martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tennis, torneo Sydney: il primo trofeo della bulgara Tsvetana Pironkova
Pubblicato il 10-01-2014


Sidney-PironkovaMentre continua la preparazione in vista degli Australian Open, sul veloce, nel torneo di Sydney, la bulgara Tsvetana Pironkova (n.107 del ranking mondiale) sorprende e sbaraglia tutte le avversarie. Portando a casa un montepremi di $120,000 e 470 punti (sicuramente guadagnerà qualche posizione in classifica). Si aggiudica il trofeo, partendo dalle qualificazioni, dove gioca tre turni per accedere al tabellone principali, più altri 6 del main draw. Batte tutte le teste di serie e tre top ten, tra cui Sara Errani. Nella finale è lei a dominare, nonostante la tedesca Angelique Kerber (testa di serie n.5 e n.9 del mondo) giochi una buona partita. In solamente 1h37’ si aggiudica un convincente doppio 6/4.

Piazza 4 aces e un solo doppio fallo, dimostrando che il servizio decisamente è uno dei suoi colpi migliori, insieme al rovescio a due mani, su cui spinge bene, controllando la palla e piazzandola lungo o vicino le righe, con lungo linea e passanti di massima precisione che spiazzano le avversarie. Grintosa, seppur dal fisico non imponente e muscoloso quale quello della Kerber stessa o di Serena Williams, riesce a imporre il suo gioco con un buon disegno tattico, facendo spostare l’avversaria a fondo campo, da destra a sinistra, impendendo di essere attaccata. Sbaglia poco, sono molti i colpi vincenti e pochi gli errori non forzati. Tenace, non molla, seppur nella visibile stanchezza di aver giocato così tanti turni.

Con una vistosa la fasciatura a una coscia, lamenta dolore anche dall’altra parte, ma continua a correre ed a recuperare palle di una Kerber che non vuole mollare, ma che nel finale sembra arrendersi a una Pironkova che imposta meglio il match, dimostrando di saper gestire meglio anche le pause nella partita: spinge quando serve, osa meno quando la tedesca concede di più, attacca ed è più incisiva quando ha piccoli passaggi a vuoto. Dall’alto del suo metro e 80 di altezza, dovrebbe sfruttarla meglio per venire più a rete, dove ancora è meno padrona del campo. Lavorare meglio sul back spin, oltre che sul top spin, sulle smorzate potrà sicuramente tornarle utile in futuro, visto che ha dato atto di avere un buon tocco di palla e di essere ponderata caratterialmente per mantenere la lucidità per tutta la durata degli incontri. Con colpi profondi, che spesso tende a trasformare in repentine accelerate, ricorda uno stile simile a quello della russa Maria Sharapova. Vediamo se si dimostrerà una nuova giovane promessa (classe ’87) del tennis e se saprà fare bene anche ai prossimi Australian Open dove, al primo turno, affronterà la spagnola Silvia Soler-Espinosa.

Con questo gioco aggressivo, rischiando e non facendosi intimidire, conquista il suo primo trofeo, con un esordio nell’inizio 2014 promettente. Un torneo perfetto il suo in cui perde solamente un set. La Pironkova non è nuova a questi exploit vincenti; già nel 2010 a Wimbledon arrivò in semifinale, dopo aver battuto la n.11 del torneo Marion Bartoli (6-4 6-4) e la n.2 al mondo Venus Williams (per 6-2 6-3), perdendo dalla russa Vera Zvonarëva (6-3 3-6 2-6). Qui a Sydney aveva partecipato anche nel 2008, ma fu eliminata al primo turno da Dominika Cibulková; e nel 2010, anno in cui fu sconfitta, sempre al primo turno, da Anna-Lena Grönefeld. Dunque un bel riscatto e una dimostrazione concreta della sua crescita tennistica. Nel 2011, infatti, sempre a Wimbledon, arriva sino ai quarti di finale, ma riesce a battere Vera Zvonarëva per 6-2, 6-3 (e nuovamente anche Venus Williams), prima di doversi arrendere a Petra Kvitová per 6-3, 6-7, 6-2. L’erba londinese, poi, si sa, è una superficie molto particolare su cui non tutte le giocatrici sono a loro agio.

Visibile la contentezza e la commozione di Pironkova al termine della finale del torneo di Sydney che, viceversa, è “nero” per le italiane. Le azzurre vedono l’eliminazione di Sara Errani per mano di Pironkova; ma, precedentemente, erano uscite al primo turno Francesca Schiavone, sconfitta da Safarova; ed anche Roberta Vinci, che si era trovata subito di fronte la connazionale Errani, che riuscì ad avere la meglio, seppur un po’ a malincuore, sulla sua compagna di doppio. Le due sono molto unite e, infatti, sono arrivate nella finale di doppio femminile del torneo. Qui, però, sono state sconfitte dalla coppia Babos-Safarova col punteggio, a favore di queste ultime, di 7/5 3/6 e 10/7 nel tie break conclusivo a 10 punti, sostitutivo del terzo set.

Barbara Conti

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