mercoledì, 23 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Una legge elettorale antidemocratica
Pubblicato il 23-01-2014


Legge elettoraleLa legge elettorale predisposta da Silvio Berlusconi e accettata dal neo-segretario del Partito democratico Matteo Renzi rappresenta uno dei momenti più oscuri della nostra Repubblica. Presentata come superamento della pessima e incostituzionale normativa Calderoli, ne ripete tutti gli aspetti negativi in termini di rappresentanza e democraticità. Encomiabile lo sforzo da parte di molti di coniare un appellativo per  la stessa. Personalmente, se un nome deve essere attribuito, forse il più adatto è quello di “benitum” da Benito Mussolini fautore della legge Acerbo che “legittimò” il ventennio fascista.

La legge Acerbo prevedeva un listone al quale furono costretti ad aderire i partiti di destra e di centro, listone che, in caso di primo posto alle elezioni, otteneva il premio della maggioranza assoluta dei parlamentari. Se possibile, il “benitum” si presenta peggiore della legge Acerbo per le seguenti ragioni: a) non prevede la preferenza; b) prevede lo sbarramento doppio al 4% ed all’8% per consentire l’ingresso in Parlamento; c) la soglia minima per ottenere il premio di maggioranza (35%) è inferiore al risultato del listone di Mussolini. Insomma ambedue le predette leggi non si preoccupano di rappresentare democraticamente la volontà popolare in Parlamento ma si “preoccupano” della governabilità. Come sono lontani i tempi della legge-truffa di De Gasperi nel ’53 dove il premio di maggioranza era attribuito al partito che superava la maggioranza assoluta dei voti.

Inutile dire che in nessuna democrazia occidentale esiste una legge elettorale con sbarramenti così alti e premi di maggioranza a livelli così bassi e senza preferenze, per cui uno su tre dei deputati nominati appartenenti al listone non viene assolutamente scelto dai cittadini. Insomma si voterà contro un partito  non per un proprio rappresentante. La gravità di una simile proposta deve essere valutata anche alla luce della situazione nazionale per cui se sommiamo 1) l’assenza di preferenze per le liste bloccate; 2) il premio di maggioranza al 18% a chi raggiunge il 35%; 3) l’assenza di una legge sul conflitto di interessi; 4) l’esistenza di un partito di proprietà del titolare di una concessione pubblica ineleggibile per una legge votata anche dal predetto partito; 5) l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ( in Toscana, dove esistono le liste bloccate per le elezioni regionali, il partito del Cavaliere prevedeva espressamente che al posto in lista corrispondeva un “contributo” il cui ammontare era direttamente proporzionale alla possibilità di essere eletto) vediamo che la situazione politica degli italiani  ben può essere sintetizzata con il motto del Marchese del Grillo: “Io sono io e voi non siete un cazzo”.

E’ possibile che la sinistra e, peggio, il partito socialista possa votare siffatta legge? Interessante è anche una delle proposte di riforma costituzionale del Cavaliere Berlusconi in ordine al decreto legge. Oggi il decreto legge è un provvedimento emanato sulla base della necessità ed urgenza che deve essere approvato dal Parlamento entro sessanta giorni dalla emanazione pena la definitiva inefficacia. La proposta del Cavaliere è quella di consentire al governo di poter emanare il decreto legge sempre, lasciando al Parlamento la possibilità di bocciarlo entro trenta giorni, trascorsi i quali non potrà essere più abrogato. Il potere legislativo si trasferisce in capo all’esecutivo: del resto, a che serve lasciare il potere legislativo a dei soggetti che non sono stati eletti ma nominati?

Comunque, è impossibile comprendere l’involuzione democratica del nostro paese senza conoscere le proposte avanzate dal governo Letta anche in materia di giustizia: A) Le motivazioni delle sentenze civili a pagamento. Se vuoi conoscere il motivo della decisione devi pagare allo stato il contributo unificato del giudizio di impugnazione altrimenti non hai diritto a sapere nulla. B) La condanna dell’avvocato quando il giudizio promosso dal cittadino viene considerato dal Magistrato temerario. L’avvocato colpevole di agire in giudizio. Tempi bui per la sinistra, tempi bui per la democrazia in Italia. Sia chiaro però, che né Renzi, né Berlusconi né i vari nominati in Parlamento potranno minimamente pensare che siamo disponibili ad accettare queste scelte irragionevoli ed antidemocratiche.

Enrico Ricciuto     

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento