martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Tunisia. Nella nuova Carta
la parità tra uomini e donne
Pubblicato il 09-01-2014


TUNISIA-Parita-uomini-donne“Tutti i cittadini e le cittadine hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Sono eguali davanti alla legge senza alcuna discriminazione”. Così recita l’articolo 20 della nuova Costituzione tunisina approvato da 159 deputati su 169 votanti. È una svolta quella che si sta realizzando nel Paese africano che ha avviato le rivoluzioni arabe nel 2011. La confusione politica e sociale che aveva caratterizzato il periodo successivo sta per terminare con l’approvazione della Costituzione, prevista entro il mese di gennaio e la formazione di un nuovo Governo indipendente e della nuova legge elettorale. Negli ultimi due anni, per la verità, i motivi di preoccupazione sulla tenuta democratica dopo la rivoluzione contro Ben Alì, rispetto al nuovo governo filoislamico, si erano accresciuti soprattutto par la mancanza di legittimazione a livello locale (i sindaci erano nominati non eletti) e per gravissimi episodi di violenza politica culminati, l’anno scorso, nell’assassinio di due leader della sinistra, Mohamed Brahmi e Chokri Belaid a distanza di pochi mesi uno dall’altro.

La parità fra uomini e donne è un punto basilare nella creazione di una società democratica e liberale e il fatto che venga inserita all’interno della Costituzione, dimostra da una parte che il cammino iniziato nel 2011 prosegue con fatti concreti all’interno dell’assetto istituzionale tunisino, dall’altra segna un esempio che potrebbe contagiare gli altri Stati dell’Africa mediterranea, alle prese con problemi di crescita democratica e di rispetto dei diritti civili, ma ormai non insensibili ai processi legati alle pari opportunità e all’uguaglianza tra i sessi. La decisione dell’Assemblea costituente tunisina è importante e il fatto che sia stata presa con un sostanziale accordo tra parlamentari laici e islamici lascia ben sperare sugli sviluppi futuri anche se ostacoli e tentativi di restaurazione non mancheranno.

La Tunisia spera di adottare la nuova Costituzione dal 14 gennaio, in occasione del terzo anniversario della caduta del dittatore Zine el-Abidine Ben Ali con almeno i due terzi dei 217 membri del Parlamento. In caso contrario la nuova Carta dovrà essere sottoposta a referendum popolare.

Non mancano comunque inviti alla prudenza nei giudizi perché, ad esempio, non viene precisato quali sono ‘i diritti’ dei cittadini e non si chiarisce il concetto di discriminazione. “L’articolo 20 dovrebbe specificare che la discriminazione, diretta e indiretta, è proibita per quanto riguarda la razza, il sesso, la lingua, la religione, le idee politiche, l’origine sociale e lo status”, hanno scritto in un comunicato diverse Ong, tra le quali Amnesty International e Human Rights Watch.

Comunque dal punto di vista delle relazioni internazionali, la decisione presa a Tunisi, non potrà non influenzare positivamente, l’attenzione dell’Europa e del nostro Paese che con la Tunisia vanta consolidati rapporti di scambio e collaborazione economica. Del resto la macro regione europea Adriatico Ionica, di cui l’Italia fa parte, ha a sud il suo referente naturale nell’Africa mediterranea e, pur con tutti i suoi problemi, la Tunisia è il Paese con cui tradizionalmente i rapporti di collaborazione e cooperazione sono particolarmente sviluppati.

Il fatto che a Hammamet sia sepolto Bettino Craxi, ancor oggi ricordato con rispetto dai tunisini per il suo impegno per i diritti dei palestinesi e per la volontà di amicizia con il mondo arabo, è una ragione di più per rafforzare i legami con un Paese che vuole guardare all’Europa ed ai valori europei.

Alessandro Perelli

 

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