martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Assistenza sociale sotto la lente per scovare i finti poveri
Pubblicato il 27-02-2014


Disco verde del garante della privacy al casellario Inps dell’assistenza sociale. Si tratta, in pratica, di allestire l’anagrafe delle posizioni assistenziali, che dovrà servire anche a stanare i finti poveri (parere n. 26 del 23 gennaio 2014, reso noto dalla newsletter del 25 febbraio 2014). Nel nuovo casellario, istituito con l’articolo 13, comma 4, del decreto legge 78/2010, saranno raccolti, conservati e gestiti i dati personali e familiari dei beneficiari di prestazioni agevolate, le informazioni sugli enti eroganti e sulle agevolazioni attribuite. Inoltre, in apposite sezioni separate, dedicate alla non autosufficienza, ai minori in condizioni di disagio e alle situazioni di indigenza, saranno raggruppate le informative sulla presa in carico dei cittadini interessati da parte dei servizi sociali, in forma del tutto anonima nei casi più delicati.
I dati direttamente identificativi saranno consultabili esclusivamente dagli enti locali, solo per le concessioni da essi fornite, e dall’Inps, dalla Guardia di finanza e dall’Agenzia delle entrate per effettuare controlli sui titolari delle prestazioni sociali agevolate. Saranno, dunque, possibili controlli incrociati mirati a verificare ed accertare se i soggetti fruitori abbiano effettivamente diritto ai benefici corrisposti. Ma il casellario non sarà utile soltanto per espletare verifiche e operazioni di vigilanza. La base di dati servirà anche a configurare obiettivi di programmazione e pianificazione; tra gli altri scopi individuati spicca difatti anche quello di monitorare la spesa sociale e vagliare l’efficienza degli interventi ed elaborare statistiche e studi. Il casellario costituisce pertanto l’anagrafe generale delle informazioni finalizzate alla presa in carico dei soggetti coinvolti, e conserva anche le informazioni sulle caratteristiche personali e familiari e sulla valutazione del bisogno. Il casellario dovrà, unicamente, raccogliere informazioni connesse alle sole prestazioni sociali per la cui erogazione è indispensabile l’identificazione del beneficiario. L’archivio sarà alimentato dalle amministrazioni locali e ogni altro ente che fornisce le prestazioni assistenziali. L’Inps, oltre che per le finalità di controllo, metterà a disposizione le informazioni raccolte in forma individuale, ma prive di ogni riferimento che ne permetta il collegamento con gli interessati, al ministero del lavoro, al ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni, alle province autonome e alle municipalità locali. 

Inca Cgil, la crisi fa aumentare l’attività di patronato

“La crisi economica ha avuto un impatto consistente nell’attività complessiva dell’Inca, che ha visto aumentare il numero delle pratiche aperte, passate dal 2010 al 2013 da 1.860.428 a 3.379.720, pari, in termini percentuali, a un incremento che sfiora il 50%”. Lo ha recentemente reso noto l’Inca, il patronato della Cgil, in occasione dell”Assemblea nazionale della tutela individuale del sistema servizi della Cgil’, svoltasi a Roma. “Le conseguenze sono ancora più evidenti -rileva l’Inca- se si osservano i dati disaggregati delle diverse tipologie di domande rivolte al patronato. Nell’ultimo quadriennio l’incremento più consistente ha riguardato, non a caso, le pratiche di richiesta di sostegno a reddito che sono più che raddoppiate: da 373.333 del 2010 a 782.709 del 2013.

Anche se meno consistente sono altresì lievitate quelle per ottenere l’assegno al nucleo familiare, balzate, in valori assoluti, da 152.705 nel 2010 a 174.267 nel 2013”. “Tutto ciò dimostra come la crisi – continua l’istituto di patronato – abbia profondamente cambiato quantitativamente e qualitativamente l’attività dell’Inca che, avendo scelto di assicurare un’azione di tutela sindacale individuale completa, si è trovata ad affrontare richieste che vanno ben oltre ‘il finanziabile delle pratiche’ da parte del ministero. In questo contesto, non deve stupire, infatti, che si sia allargata enormemente la forbice tra le pratiche a punteggio (per le quali il ministero del Lavoro riconosce un rimborso) e quelle, pur assicurate dal patronato della Cgil, per le quali non è prefigurato alcun finanziamento pubblico”.

Dall’analisi dell’attività dell’Inca degli ultimi anni, puntualizza l’organizzazione, risulta in “maniera inequivocabile come gli effetti della legge di riforma delle pensioni targata Monti-Fornero abbia ridotto in modo considerevole il numero delle pratiche di domanda di pensione, diminuite dal 2010 al 2013 di 48.392 richieste, mentre sono risultate in rialzo tutte le voci riguardanti: il sostegno al reddito, le istanze di rilascio Cud Inps, gli assegni al nucleo familiare e altre tipologie assistenziali”. “La conseguenza immediata di questi dati – fa notare l’Inca – è la contrazione dell’incidenza percentuale di domande di pensione sull’attività complessiva dell’Inca, che non raggiunge l’11%.

