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Opinioni e commenti
 

Tennis: a Brisbane vince Serena Williams
Pubblicato il 06-01-2014


Serena Williams Torneo BrisbaneCon il 2014 torna il grande tennis. In vista degli Australian Open, che si terranno a Melbourne dal 13 al 26 gennaio prossimi, si giocano contemporaneamente diversi tornei, tra cui quello di Brisbane. Stessa superficie di quello del Grand Slam, per quanto riguarda il femminile, nel WTA nessuna sorpresa, se non la conferma della potenza di una devastante Serena Williams. Con il punteggio di 6-4/7-5 si aggiudica, in appena 1h38’, il trofeo per il secondo anno consecutivo e il 58° della sua carriera, imponendosi sulla bielorussa Victoria Azarenka (n. 2).
Tutte contro Serena – La Williams consolida il primato nel ranking mondiale grazie al servizio che non permette alle avversarie di fare troppa partita. Nel momento stesso in cui la percentuale di prime palle diminuisce diventa meno competitiva, ed è lì che tenniste del calibro di Azarenka, ma soprattutto della siberiana Maria Sharapova (n.3), riescono ad inserirsi, mettendo in difficoltà una grintosa Serena, sempre dalla calma glaciale e dallo sguardo serafico, quasi a sfidare la giocatrice che ha di fronte. Significativo, infatti, per questo 2014 tutto da giocare, il ritorno di Sharapova sulla scena mondiale. Sembra l’avversaria più temibile per Williams: scambi lunghi, interminabili, caratterizzano la semifinale tra le due (più difficile di quanto pensasse Serena, che ascolta musica prima di entrare in campo, mentre Maria è serissima). E la russa è riuscita ad accedervi battendo la Kanepi, vincitrice del torneo nel 2012. La superficie in cemento è la preferita da entrambe, ma il montepremi da $1.000.000 se lo aggiudica l’americana. La prorompente giocatrice di colore ama far fare il “tergicristallo” da fondo campo alle avversarie. Un vero “rullo compressore”, che si può limitare con cross stretti che la buttano fuori dal campo. Atlete di talento quali Azarenka e Sharapova, infatti, dovrebbero, più che inseguire le palle a destra e sinistra, non scambiare troppo da fondo con Williams, quanto piuttosto essere più aggressive, attaccare di più, venire più a rete e fare più palle lavorate, anche in back o smorzate, che danno molto fastidio a una tennista quale Serena, che ama spingere e sfogare la sua potenza sui colpi, a volte perdendo anche il controllo della palla. Ma non è facile. Dominare Serena è difficile: spesso riesce a recuperare palle in scivolata sfruttando il rafforzamento alle caviglie delle sue scarpe ed a pareggiare con qualche ace o con una percentuale media di prime palle anche del 58% un’eventuale situazione che la vede indietro nel punteggio. Tra break e contro-break, sono gli attacchi e gli smash a dare ragione alla siberiana, che sfrutta la sua altezza. E Serena la teme, giocando sul match point una smorzata per cercare l’effetto sorpresa. Il talento di due giocatrici in grado di scrivere con la racchetta e di giocare i colpi migliori nei momenti più importanti e decisivi con coraggio. Ritmi elevati nella semifinale più che nella finale con Azarenka, in cui Williams è più fallosa. La Azarenka già in semifinale aveva dovuto recuperare una partita in cui era sotto 6-1 contro Jelena Jankovic (n.8). Da tenere d’occhio anche Ana Ivanonic (n.16), che vince ad Auckland battendo 6-2 7-5 in finale proprio Venus Williams.

Il ritorno di Hewitt – Sorpresa invece nella sezione ATP, che vede il ritorno (dopo 3 anni e mezzo) dell’australiano Lleyton Hewitt, che riesce a vincere in casa, imponendosi su Roger Federer, che accede alla finale dopo due incontri vinti con facilità. Lo svizzero non gioca, è molto falloso, e gli errori gratuiti regalano la partita a Hewitt (che in semifinale sconfigge il giapponese Kei Nishikori, classe ’89, rivelazione del torneo): forse colpa dei 32°- 33° in cui si gioca. 6-1 4-6 6-3 il punteggio con cui il n. 60 mondiale (che diventa con la vittoria n.43) ha la meglio sul n.6. Quest’ultimo appare stanco, nonostante tiri fuori l’estro del campione, piazzando degli aces decisivi per allungare la partita al terzo set nei momenti cruciali. Non riesce però a sfruttare l’occasione per salire di posizione, approfittando dell’assenza nel torneo dei primi 5, Nadal compreso (n.1, che trionfa nel torneo di Doha con un 6-1 6-7 6-2 a Gael Monfils, aggiudicandosi il 61° trofeo) e Djokovic (n.2) soprattutto, suoi principali avversari. Eppure la superficie veloce lo avrebbe dovuto agevolare. Vedremo se saprà fare meglio a Melbourne.

Barbara Conti

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