martedì, 17 ottobre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Attività produttive:
un impegno primario
Pubblicato il 18-02-2014


industriaSituazione ancora critica quella delle aziende che lavorano e producono sul suolo italiano, siano esse locali o straniere. Difatti nel corso dell’intero anno 2013 sono state aperte circa 435.000 partite Iva, con una flessione del 5,8% rispetto al 2012. Sbilanciato da un andamento ancora incerto, lo sviluppo industriale italiano, anche nella piccola – media impresa, stenta ancora ad ingranare una marcia che gli permetta di ottenere una certa sicurezza sia finanziaria che di produzione. Purtroppo sono molte le imprese che non riescono ad instaurare un processo produttivo netto e costante a causa dell’instabilità delle politiche nazionali e regionali. Solo nel periodo gennaio – agosto 2013 si sono registrate 30mila chiusure nel commercio, 50mila nel dicembre scorso, con un totale di 90mila lavoratori a rischio disoccupazione.

Sebbene siano indici estremamente preoccupanti dobbiamo ricordare che il comparto delle attività produttive non comprende solo imprese industriali ma anche aziende di turismo, di ristorazione, di artigianato, agricoltura e caccia. Anche qui i numeri delineano una situazione tutt’altro che rosea. Nel’anno passato sono state riscontrate le seguenti chiusure di esercizio: Ristoranti (- 7.583 imprese), Bar (- 2.032 esercizi), Alloggi ed Alberghi (- 1.205 attività), Moda (- 4.796 negozi). Leggermente in miglioramento il comparto agricolo-venatorio dove si sono registrati aumenti delle importazioni a fronte di una politica più oculata.

Meno ottimistica la situazione del settore dell’artigianato, il più colpito dalla crisi, che vede prospettarsi per il 2014 la chiusura di ben 130mila attività. Sicuramente lodevole la decisione del Governo di instituire un nuovo regime fiscale agevolato rivolto alle persone fisiche che iniziano una nuova attività di lavoro autonomo. Applicabile per il primo periodo d’imposta e i due successivi e prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef del 10% e una serie di semplificazioni contabili unite ad una semplificazione delle procedure per l’accesso delle imprese alle agevolazioni.

Nonostante ciò il panorama rimane sicuramente molto preoccupante ed impone l’impiego di una seria capacità decisionali tese a contrastare il continuo estinguersi di imprese ed aziende. Ottimisti che le nuove politiche in materia riescano ad imprimere una reale e decisa inversione di rotta, rimane fondamentale salvaguardare realmente i lavoratori a rischio licenziamento così come lo spirito cardine del socialismo vorrebbe.

Alessandro Munelli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento