domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Marò: l’India rinuncia alla “Sua Act”
Pubblicato il 25-02-2014


India passo indietro Un decisivo passo indietro quello comunicato oggi dal governo indiano, che aprirebbe quindi a una più concreta possibilità per un celere concludersi del processo in atto. Difatti “In seguito all’ordine di questa Corte datato 18 febbraio’’ – si legge nel documento presentato dal Procuratore Generale G.E. Vahavati alla Corte Suprema e firmato dal Sottosegretario del Ministero degli Interni N.S. Bishit, ‘’secondo quanto stabilito il 21 febbraio da tale dicastero, le disposizioni del Sua Act (legge antipirateria, ndr) non si applicano a questo caso.” Il documento assicura inoltre che ‘’Misure appropriate saranno prese per assicurare che i capi di imputazione siano conformi a questa opinione” (ovvero la Sua Act non sarà inclusa nella formulazione delle accusa) e ‘’si limita soltanto a produrre questa opinione e non tocca altri aspetti, come quello del presunto ritardo del processo e altri punti sollevati dal ricorso.”

Rassicurante anche l’intervento dal Presidente del Parlamento, Martin Schulz, che “condivide le preoccupazioni dell’Italia sulla lunghezza e i ritardi del caso.’’ Un’importante vittoria per l’Italia, e di grande impatto sul futuro esito del processo ai nostri fucilieri di marina. Ottimistico il Premier Matteo Renzi che, in seguito al vertice mattutino a Palazzo Chigi con i neo-ministri degli Esteri, Federica Mogherini, della Difesa, Roberta Pinotti e l’inviato speciale del governo, Staffan De Mistura, afferma: “La decisione odierna della Corte Suprema di New Delhi di rinunciare al ricorso alla legge antiterrorismo è il risultato della ferma opposizione dell’Italia”. Già nel suo discorso al Senato riguardo la vicenda Marò, il premier aveva assicurato: “Il mio personale impegno e quello del governo.”

Hanno termine anche le pesanti dichiarazioni contro la diplomazia italiana sollevate da Sonia Gandhi, politica di origini italiane, ma naturalizzata indiana, che si è vista rifiutare nuovamente la candidatura a primo ministro in virtù delle sue origini. Sospiri di sollievo quindi su un aspetto che tanto aveva impensierito l’ex Ministro degli Esteri, Emma Bonino, alla quale va comunque riconosciuto di aver posto le basi affinché tutto ciò fosse possibile. Speranzosi che l’attuale panorama politico permetta una breve e felice conclusione della vicenda, auspichiamo in un deciso e fermo proseguo dell’intervento diplomatico italiano in vista delle elezioni politiche indiane.

Alessandro Munelli

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