lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Un passo indietro oggi,
due passi avanti domani
Pubblicato il 04-01-2014


In questo 2014 dalle grandi premesse si è giunti politicamente allo stremo delle forze, con una coalizione di governo ancora non pienamente rappresentativa di tutti i suoi effettivi e con una pendenza di condanna in capo al Parlamento da parte della Consulta sulla vicenda “porcellum”.

Nonostante, perciò, il fatto che le impellenti necessità di riforma strutturale del Paese, muovendo i passi dai principi cardine costituzionali, non possano essere più misconosciute, laddove, altresì,dovrebbero assurgere al vertice delle priorità dell’agenda governativa, non va dimenticata un’altrarealtà recente: la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’attuale legge elettorale.
La stessa legge elettorale che, solo oggi, a distanza di ben otto anni dalla sua promulgazione, è stata tacciata di incostituzionalità e per mezzo della quale ci troviamo a che fare con un Parlamento, sebbene solo politicamente, finora, illegittimo.
Usando il raziocino giuridico, il percorso etico su cui dovrebbe prodursi il cammino delle forze politiche è piuttosto semplice: ripristinare il “mattarellum”, alias il vecchio sistema elettorale in vigore fino all’avvicendarsi con l’accusato “porcellum”, senza se e senza ma, onde evitare il rischio, tangibile e ferocemente attaccabile da molti fianchi, di continuare a perpetrare un azione legislativa ed esecutiva tecnicamente “fuori norma”, o “fuorilegge” per gli appassionati del crimine televisivo.
Le proposte renziane, fin troppo puntuali in questo caso ed in tal senso, spaziano di considerazione in considerazione tra il sistema usato per i sindaci e quello ribattezzato “modello spagnolo”, ma non apprezzano a pieno la realtà di cui sopra.
La grave circostanza posta dall’emissione della sentenza della Corte Costituzionale non può e non deve, pena l’attentato alla Costituzione stessa, essere dimenticata.
Parlare di legge elettorale oggi è, pertanto, d’obbligo per qualsivoglia formazione politica, ma con coscienza di causa.
Che proporre allora? Francamente, la soluzione che sto per presentarvi non è poi così impraticabile.
Fare un passo indietro, oggi, sul voler a tutti i costi promulgare una nuova legge elettorale è atto di responsabilità e di rispetto sia dell’elettorato sia dei principi costituzionali.
Ma ad una condizione ben precisa.
Ammesso che si possa tornare alle urne in tempi accettabili dai reclami di una parte della communisopinio e non troppo lontani rispetto l’esperimento delle motivazioni della sentenza della Consulta, anche se magari non in concomitanza con quella che sarà la tornata elettorale più possente degli ultimi anni (amministrative comunali e forse provinciali, europee), l’urgenza di abbracciare in seno al Governo tutte le rappresentanze politiche che stanno appoggiando lo stesso è inevitabile, affinché attraverso una manovra ed un dialogo che riesca ad apprezzare più voci e che dia ampio respiro a questo semestre venturo di “cantierizzazione del Parlamento”.
Saranno, questi, i mesi all’interno dei quali il “patto di governo” reclamato dal Segretario Nencinipossa, finalmente, enucleare i suoi effetti,  ovvero preparare, attraverso documenti di programma settoriali, una serie di proposte legislative che convergano sui temi fondamentali del lavoro e dell’occupazione fino ad arrivare ad un d.d.l. condiviso da una larga maggioranza per la futura legge elettorale, impegnando, così, i futuri attori della compagine esecutiva e parlamentare ad adoperarsi per la promulgazione degli stessi successivamente rispetto le elezioni.
In sintesi si tratta di trasformare il Parlamento in un’impresa edile pronta a realizzare tutto l’edificio delle riforme “chiavi in mano” per poi lasciare il compito di “aprire” le opzioni presentate a coloro che, last but not least, ne avranno legittimo titolo dopo il voto col Mattarellum.
Follia utopica?! Giustizialismo sfrenato?! Chimera buonista?!
Retrocedere, in questa maniera, di un passo oggi è forse l’unica via per predisporre le migliori condizioni a chi domani potrà fare due balzi Avanti!

Francesco Di Marco

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