giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

“Un matrimonio” che offende il Psi e la storia
Pubblicato il 20-01-2014


La fiction televisiva di Pupi Avati “Un matrimonio” scambia i dati della realtà. Li vede all’incontrario. Il giovane Taddeo Osti, d’ispirazione comunista, viene assunto all’Avanti. È un bravo giovane d’una famiglia bolognese. Siamo negli anni settanta e si respira il clima dello scontro piu acceso, siamo negli anni della guerra al cuore dello stato. Durante i drammatici giorni del caso Moro, Taddeo scrive un articolo apprezzato dal direttore, favorevole alla trattativa per salvare la vita di Moro. La cosa crea sgomento e dopo un intervento di un deputato socialista, chi sa, forse lo stesso Craxi o qualcuno vicino a lui, naturalmente spavaldo e un tantino arrogante, gli viene chiesto di ritrattare. Taddeo non lo fa e dopo la morte di Moro abbandona il giornale. Poi parte per il Brasile a sostegno di una associazione di volontariato.

Orbene, c’è da trasecolare. Il regista e lo sceneggiatore non conoscono la storia? O la manipolano a loro piacimento? Come si fa a non ricordare che furono proprio il PSI con Craxi e l’Avanti, direttore del quale era lo stesso segretario del Psi, con Ugo Intini, giovane direttore responsabile, a sostenere la posizione della iniziativa per salvare la vita dell’ostaggio, contro la linea della improduttiva e retorica fermezza, propugnata al Pci di Berlinguer e dalla Dc di Zaccagnini e Andreotti? Un fiction non è tenuta a rispettare le vicende storiche al millesimo. Si può accordare e accettare una loro versione particolare e funzionale a una trama romanzata. Quello che non si può passivamente subire è la contraffazione della verità storica, il più completo stravolgimento dei fatti, il racconto all’incontrario.

Stupisce, ma fino a un certo punto, che questo avvenga in una fiction televisiva della Rai, pagata col canone dei contribuenti. Che la Rai, il suo direttore, il suo presidente, il suo consiglio di amministrazione, non debbiano intromettersi nel prodotto confezionato a un autore, è naturale, ma che a fronte di un misfatto storico inaccettabile alzino le braccia questo noi lo dobbiamo contestare. Lo farebbero anche di fronte, che so, alla resistenza al nazifascismo che vede i partigiani dalla parte del torto, lo farebbero anche di fronte a un De Gasperi che diventa filo comunista, lo farebbero anche di fronte a un Berlinguer che non rompe con Mosca? Questo è stato fatto. Tratteggiare un Psi sulla linea della fermezza che chiede a un giornalista dell’Avanti di ritrattare la sua posizione umanitaria è un insulto non solo a noi che, isolati, quella stessa posizione abbiamo sostenuto, ma alla storia d’Italia.

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Commenti all'articolo
  1. Caro direttore,
    non si perde occasione di spargere letame sui socialisti!
    Abbiamo deputati e senatori eletti in parlamento, ritengo spetti a loro chiedere spiegazioni al ministro competente o al presidente della Commissione di vigilanza Rai del perche di questa interpretazione settaria e soprattutto errata della storia. Vista la (NON) conoscenza della storia recente tra i giovani, si veda su you tube cosa è capitato all’Eredità, di questo passo in tv vedremo Nenni e Pertini fungere da dittaori in Italia e Mussolini che ci salverà…Forza Itaglia!! (ps. L’errore è voluto!).

