giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

C’è anche il capo dello Stato nell’accordo BR?
Pubblicato il 10-02-2014


L’articolo di Alain Friedman sul “Corriere della sera” di oggi è molto di più di una semplice indiscrezione giornalistica. È una campagna contro il capo dello stato, amplificata dal quotidiano milanese collocato vicino alla sinistra finanziaria, e subito ripresa dagli esponenti di Forza Italia. E questo mentre è in corso la richiesta di impeachment di Grillo. Friedman sostiene che già nell’estate del 2011 Napolitano si mosse per convincere Monti a subentrare a Berlusconi. Dunque prima dell’esplosione dell’emergenza spread e assai prima delle dimissioni di Berlusconi che vennero date a novembre. Lo conferma lo stesso Monti che afferma che il presidente della Repubblica gli avrebbe “mandato segnali in quel senso”.

Monti si sarebbe consultato con De Benedetti a Saint Moritz in quell’estate e con Prodi già nel mese di giugno. Immediata la reazione dei capogruppo della Camera e del Senato Brunetta e Romani, che gridano a un’azione preordinata “per capovolgere il risultato elettorale”. Ora la lettura si presta a questa possibile interpretazione. Al di là del fatto in sé, che era noto da tempo, e cioè che Monti fosse sulla plancia di lancio qualche mese prima dell’incarico, perché questo attacco concentrico a Napolitano, perché questa inusitata e mai prima d’ora sperimentata convergenza tra il Corriere e il partito di Berlusconi? Il Corriere che offre un così succulento piatto al banchetto dei berlusconiani è la vera notizia.

Esiste qualche possibile coincidenza col patto elettorale e costituzionale tra Renzi e Berlusconi? Sia bene chiaro. Non credo proprio che nel corso della trattativa tra i due sia mai emersa la questione del cambio al Quirinale. Come mai però pochi giorni orsono Napolitano si è sentito in dovere di difendere la sua scelta di puntare su Monti e su Letta precisando che si trattava di scelte suggerite e condivise da maggioranze parlamentari? La logica della deduzione porta a una conseguenza. L’attacco al Colle non è più una costante del centro-destra berlusconiano che pure aveva votato a favore della riconferma di Napolitano. Ma ha iniziato a fare autorevoli proseliti anche nel campo opposto. Perché? A questa domanda vorremmo rimandare ulteriori approfondimenti.

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Commenti all'articolo
  1. Beh, potremmo pensare che se si dimettesse l’inquilino attuale del Colle, il prossimo lo eleggerebbero queste Camere. Dunque se il movente fosse questo, potremmo anche immaginare il colpevole, o i colpevoli. PD e M5S insieme hanno i numeri per farlo al primo turno, ma anche PD e Forza Italia. E siccome Berlusconi e Renzi hanno già fatto la legge elettorale assieme …
    Com’è che diceva quel famoso esponente della DC? A pensar male si fa peccato, però …
    Filippo C.

  2. Ma io non dico questo. Questo sarebbe fuori dal mondo. Faccio due più due. E metto insieme la campagna del Corriere, l’impeachment di Grillo, la sortita di Brunetta e Romani. Il risultato è un duro attacco al capo dello Stato. Senza che il Pd reagisca. E mentre è in corso l’accordo Berlusconi-Renzi sulla riforma elettorale e costituzionale. Cosa devo pensare?

  3. Vedo che lo sport del guardare il dito e non la luna è molto praticato anche alle nostre latitudini. Congetture fantasiose e allo stato improbabili, nascondono un fatto gravissimo e che cioè nel bel mezzo di una legislatura, quando gli equilibri finanziari erano ancora passabili almeno per le condizioni storiche dell’Italia, il Capo dello Stato incontra un Fighetto bocconiano e insieme concertano senza passare dal Parlamento, il successivo governo, dotato per l’occasione di un programma pensato pare dal Passera fasso-tuto-mi. A me sembra in primo luogo un grave vulnus alla sovranità del Parlamento. Come diceva un capo dello Stato coronato: “I miei occhi e le mie orecchie sono il Parlamento”, non i Fighetti, ai quali – Caligola ribellati! – si promette anche il laticlavio perpetuo:

    • piu’ che una congiura di napolitano contro l’allora debole berlusconi (che infatti si dimise al primo invito),mi sembra quello di oggi una macchinazione attuata dalla” cordata” alan friedman- de benedetti- peter gomez,la 7 con mentana e lerner-il corriere con de bortoli e mieli- il financial times di murdoch i seguenti obiettivi: vendere un altissimo numero di copie del libro di friedman,
      far soldi con la speculazione finanziaria se si alza lo spread italia
      indebolire ancora di piu’ l italia ed il sistema europa.

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