Diversa è, invece, quella sul numero delle pratiche di sostegno al reddito e degli assegni al nucleo familiare, che si attesta al 43%. Anche l’attività di tutela per le lavoratrici e i lavoratori immigrati riflette gli effetti della crisi in atto. Il nostro paese non è più un polo di attrazione, ma è considerato soltanto come un transito necessario verso altre nazioni europee, tant’è che, anche se di poco, in quattro anni, le richieste di tutela rivolte all’Inca dagli immigrati hanno avuto un andamento decrescente”. “Solo tra il 2012 e il 2013 – avverte il patronato della Cgil – le pratiche aperte sono calate di 22.860 richieste. Un simile andamento lo hanno avuto le domande di invalidità civile che, seppure avanzate tra il 2012 e il 2013 solamente di 1.231, se raffrontate al dato del 2011, sono discese di 19.397. In questo contesto, sono cresciute anche le difficoltà per intercettare le richieste di tutela del danno da lavoro le cui pratiche hanno seguito un andamento decresente, mentre è aumentato fino quasi al raddoppio il numero delle pratiche per riconoscimento dello stato di handicap, passate da 61.235 del 2010 a 104.456 del 2013”.

Servizi per l’utenza: l’Inail definisce i nuovi standard per il 2014

In coerenza col dettato legislativo e nel rispetto dei principi di attenzione all’utenza, il Presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha emanato la determinazione n. 38/2014 che aggiorna gli standard di qualità dei servizi per il 2014. Il documento – in nome della massima accessibilità – è disponibile nella sezione “Amministrazione trasparente” del portale dell’Istituto. Rispetto allo scorso anno sono presenti alcune novità significative. In particolare, si è provveduto sia al completamento della definizione degli standard di tipo quantitativo per tutti i servizi erogati dall’Inail (il precedente elenco aveva, ancora, un carattere parziale), sia alla definizione degli standard di tipo qualitativo (lo scorso anno assenti).

Sette categorie di servizi

Il documento articola – in relazione al bilancio per missioni e programmi dell’Inail – sette categorie di servizi al cittadino (rapporto assicurativo con i datori di lavoro; prestazioni economiche assicurative; prestazioni sanitarie; prestazioni per la riabilitazione e il reinserimento nella vita professionale; prestazioni protesiche; prevenzione e sicurezza sul lavoro; prestazioni di certificazione e verifica). Ciascuna categoria è successivamente definita in relazione alle finalità da conseguire, alla tipologia specifica di utenti interessati (datori di lavoro, lavoratori, loro intermediari, soggetti pubblici e privati), alla struttura centrale di riferimento e alle modalità di erogazione. La qualità dei servizi erogati dall’Istituto viene considerata in relazione a quattro “dimensioni” – accessibilità, tempestività, trasparenza, efficacia – e misurata mediante specifici indicatori e relativi valori standard di tipo quantitativo e qualitativo.

Tra le finalità il coinvolgimento degli stakeholder nelle attività dell’Istituto

Il documento, in definitiva, fornisce una descrizione sintetica ed esaustiva dei servizi/prodotti erogati dall’Inail e, insieme, dei fattori determinanti ai fini della qualità, degli indicatori e dei relativi standard che l’Inail si impegna a rispettare: tutto questo non solo per facilitare l’utenza nella fruizione dei servizi di cui è destinataria, ma anche ai fini di un autentico coinvolgimento dei principali stakeholder nelle attività dell’Istituto. L’elenco dei servizi con i rispettivi standard di qualità è stato redatto tenendo conto delle indicazioni dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (ex Civit) e sarà inserito nella Carta dei servizi Inail attualmente in fase di definizione.

Carlo Pareto                          

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Commenti all'articolo
  1. Con tutti i parassiti di Stato che ci sono,far sentire dei parassiti
    gli invalidi con questa caccia all’untore scatenatasi da Monti e via via (tipo la proposta di assoggettare all’Irpef l’indennità di accompagnamento e quella di indicare nell’ISEE la medesima
    indennità come reddito ) è una vergogna.
    A me il comune di Torino ha azzerato i buoni taxi e mi ha tolto dalla pensione più di 80 € al mese fra addizionali regionali e comunali.
    Adesso vogliono pure tassare quei quattro soldi che uno ha da parte per sopravvivere.
    Per fortuna ho ancora i miei ed insieme riusciamo ad ammortizzare le spese, ma quando non ci saranno più loro…
    io sono totalmente non autosufficiente e l’assistenza costa….

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