martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Buemi, lo “svuotacarceri” va approvato
Pubblicato il 19-02-2014


Decreto-svuotacarceri«Almeno il nostro decreto dovremmo convertirlo in tempo utile, nonostante la crisi di governo». A dichiararlo è il senatore socialista Enrico Buemi, relatore del cosiddetto decreto “svuota-carceri”, la norma che amplia il ricorso alle pene alternative alla detenzione e depenalizza alcuni reati. Secondo Buemi, salvo imprevisti, ci sarebbero buone probabilità di approvare in Senato il ddl di conversione entro la data-limite del 21 febbraio. La commissione Giustizia al Senato ha, infatti, licenziato il provvedimento così come arrivato dalla Camera: per questo la commissione di palazzo Madama ha “congelato” il testo che approda in Aula per un veloce via libera entro giovedì. In commissione sono state presentate 500 proposte di modifica, soprattutto a firma Lega e M5s, ma tra inammissibilità, ritiri e pareri contrari di relatore e Governo il provvedimento rimane così com’è.

«In aula a Palazzo Madama», spiega Buemi, «c’è la mia relazione per l’assemblea e la discussione generale sul provvedimento. Ancora non so se il Movimento Cinquestelle o la Lega vorranno presentare qualche pregiudiziale di costituzionalità, ma comunque sia penso che per mercoledì 19 febbraio dovremmo avere l’OK definitivo. Peraltro il testo esce dalla Commissione Giustizia blindato: tutti gli emendamenti sono stati respinti e quindi non ci saranno modifiche al testo licenziato il 6 febbraio scorso a Montecitorio». Ma, secondo Buemi, un rischio ci sarebbe ancora: «Potrebbe derivare da un eventuale ostruzionismo ad oltranza del Carroccio, già molto critico, fino all’esibizione del manette in aula, durante le votazioni alla Camera».

Secondo il senatore Buemi «in un momento così delicato per la nostra situazione economica nazionale non licenziare questo testo vorrebbe dire non ottemperare per tempo a quanto prescritto in sede Ue sui diritti dei detenuti, con conseguente sanzione per infrazione e successivi indennizzi a tutti quei cittadini che volessero ricorrere alla giustizia europea e italiana per le attuali condizioni inaccettabili di sovraffollamento delle nostre carceri».

Il poco tempo a disposizione ha creato, però, malumore tra i gruppi di maggioranza che, invece, avrebbero preferito emendare il decreto, soprattutto in due parti. «Andrebbe modificata – ha riferito una fonte Ncd ad un’agenzia- la parte che riguarda la libertà anticipata speciale», misura temporanea che scadrà tra 2 anni, con la quale si amplia il beneficio dell’aumento dei giorni di detenzione (da 45 a 75) per ciascun semestre di pena espiata. Norma non condivisa da una parte della maggioranza, che con più emendamenti ha chiesto di ridurre l’aumento dei giorni alla luce della sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi e che potrebbe portare alla liberazione di molti detenuti

Buemi ha anche ricordato, inoltre, che c’è un altro decreto al Senato, anch’esso già votato dalla Camera, che scade lo stesso giorno dello svuota-carceri. «E’ il cosiddetto “Destinazione Italia” licenziato da Montecitorio meno di una settimana fa. Non so che fine farà e se la nuova situazione politica cambierà l’atteggiamento del Parlamento verso il provvedimento. Di certo, a norma di Costituzione, una crisi di governo non giustifica affatto uno stallo del lavoro legislativo».

RdA!

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