venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Auguri a Tiziano Ferro e alla sua creatività
Pubblicato il 21-02-2014


Tiziano Ferro-compleannoInarrestabile Tiziano Ferro: 34 anni oggi e un 2013 particolarmente intenso, e non solo per il tour de “L’amore è una cosa semplice”, capace di segnare un altro dei suoi successi. Si tratta di traguardi raggiunti con un grande lavoro su se stesso e sulla sua musica, sul volersi sempre mettere in gioco e su un profondo senso di autocritica che lo ha sempre contraddistinto. Mai soddisfatto, ricerca nuovi campi in cui sperimentare, le sue note, la sua voce e la sua penna. È un’icona internazionale anche per quanto riguarda il cantautorato. Scrive, divertendosi, e si sente, per sé e per gli altri testi che, come canta in uno dei suoi brani preferiti “La fine”, con un’intensità che “lascia tutti senza parole”.

E lui è riuscito a scrivere quel “bel film che lascia tutti senza parole”: è la sua carriera musicale, che non si è incrinata neppure nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare: innanzitutto i problemi di salute, che lo hanno portato ad essere ricoverato d’urgenza sotto osservazione quando si è sentito male in Spagna, dovendo partecipare alla trasmissione condotta da Miguel Bosè. E poi i problemi con il fisco (fosse solamente lui ad evadere e ad averli? C’è chi ancora è libero e quasi impunito!), per 3 milioni di euro di evasione fiscale appunto. E poi sempre un certo giornalismo un po’ da gossip alla ricerca di sapere chi sia al suo fianco. Outing o non outing, sicuramente sa essere una persona che riesce a tutelare e far rispettare, giustamente, la sua privacy, comparendo solamente al momento giusto sugli schermi, mai a sproposito, parlando di cose serie: la musica e la passione per il suo lavoro. Tutto il resto può aspettare.

E così ecco che, dalla sua mente geniale, con l’intuito acuto della sua creatività, si sa reinventare, tanto che i suoi fans non sanno mai cosa aspettarsi da chi, come lui, sa stupire e, speriamo, anche stupirsi. Mai dare nulla per scontato. Un cd, quello di “L’amore è una cosa semplice”, in grado di essere in cima a tutte le classifiche per settimane; che lo ha portato in giro per il mondo, facendo registrare sold out ovunque, persino negli stadi, quale l’Olimpico di Roma, un olimpo che solamente in pochi hanno potuto cavalcare da padroni: Eros Ramazzotti, Renato Zero, Claudio Baglioni. Ma Ferro non si è fermato qui: ha iniziato a produrre giovani quali Baby K, a scrivere per giovani emergenti quali il vincitore di X-Factor Michele Bravi, per cui ha composto il testo di “La vita e la felicità”, a duettare con big del calibro di Luca Carboni, per cui ha scritto il sofisticato brano di “Persone silenziose”.

Quest’ultima è l’ennesima dimostrazione della cura con cui sa toccare le corde più remote della psiche e dell’animo umano: una capacità di descrivere esattamente le emozioni allo stato puro con pochi tratti, con le parole giuste; non una in più, né una in meno. E a proposito di emozioni allo stato puro, come non citare la collaborazione con Alessandra Amoroso, a cui ha donato la magnifica canzone di “Amore puro”, in cui racconta perfettamente anche quello che significa essere, come lui, innamorati per la musica e vivere per essa? Questo è forse ciò che meglio lo rappresenta: riuscire a raccontarsi senza remore con le canzoni.

Avvalendosi del dono della sinteticità, è in grado di trasferire nei brani (e sul palco) un tripudio di sensazioni tra le più contrastanti: gioia, amore, rabbia, dolore, amicizia. Sa farlo, al contempo, tanto con la morbidezza del lato più romantico che lo riguarda, quanto con quello di una connotazione più dura e struggente, che è quella di chi, comunque, per raggiungere un certo livello artistico, ha dovuto faticare e soffrire. Ha iniziato dai cori gospel e dai lontani tempi di “Perdono” e “Rosso relativo”, per passare poi alla complessità di “Sere nere”, per approdare alla profondità di “Troppo buono”, per citare alcuni testi tra i suoi più noti. Rivelandosi un artista anche molto generoso, molto legato alla famiglia, al fratello e a Latina. Non a caso è stato coinvolto nel “fortunato” progetto di “Braccialetti rossi”.

Nel cd – che ne costituisce la colonna sonora – troviamo anche la sua “Non me lo so spiegare”, canzone struggente che ben si accosta alla fiction tratta dall’omonimo libro di Albert Espinosa. A proposito di libri, nel repertorio di Tiziano non mancano due libri (entrambi editi Kowalaski): un’autobiografia, “Trent’anni e una chiacchierata con papà” del 2010 e la straordinaria intuizione del particolare manuale di “L’amore è una cosa semplice” del 2012; una sorta di diario di viaggio che ripercorre la stesura dell’ultimo cd del cantante di Latina, con cui accompagna i fans alla scoperta non solo della genesi del disco, ma dell’essenza stessa della vita.

Raccoglie tutti i pensieri più reconditi in una sorta di annotazioni che stila quasi quotidianamente, sintetiche, ma che lo descrivono più di ogni altra cosa: è il Tiziano di tutti i giorni, con le sue paure, le sue abitudini, i suoi gusti, musicali e non, nelle sue emozioni più vere. Senza nessun timore di mostrarsi così com’è, in grado di mettersi a nudo con l’eleganza di momenti che regalano molta riflessione. Un po’ in linea, peraltro, con quanto effettuato da Espinosa col suo “Braccialetti rossi”. E allora non resta che augurarsi che Ferro incrementi la sua produzione. Difficile immaginare cos’altro possa fare di entusiasmante più di quanto ha già realizzato; ma dalla sua fucina della sua creatività, o meglio dal cappello magico della sua mente, saprà tirar fuori quel coniglio dal cilindro che è il suo genio artistico.

Chissà, forse per scrivere la colonna sonora di un film (e non donare solamente una canzone), come ha fatto Elisa per “L’ultima ruota del carro” di Veronesi. O per scrivere un musical, ispirato anche alla sua autobiografia volendo (la storia di chi ce l’ha fatta, non ha mai smesso di lottare e di credere nei sogni), o a qualche altra giusta causa (pensiamo a “Magazzino 18” di Simone Cristicchi). O per cimentarsi nel ruolo di attore: fotogenico lo è, ma forse non è altrettanto così fortemente esibizionista da mettersi al centro dello schermo; potrebbe, però, portare un vissuto che lo ha particolarmente colpito, o approfittarne per interpretare una parte che la sua vita di cantante non gli permette. O dedicarsi al ballo con “Ballando con le stelle”: in fin dei conti nei videoclip sembra abbastanza armonico. Comunque sia, qualsiasi siano i progetti che possa o non possa avere in cantiere, l’importante è che continui a fare tutto col cuore come ha fatto finora, dimostrandosi attento, interessato, sensibile e impegnato anche nelle cause sociali più rilevanti: il terremoto de L’Aquila o la collaborazione con l’Avis, sponsor dei suoi tour.

Barbara Conti

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