martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Marò: Ban Ki – moon gela l’Italia
Pubblicato il 12-02-2014


Marò-Ban-Ki-moonNon ci sarà alcun aiuto di mediazione da parte dell’ONU secondo quanto affermato ieri sera, martedì 11, da Martin Nesirsky, portavoce del Segretario Generale Ban KI – moon, il quale ha aggiunto che: “É meglio che la questione venga affrontata bilateralmente tra Italia ed India, piuttosto che con il coinvolgimento delle Nazioni Unite”. Una dichiarazione davvero inaspettata quella del Segretario Generale, in un momento poi così delicato, il cui l’Italia nonostante l’appoggio ricevuto dall’UE sembra ancora in serie difficoltà.

Inoltre, appare chiaro come a nulla sia servito l’appello del Ministro degli Esteri Emma Bonino all’Alto Commissario per i Diritti Umani in merito alla situazione dei militari italiani Latorre e Girone. Diluvio di reazioni e dichiarazioni da tutte le parti politiche. Un concentrato che ha fatto smuovere persino l’inviato speciale per la vicenda marò, Staffan de Mistura, il quale ha lasciato tempestivamente New Delhi alla volta di Roma per “urgenti consultazioni con il Governo”. Già fortemente criticato per l’invalidità dell’accordo tramite “Nota verbale” siglato con il Ministro degli Esteri indiano, De Mistura dovrà concordare una nuova linea diplomatica efficiente per poi ritornare velocemente in India in vista dell’udienza in Corte Suprema il 18 febbraio, che come lui stesso afferma: “É della massima importanza per il futuro dei nostri fucilieri di Marina”. Nel mentre su richiesta dei presidenti di Commissione Esteri e Difesa del Senato, domani alle 10 il Ministro Bonino riferirà in merito alla dichiarazione del Segretario Generale ONU e alle iniziative del Governo in sede europea e multilaterale.

Già stamane, in un intervento alla Camera dei Deputati, Bonino ha ricordato che il Governo italiano ha “aperto anche un dialogo, che speriamo maturi velocemente, sia in ambito NATO che alle Nazioni Unite vere e proprie, ma non è scontato avere delle solidarietà solide”. Giunti in un momento assai delicato sia per i nostri militari sia per la reputazione internazionale italiana, risulta necessario non affidarsi più a vane speranza o a improbabili solidarietà con chi non ne vuole sapere dei problemi dell’Italia. Invero come Governo bisogna attuare nuove strategie giuridiche e diplomatiche atte a scagionare, anche nei tempi prestabiliti dal giudizio, due dei nostri concittadini, detenuti, forse ingiustamente, in un Paese straniero.

Alessandro Munelli

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