  2. Caro Direttore,
    non si legge un Tuo articolo del quale non si possa essere lieti.
    La mia opinione è che la mistificazione della storia è in atto da troppo tempo: la Resistenza monopolio di una certa parte della Sinistra, mentre l’hanno combattuta anche persone che non erano né comuniste, né di sinistra; Pacciardi e Sogno ancora ingiustamente tacciati di fascismo o, nella migliore delle ipotesi, di aver “pensato” di organizzare un golpe di cui non vi sono prove concrete (non si invochi al proposito la spavalda “confessione” di Sogno, che proprio per quel carattere sarebbe stato capace di vantarsene: a prescindere dal fatto che un tentativo di reato non si può concretare nei soli discorsi fatti tra amici, coloro che sostengono ancora una tale tesi priva di fondamento, farebbero rileggersi ciò che sosteneva Filangeri a proposito dell’ingiustizia di un siffatto mezzo di prova dal sapore inquisitorio); la statua che a Maglie ritrae Aldo Moro con L’Unità in tasca (ma era davvero il suo quotidiano preferito?); il ricordo di questo sfortunato Statista scevro da quello di Sereno Freato e di cui spesso gli esponenti del PD usano la foto come simbolo di purezza accanto a quella di Berlinguer a mo’ di santino; quella di questo importante esponente del PCI che prescinde dai rubli di cui molti sostengono che quel partito beneficiasse (almeno fino a qualche tempo prima del suo avvento, s’intende).
    E la mia opinione è che si viva ancora con la mentalità di Tommaso d’Aquino: non ci sono avversari politici che hanno un diverso punto di vista, ma solo coloro che si discostano dalla verità.
    In questo contesto, la lotta democratica del PSI e di tutti i partiti politici laici e liberali per una società più moderna, liberale e come tale rispettosa dei diritti e della reputazione degli avversari politici si fa ancor più doverosa, altrimenti non possiamo dire di esserci lasciato il medioevo alle spalle.
    Un caro saluto,
    Stefano

  3. Io non riesco mai a capire , quando vedo o sento questi, diciamo errori , fin dove sono voluti o fin dove la supponenza dei una certa area politica, che quanto è giusta una cosa o la si ritiene tale dopo anni, non può che essere sua , se per puro caso era tua è stato per sbaglio e comunque loro ti dicono anche ci hanno pensato prima di te .
    Deve essere cosi che da comunista si diventa cattocomunista.
    Questi stessi errori si fecero l in un’altra fiction su mafia al riguardo di Salvatore Carnevale, su alcuni siti ovviamente carnevale era comunista, forse lui non lo sapeva ma, chiunque abbia combattuto o combatta la mafia non può che essere o essere stato comunista
    Deduzione , dobbiamo essere sempre all’erta non farci mai strappare pezzi della nostra storia, per un verso o per l’altro , c’è un’area politica precisa che cercherà sempre di far propria la storia altrui anche perchè perchè loro ,sono stati costretti a rinnegare la propria..
    Fraterni saluti Maurizio Molinari fed. di Torino

  4. Capisco il disappunto del direttore dell’Avanti!, però non mi sembra così inverosimile che un parlamentare, un po’ arrogante e superficiale, conoscente di un giovane giornalista, pensi di fargli ritrattare un suo articolo. Più per spocchia che per politica. Scrivo questo perché anch’io, più o meno in quegli anni, facevo il giornalista precario. Non scrivevo di politica ma mi occupavo di cultura tecnico-scientifica. Facevo il regista alla Rai, il pubblicista per Il Giorno e Il Resto del Carlino. Avevo notevole successo allora, per invidia, venni tirato persantemente per la giacchetta. Mollai il giornalismo schifato e, invece di andare in Brasile, misi su una software house. Perché l’Avanti! non intervista Pupi Avati e non si fa spiegare le ragioni di tanta licenza poetica? Perché è stato scelto proprio l’Avanti!, non invece l’Unità o Avvenire? Sono sicuro che ne uscirebbe qualche cosa di interessante che farebbe discutere. Dell’Avanti!

  5. La Storia non esiste. Esistono le versioni che della Storia danno le singole classi sociali, e possono giungere a stravolgerle una rispetto all’altra. In particolare le versioni dei vincitori non coincidono con quelle dei vinti, e il PSI ha perso rispetto agli altri. A spiegare tutto questo vi è il romanzo, purtroppo mai più ripubblicato, di Piero Sanavio “La patria”.

    • Mi permetto di dissentire, la storia esiste eccome, specialmente in questo caso. La linea politica che un partito politico ha condotto in un determinato periodo non si cambia, la prossima fiction vedremo un ebetito Craxi inchinarsi davanti agli Americani a Sigonella? Mi dispiace ma queste manipolazioni non sono accettabili.

