martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Eliseo, Hollande
e il diritto allo charme
Pubblicato il 15-01-2014


La recenteAffaire-hollande-gayet  vicissitudine sentimentale del presidente francese, François Hollande, offre lo spunto per qualche riflessione.
Innanzitutto sgombriamo subito il campo da analogie sciocche e fuori luogo: tra il caso Berlusconi e l’affaire Hollande non c’è e non può esserci nessuna analogia.
Qui non si tratta infatti di problemi legati a situazioni relative a minorenni in quanto il Presidente francese ha avuto il logico e sano buongusto di cercare le proprie compagnie fra persone adulte e consapevoli. E questo da sempre.

Segolene Royale, la sua ex-compagna, ha la stessa età del Premier, 60; l’attuale convivente, Valerie Trierweiler, ha 48 anni e la nuova fiamma, Julie Gayet, attrice di professione ne ha 41. Neanche l’accostamento fatto da Vittorio Sgarbi durante la trasmissione ‘8½’ sul ‘La 7’ domenica scorsa a proposito dell’utilizzo di beni e/o mezzi pubblici per soddisfare esigenze sessuali, calza molto: il Presidente sarà pure, forse incautamente, andato agli incontri galanti in moto, ma quest’ultima risulta essere di sua proprietà, non dello Stato.

Meno che meno regge ciò che ha detto la signora Marina Ripa di Meana alla Nazione sempre nella stessa giornata. La famosa signora ha infatti confessato di essersi sentita attratta da altri due leader socialisti, in specie Craxi e Mitterrand, ma ha anche affermato che se quest’ultimo le si fosse presentato davanti sotto le sembianze del barista del cappuccino mattutino, ben difficilmente lo avrebbe trovato interessante. Con tale affermazione essa ha indissolubilmente confermato il binomio ‘belle donne-potere’ tanto caro a molta letteratura in materia e del quale bisogna prendere atto, ma qui siamo fuori traccia.

Non è certo una donna priva di capacità persuasive e di convincimento la signora Royale che è, al contrario, politicamente robusta e ben inserita nel Partito Socialista tanto da essere stata candidata all’Eliseo e di aver ottenuto il 47% contro Sarkozy, sfiorando così una vittoria clamorosa che avrebbe portato per la prima volta una donna alla presidenza della Francia. Né una sprovveduta può definirsi l’attuale Première dame dell’Eliseo, visto che proviene dal giornalismo di primo livello, insomma dal cosiddetto “quinto potere” della carta stampata e della televisione.

Infine altrettanto non può dirsi una sempliciotta senza alcuna influenza mediatica la terza donna della vicenda, la Gayet, interprete ben affermata del ‘cinemà’ gallico (e chi conosce un po’ del modo di pensare francese sa bene a quale grado di venerazione, quindi d’influenza e perciò di potere si può arrivare con tale professione in Francia). Non c’è infine a mio avviso nessuna ‘questione morale’ che possa infastidire qualche tradizionalista. Monsieur le President non ha mai sposato nessuna delle tre signore quindi, e proprio qui sta la differenza tra matrimonio e convivenza, non ha assunto nessuna obbligazione formale verso di esse né di carattere laico, né laico-religioso. Gli unici obblighi certi sono verso i 4 figli avuti dalla prima convivente, ma su questi ultimi non esiste nessuna polemica.

In conclusione perché cercare di inquadrare negativamente un comportamento forse un po’ disinvolto, ma senza nessun risvolto legale o pseudo-legale?
Perché voler sempre cercare del marcio dove marcio non c’è?
Suvvia, siamo onesti ed ammettiamolo, questo monsieur Hollande ha del fascino, dello charme. E non solo politico.

Fabrizio Manetti

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Commenti all'articolo
  1. Siamo fuori traccia. Monsieur le President ha fatto una gaffe tremenda. Cedere alle lusignhe della ennesima belle femme che si presenta a bussare alla Sua coscienza di presidente, é stato un errore, seppur piacevole e degno di invidia. Un presidente che passa alla storia per le Sue scappatelle amorose è ben poca cosa (vedi Clinton) Meglio sarebbe astenersi. A meno di usare lo charme a fini propagandistici. In tal caso, chapeau.
    Quanto a Berlusca, la minorenne non è un problema, vedi codice penale. Il problema è la “prostituzione” ed ovviamente siamo nel penale.
    Pero’ a Berlusconi non si imputa la questione penale, almeno non solo, bensi’ la questione morale, del tipo “l’Italia va a rotoli e tu vai a donnine”.
    E questo, mi dispiace, sarà ed é imputabile anche a Hollande, che stimavo, ma che si è rivelato un po’ leggero con certi affari. Desolé.

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