mercoledì, 23 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Marò, qualcosa si muove
Pubblicato il 13-02-2014


Marò-nuovo processo-IndiaUno stravolgimento di particolare importanza ha destabilizzato le posizioni sino a ieri conformatesi sulla situazione dei nostri fucilieri di marina. Nell’istante immediatamente successivo alla dichiarazione del Segretario Generale, Ban Ki – moon, riguardo un’improbabile mediazione dell’ONU tra Italia e India, si è alzata una bufera di proteste che ha accomunato tutte le parti politiche. Bufera che ha portato oggi (giovedì 13) il ministro degli Esteri, Emma Bonino, a riferire in Senato sul programma di risoluzione. ‘’Grande perplessità e rammarico’’. Con queste parole il Ministro Bonino, ha commentato in Aula quanto affermato del Segretario Generale, aggiungendo che: ‘’ Non si tratta di una divergenza tra due membri dell’ONU ma di una massa critica di Stati che solleva un problema di principio fondamentale.’’

In serata il chiarimento con i vertici delle Nazioni Unite, in cui Ban KI – moon si è detto preoccupato e sorpreso che l’India intendesse applicare la Legge Anti – terrorismo (SUA Act) e, nonostante preferisse una soluzione bilaterale, si è impegnato ad approfondire la questione con i suoi studi legali. Un parziale cambio di rotta quindi, che potrebbe sicuramente giovare alla situazione Italiana, ma che altresì non arriva immotivato. Difatti potrebbe aver pesato sulla decisione del Segretario Generale la piena adesione incassata dalla Bonino alla riunione a New York dei 28 paesi Ue, in cui l’Alto Rappresentate europeo, Catherine Ashton, ed il Segretario Generale NATO, Anders Fogh Rasmussen, si sono dichiarati: ’’Personalmente preoccupati per la situazione dei due marò‘’ ed hanno promesso la loro piena adesione e incondizionata solidarietà all’Italia.

A far pendere il piatto della bilancia hanno inoltre contribuito la sospensione chiesta dai presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del Senato riguardo al Disegno Legge sui finanziamenti agli interventi internazionali e la minaccia del Ministro Bonino di astenersi dal partecipare a missioni future. Dura anche la reazione del Ministro della Difesa, Sen. Mario Mauro, il quale ha spiegato di ritenere impensabile parlare di questioni bilaterali, aggiungendo che ‘’si tratta di due militari impegnati in una missione nazionale, che risponde però ad una esigenza di una collettività globale, ovvero quella di porre un argine alla pirateria e al terrorismo‘.’ Un pressing diplomatico duro, ma necessario affinché le richieste italiane ottenessero di essere prese seriamente in considerazione dai nostri partner internazionali. Postulando che eventualmente avremmo potuto vedere un miglior svolgersi degli avvenimenti se da subito avessimo instaurato una politica diplomatica decisa e coerente, c’è adesso solo da augurarsi che l’impegno del Governo continui ad indirizzarsi su questo percorso, ora che la comunità internazionale sembra sostenerci per l’importanza ed il rispetto di cui godiamo.

Alessandro Munelli

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Commenti all'articolo
  1. Se ci fosse Bettino Craxi certamente chiederebbe agli alleati, alla comunità intenazionale e all’ONU di appoggiare un intervento, anche militare, per liberare i nostri soldati. Diversamente chiederebbe il ritiro delle nostre forze armate da tutte le missioni intenazionali.

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