      • “La storia non può essere cambiata neppure da Dio” dice un proverbio che credo Yddish. Ma dall’Uomo sì, infatti ha inventato la storiagrafia, e la sua parte più corrottà che è il negazionismo. E questa è un’operazione negazionista. Ecco cosa intendevo.

  6. …io ho seguito la fiction, e -a onor del vero- ho capito questo: il giovane cronista (Taddeo) esprime nell’articolo la linea della trattativa. Nella riunione di redazione il direttore lo sprona a proseguire (dettando la linea del giornale). Taddeo viene contattato dal giovane “onorevole” che lo minaccia velatamente…e fin qui ci siamo. Solo che -l’onorevole- lo ricordo come appartenente alla schiera dell'”Unità” nonchè ex collega giornalista di Taddeo, e quindi comunista. ….ma forse…ho capito male. E l’articolista dell’ “avantionline.it” ha scritto ciò sapendone molto più di me….

  7. Caro Mauro, forse non hai visto le puntate precedenti e hai travisato un po’ i fatti. Secondo me le cose stanno cosi. Il deputato che chiede a Taddeo Osti di ritrattare la sua posizione a favore della trattativa, non era socialista, bensì un suo vecchio collega quando era all’Unità, diventato poi deputato, presumibilmente del PCI. Infatti Osti iniziò la sua carriere di giornalista proprio all’unità, che lascio successivamente in seguito a divergenze politiche.
    Stiamo attenti a denigrare un regista che, tra tanta conformismo televisivo a favore del PCI ha fatto vedere agli italiani cose che non si vedono praticamente mai in fiction televisive, una redazione dell’Avanti, un socialista galantuomo ( il padre di Taddeo ), un’automobile con propaganda elettorale del PSDI. E tutto nel sostanziale rispetto dei fatti storici, e non è poco. Per cui Grazie Pupi Avati

  8. La fiction propone un giornalista che inventa la linea dell’iniziativa umanitaria, che il direttore approva. Primo colossale errore. Fu il PSI a dettare la linea della iniziativa umanitaria all’Avanti, direttore del quale era il segretario del PSI. Poi uno spavaldo deputato che gira per l’Avanti, e si capisce che é socialista e anche autorevole, perché gli chiede di fare marcia indietro, lo ammonisce e lo rimprovera. Finale. Il giovane Taddeo lascia l’Avanti e va in Brasile a fare volontariato. Non è una schifezza?

  9. Ho rivisto per l’ennesima volta il dialogo tra Taddeo e il deputato. Come si dovrebbe dedurre che è comunista, se 1) E’ all’Avanti 2) Chiede, con quale potere, se fosse comunista, a Taddeo di ritrattare 3) Parte dal falso presupposto che è Taddeo, per lo più ex comunista, ad avere quella posizione e non tutto il Psi, 4) Dopo la morte di Moro Taddeo abbandona l’Avanti? Ditemelo voi…

  10. Grazie a Pupi Avati, finalmente un fiction televisiva molto seguita, dove si da ai telespettatori un’immagine non stereotipata e invece molto realistica dei Socialisti per quello che nella stragrande maggioranza sono e sono stati nella storia del nostro paese: galantuomini umanitari e difensori strenui della dignità di tutti. E noi ci lamentiamo, ma fatemi il piacere!

  11. Occorreva chiedere che la RAI questa sera in occasione dell’ultima puntata, l’annunciatrice televisiva facesse una nota correttiva.
    Inoltre costringere la RAI a dare notizia nel telegiornali con intervista al Direttore dell’Avanti o del Segretario politico del PSI.
    Cosi ci prendiamo anche un attimo di visibilità.

  12. Carissimo Diretore, accolgo con grande soddisfazione, la tua giusta rettifica, sulla vicenda del sequestro Moro, distorta in modo,
    speriamo non strumentale, dalla fiction televisiva, matrimonio.
    La posizine solitaria tenuta dal PSI, sulla vicenda moro, probabilmente disturba ancora, una certa sinistra.
    Possono cambiare nomi mille volte ma non cambiano, Cuperlo insegna.
    paolo

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