fine anticipata della legislatura? E’ preso detto. In Serbia si stanno giocando importanti e decisive partite a livello internazionale ed economico, partite che hanno bisogno di una maggioranza qualificata in Parlamento, e le forze politiche che formano l’attuale governo sono dati in ascesa da tutti i sondaggi.

Quale occasione migliore, quindi, di nuove elezioni per tastare il favore dell’elettorato sui processi di privatizzazione e sul percorso intrapreso di entrata nell’Unione europea e, se i sondaggi sono veritieri, di nuovo rafforzamento politico dell’attuale maggioranza? C’è inoltre da considerare che a marzo – con le politiche – si svolgerebbero le elezioni amministrative a Belgrado dove, nella precedente tornata  elettorale, prevalsero i democratici dell’ex premier Tadic, che sono precipitati in crisi profonda, causa un eccessivo appiattimento alle posizioni filoamericane e i numerosi episodi di corruzione che li hanno coinvolti, e che hanno poche speranze di riprendere la maggioranza nella capitale.

Infine un elemento da non sottovalutare è che a maggio si svolgeranno le elezioni nella Provincia autonoma della Vojvodina, dove è probabile che si verifichi la stessa situazione della capitale, considerato che, negli ultimi mesi il partito democratico si è spaccato, portando a Novi Sad – il maggior centro della provincia – la stessa maggioranza politica che c’è a livello governativo, e che il forte partito ungherese a Subotica, altro centro importante della Vojvodina, ha fatto la stessa scelta. Questo il quadro di una situazione politica che tende quindi alla omogeneizzazione dopo il previsto ricorso alle urne. Nei prossimi giorni avverranno, a meno di grandi sorprese, il dibattito in Parlamento e la consegna delle dimissioni del premier Dacic nelle mani del Presidente della Repubblica Nikolic che indirà le elezioni.

Quanto ai futuri organigrammi governativi – il fatto che le elezioni verranno determinate per volontà dell’attuale maggioranza di governo – fa presagire un nuovo  accordo tra Sns e socialisti con un possibile scambio di ruoli tra Dacic e Vukic, ma con l’acquisizione da parte dei socialisti di ministeri chiave per l’economia serba come quello dell’energia, ma anche con una politica di continuità nel perseguire l’adesione all’Europa, visti i grandi progressi in questo senso ottenuti dall’attuale premier Ivica Dacic a cui è andato l’apprezzamento di tutta la comunità internazionale.

Sandro Perelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento