domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Andràs Schiff presenta Bach all’Auditorium, e incanta il pubblico
Pubblicato il 09-02-2014


Andras Schiff ConcertoUn evento pianistico di prim’ordine quello di venerdì sera all’Auditorium, in cui un travolgente Andràs Schiff si è magnificamente destreggiato in un concerto che farà scuola a molti. Di origine ungherese ma naturalizzato britannico, Schiff inizia , come tanti, la sua istruzione musicale all’età di cinque anni, ma – a differenza di molti – dimostra da subito una spiccata capacità musicale ed interpretativa. Entrato giovanissimo all’Accademia Franz Liszt di Budapest continuò i suoi studi con famosi maestri come György Kurtág per la composizione e Ferenc Rados per il pianoforte. Dopo il diploma si trasferisce a Londra dove si perfeziona sotto la giuda del Maestro George Malcom. Il suo debutto internazionale arriva nel1982 a Salisburgo sotto la direzione di Gidon Kremer. Considerato oggi uno dei più noti interpreti viventi di J. S. Bach, dedica comunque una larga parte delle sue serate pianistiche ad esecuzioni monografiche delle opere per pianoforte di Haydn, Mozart, Schubert, Schumann, Haydn, Bartòk, Chopin e Beethoven.

Di quest’ultimo nel 2006 ha eseguito interamente dal vivo le 32 sonate per pianoforte, in una lunga serie di recital apprezzati in tutta Europa ed iniziati alcuni anni prima e spesso preceduti da pubbliche conferenze-concerto in cui analizzava e illustrava i dettagli delle sonate. Si conclude così, a poco più di un anno dal suo inizio, il ‘’Progetto Bach’’, iter dedicato da Andràs Schiff proprio a Johann Sebastian Bach. Due gli appuntamenti nel corso del mese: nel primo Schiff ha proposto la raccolta delle ‘’Suites Inglesi’’, sequenza di partiture scritte per clavicembalo. Forse tra i componimenti più apprezzati di Bach proprio in virtù particolari cadenze nelle quali i movimenti sono accostati parallelamente in contrasto: a una danza di carattere sincopato ne segue un’altra di andamento più brillante, tutte accomunate dalla stessa caratteristica tonalità.

La finalità di queste partiture era stata in origine deputata all’intrattenimento di corte, finché nel periodo barocco, con lo svilupparsi ed il progredire della tecnica strumentale, queste Suites crebbero di successo sino a divenire un genere molto di moda, adottato da quasi tutti i compositori dell’epoca. Il secondo incontro – previsto per il prossimo 28 febbraio – si chiuderà invece con le “Variazioni Goldberg”, spettacolare partitura, in cui si susseguono 30 variazioni costruite tutte sul medesimo basso e per la maggior parte costruite sulla forma del canone, in base a principi di simmetria aritmetica tipici di Bach. Partecipi delle stimolanti e piacevoli iniziative culturali dell’Auditorium – Parco della Musica – speriamo di vedere presto lo svilupparsi di una politica sociale tesa ad incrementare sia quantitativamente, che qualitativamente, il numero di eventi da presentare agli appassionati.

Alessandro Munelli

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